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Sardegna, pochi macchinari e personale pagato in ritardo: l'isola diventa off-limits per i dializzati

La protesta dei pazienti che necessitano della terapia salvavita e che devono percorrere centinaia di chilometri più volte a settimana per raggiungere l'ospedale. La Asl rassicura: "Questa estate assicuriamo il servizio ai turisti di Olbia, Arzachena e La Maddalena"
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Sardegna, tra le più ambite mete per i vacanzieri, sogno per tanti turisti, incubo per quelli che, loro malgrado, in vacanza si devono portare anche la dialisi, terapia salvavita per l'insufficienza renale cronica. Come croniche sono le proteste e le denunce che da anni accompagnano il servizio di assistenza ai pazienti che vogliono soggiornare nelle località di mare del nord est dell'isola, nonostante da quasi 15 anni l'Azienda sanitaria locale gallurese abbia lanciato il progetto 'Dialisi vacanza'.  La stessa Asl ammette che il servizio, pur non avendo subito interruzioni, "ha dovuto fare spesso i conti con le difficoltà di reperimento dei fondi e del personale. In una delle principali zone in Sardegna per impatto turistico, il servizio è diventato praticamente essenziale sia sotto il profilo della tutela dei diritti alla salute, sia per l'immagine stessa dell'Isola, consentendo ai pazienti di superare una d…

Sardegna, tra le più ambite mete per i vacanzieri, sogno per tanti turisti, incubo per quelli che, loro malgrado, in vacanza si devono portare anche la dialisi, terapia salvavita per l'insufficienza renale cronica. Come croniche sono le proteste e le denunce che da anni accompagnano il servizio di assistenza ai pazienti che vogliono soggiornare nelle località di mare del nord est dell'isola, nonostante da quasi 15 anni l'Azienda sanitaria locale gallurese abbia lanciato il progetto 'Dialisi vacanza'.  La stessa Asl ammette che il servizio, pur non avendo subito interruzioni, "ha dovuto fare spesso i conti con le difficoltà di reperimento dei fondi e del personale. In una delle principali zone in Sardegna per impatto turistico, il servizio è diventato praticamente essenziale sia sotto il profilo della tutela dei diritti alla salute, sia per l'immagine stessa dell'Isola, consentendo ai pazienti di superare una delle principali difficoltà logistiche legate alla patologia, quella degli spostamenti nel periodo delle vacanze, e di aggiungere un ulteriore tassello al personale percorso di inclusione sociale.

A ridosso dell’avvio della stagione, anche quest’anno il copione è lo stesso: nessuna certezza sull’avvio, sui centri dove potranno recarsi i pazienti dializzati, sulla durata del servizio. E chi deve programmare le ferie che deve fare?

La burocrazia che ostacola la cura della salute

"Sono proprietaria da 36 anni di un appartamento a Palau - racconta Carmen Masi, romana, - purtroppo mio marito da 5 anni è costretto a sottoporsi a dialisi 3 volte la settimana per 4 ore. Tranne per il primo anno, nel 2017,  per il quale l'assegnazione di dove avrebbe effettuato la dialisi si svolse abbastanza celermente, negli anni successivi abbiamo sempre incontrato  intoppi burocratici, carenza di infermieri, non disponibilità dei luoghi preposti che non sarebbero altro che il Centro Dialisi de La Maddalena (ospedale P. Merlo), il Centro Dialisi di Arzachena ed il Centro Dialisi dell'ospedale S. Giovanni Paolo II di Olbia. L'anno scorso ci è stata data la possibilità solo serale, dalle 18 alle 22, proprio all'ospedale di Olbia, possibilità subito accettata nonostante l'orario ma soprattutto nonostante la distanza fra Palau e Olbia, corrispondente a circa 90 km fra andata e ritorno, per 3 volte la settimana". Quest'anno ancora nessuna certezza, anzi dalla rete la signora Masi scopre che il servizio potrebbe non esserci quest'anno perché il personale la scorsa estate ha lavorato, con prestazioni aggiuntive, negli ambulatori dialisi galluresi non è stato ancora pagato, a distanza di mesi, e non si rende disponibile per lavorare quest'anno.

"L'impossibilità di raggiungere la nostra casa di Palau per la non disponibilità di una struttura per effettuare la dialisi - afferma ancora Carmen Masi, che già una volta ha scritto al presidente della Regione per denunciare la situazione -, ci costringe ad una forzata vendita della casa. Se dovessimo essere costretti, potremmo prevedere anche un'azione legale".

Le rassicurazioni della Asl

La direzione generale della Asl gallurese è già intervenuta per rassicurare i pazienti e ribadisce che si sta procedendo "con l'implementazione del servizio. Per quanto riguarda i pagamenti del personale - spiega il dg Marcello Acciaro -, in merito alla precedente annualità abbiamo invitato gli uffici a procedere con le liquidazioni. Il punto, però, è soprattutto un altro e va sottolineato con chiarezza: la Asl Gallura è dimensionata, nel personale e nei servizi, sulla popolazione residente, ovvero su circa 160mila abitanti. Ma durante l'estate accoglie ben il 40% di tutti i turisti che sbarcano in Sardegna, circa 1,5 milioni di persone. Un numero enorme: è come se l'intera popolazione della regione si riversasse in Gallura, appoggiandosi però su un decimo delle strutture e delle risorse necessarie. Nonostante questo problema di difficile soluzione -, insiste Acciaro - la dialisi verrà garantita questa estate anche ai turisti a Olbia, Arzachena e La Maddalena. È un servizio storico per questo territorio ed è un dovere fornirlo. È mia intenzione, inoltre, chiedere alla Regione la disponibilità di risorse per acquistare dei macchinari per la dialisi da dislocare su diverse località turistiche, in modo da accorciare le distanze da percorrere per coloro che devono effettuare il trattamento, riducendo i disagi e le spese".

Personale pagato in ritardo

Dal 1 giugno al 30 settembre dello scorso anno medici e infermieri impegnati nel progetto 'Dialisi vacanza', ancora in attesa di essere pagati del tutto, hanno erogato 320 prestazioni dialitiche a 70 turisti che ne hanno fatto richiesta prenotandosi con una mail alla Asl. "Si tratta - attacca il consigliere regionale gallurese del M5S, Roberto Li Gioi, che ha rilanciato la protesta del personale - di professionisti preparati, che hanno assicurato un servizio prezioso per il nostro territorio, dal punto di vista sanitario, ma anche sotto l'aspetto turistico. Solo da aprile hanno iniziato a ricevere il compenso per il lavoro svolto e questo è inaccettabile". Tutt'altro che rassicurato dalle parole del direttore generale dell'azienda sanitaria, Li Gioi parla di mancanza di rispetto nei confronti di chi offre prestazioni aggiuntive all'ordinario: "I ritardi non sono giustificati, parliamo di un servizio importantissimo, che la Asl sa di dover organizzare e quindi deve prevedere per tempo le risorse per pagarlo".