Sono 149 gli arresti per casi di pedopornografia nel 2022 e ben dodici nel primo trimestre del 2023. Le denunce per aver scaricato, condiviso o scambiato materiale contenente abusi sessuali su minori lo scorso anno hanno raggiunto quota 1.466, mentre da gennaio a marzo se ne contano 299. Sono 2.622 i siti con immagini di violenza su bambini oscurati nel 2022. Gli identificati come responsabili per reati di pedopornografia sono spesso uomini, italiani, incensurati e con un'età media inferiore ai 50 anni. La maggior parte di essi è, inoltre, sposata o ha una relazione stabile. È quanto emerge dal dossier Dentro i numeri: la lotta alla pedofilia online elaborato dal Servizio centrale della Polizia postale e pubblicato alla vigilia della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia del 5 maggio.
Adescamenti
Nel 2022 si sono verificati 430 casi di adescamento online di minorenni, dato in calo rispetto alle 531 vittime del 2021. Preoccupa l'aumento dei casi che hanno per vittime gli under 13, nei primi tre mesi del 2023 se ne registrano già 56 casi. Sono, invece, 34 gli adolescenti tra i 14 e i 16 anni adescati in rete nello stesso periodo. Tra i 2020 e 2022 è pari a 866 il numero dei minorenni approcciati e quel che preoccupa di più è che spesso sono parenti o persone vicine alla famiglia a commettere gli abusi più gravi. Le strategie di avvicinamento cambiano a seconda dell'età delle vittime. Sotto i dieci anni il canale principale sono i videogiochi, dove l'adulto offre aiuto a vincere le partite prima di tentare di passare allo scambio di messaggi. Gli adolescenti vengono attirati principalmente sui socal network: ai ragazzi vengono offerte sessioni di sesso virtuale con coetanee sedicenti mentre le ragazze sono oggetto di like e messaggi di apprezzamento.
Sextortion
Sulle piattaforme social si concentrano anche i 132 episodi di sextortion registrati nel 2022 ai danni di minori: pagamenti di somme anche di basso valore (tra i 30 e i 100 euro) estorte sotto la minaccia della pubblicazione online di video o immagini sessuali della vittima. Si tratta di vere e proprie estorsioni, che iniziano con banali o amichevoli messaggi in chat e continuano con lo scambio dei file utilizzati poi per il ricatto.
Triplicati i minorenni indagati
Lo scambio di materiale pedopornografico è in crescita tra i minorenni. Nel 2022 sono stati 150 i segnalati all'autorità giudiziaria come responsabili di reati gravi, quasi sempre di sesso maschile e con un'età media di 15 anni. Il dato è più che triplicato rispetto ai 49 del 2021, mentre nel 2016 se ne contavano solo 20.