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Gli interni del Museo (foto Massimo Gardone) 

A Trieste il primo museo della moda italiano: mille abiti in mostra nel regno della libera creatività

Si inaugura con "The first exhibition" dove l'abito, come una pagina, una tela o una partitura, è lo strumento per raccontare una storia, per esprimere le domande sul mondo, le paure e i desideri di chi lo crea. E anche in questo campo all'orizzonte si profila l'Intelligenza Artificiale: "È la questione del secolo che non possiamo ignorare"
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C'è l'abito crisalide che racconta il desiderio di rompere il guscio del passato per volare verso una nuova vita, l'abito sciamanico che si indossa come una collana e aspira a parlare al mondo invisibile, o il copricapo che risponde alla domanda su cosa significhi indossare una nuvola e che ha conquistato la cantante Björk.

Sono più di mille gli abiti, oltre a gioielli, accessori, fotografie e portfolio ospitati da Its Arcademy, il primo museo della moda contemporanea in Italia inaugurato a Trieste, nel palazzo della Cassa di Risparmio, con la mostra The first exhibition curata da Olivier Saillard, storico della moda e per molti anni direttore del Palais Galliera di Parigi.

L'ingresso al Museo (foto di Massimo Gardone) 

In mostra le opere prime dei finalisti dell'ITS Contest che da venti anni premia i più interessanti designer emergenti provenient…

C'è l'abito crisalide che racconta il desiderio di rompere il guscio del passato per volare verso una nuova vita, l'abito sciamanico che si indossa come una collana e aspira a parlare al mondo invisibile, o il copricapo che risponde alla domanda su cosa significhi indossare una nuvola e che ha conquistato la cantante Björk.

Sono più di mille gli abiti, oltre a gioielli, accessori, fotografie e portfolio ospitati da Its Arcademy, il primo museo della moda contemporanea in Italia inaugurato a Trieste, nel palazzo della Cassa di Risparmio, con la mostra The first exhibition curata da Olivier Saillard, storico della moda e per molti anni direttore del Palais Galliera di Parigi.

L'ingresso al Museo (foto di Massimo Gardone) 

In mostra le opere prime dei finalisti dell'ITS Contest che da venti anni premia i più interessanti designer emergenti provenienti dalle scuole di tutto il mondo, tra questi nelle precedenti edizioni i nomi di chi oggi è diventato un'icona del settore come Demna Gvasalia, l'audace direttore creativo di Balenciaga, Matthieu Blazy, firma delle collezioni di Bottega Veneta, o Richard Quinn, il primo stilista a ricevere il premio per il design istituito dalla Regina Elisabetta II.

La consigliera della regione Friuli Venezia-Giulia Alessia Rosolen, la sottosegretaria al ministero della cultura senatrice Lucia Borgonzoni e la presidente della Fondazione Its Barbara Franchin (foto di Giuliano Koren) 

"The first exhibition" è una passeggiata nella dimensione pura della creatività, libera dai condizionamenti del mercato e audace: qui l'abito, come una pagina, una tela o una partitura, è lo strumento per raccontare una storia, per esprimere le domande sul mondo, le paure e i desideri di chi lo crea.

E se sulle passerelle, nel frenetico vorticare del "fashion", basta una stagione a fare invecchiare una forma o un colore, qui, nel regno della creatività libera, le idee vivono un eterno presente. O, forse, abitano già il futuro.

"In venti anni di Its Contest ho avuto modo di vedere la moda cambiare e la creatività dei giovani liberarsi sempre di più, con maggiore consapevolezza e progettualità" dice Barbara Franchin, ideatrice e presidente della Fondazione Its. "I giovani designer abitano già un futuro che gli amministratori e la politica non considerano né comprendono, vogliono un tempo liberato e non hanno paura. Un'unica mia preoccupazione all'orizzonte: l'Intelligenza Artificiale".

La presidente della Fondazione Its Barbara Franchin (foto di Giuliano Koren) 

Nel rilanciare il contest del 2023 "Born to create", Franchin dice di aspettarsi progetti realizzati con l'Intelligenza Artificiale "Li accoglierò perché rappresentano quello che succede, nonostante la mia personale preoccupazione, ma Arcademy è nata proprio per custodire e rappresentare la contemporaneità mentre accade. Il rapporto tra l'Intelligenza Artificiale e la creatività è la questione del secolo, non possiamo ignorarla, vedremo quello che accadrà in tempi brevi perché l'accelerazione è spinta".

È la dimensione del tempo quella più affascinante nella concezione di ITS Arcademy, già nel nome fusione dell'idea di un'arca votata a preservare e di un'accademia destinata a preparare il futuro, sebbene gli abiti esposti coprano già due decenni, è impossibile capire quale è stato pensato prima e quale dopo.

La libreria del Museo (foto di Massimo Gardone) 

Passato e futuro dialogano nelle due sezioni più ambiziose del museo e posizionate agli antipodi. Ad accogliere il visitatore è la "Library", un archivio in perfetto equilibrio tra la poesia del "fatto a mano" e l'avvenirismo del digitale, che custodisce gli oltre quattordici mila portfolio, ovvero la sintesi del progetto creativo di tutti i designer che hanno concorso a Its. Dal lato opposto la "Learning room", è uno spazio aperto a chiunque voglia cimentarsi con la creazione di un oggetto di moda e nel quale si possono imparare a fare le tinture naturali, le decorazioni floreali con l'essicazione delle specie endemiche carsiche o portare a compimento un progetto sartoriale guidati da professionisti.

Una delle sale del Museo (foto Massimo Gardone) 

Tra un archivio di memorie e il luogo dove si crea ciò che ancora non esiste, c'è lo spazio espositivo destinato a ospitare una nuova mostra ogni anno, e dove la rappresentazione del contemporaneo galleggia in movimento toccando ora una sponda, permettendosi una citazione, ora l'altra, avanzando una profezia.

E anche se all'orizzonte si staglia l'indecifrabile profilo dell'Intelligenza Artificiale, a oggi il museo è una gloriosa celebrazione della creatività umana.

La Wunderkammer del Museo (foto Massimo Gardone)