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"La mamma non si tocca": la pubblicità censurata finisce online. E scatta la polemica

La campagna di Control non doveva circolare per il suo messaggio esplicito legato alla sessualità delle madri. Ma l'immagine è circolata sui social, anche con l'appoggio delle influencer. I creatori: "Sappiamo che è una provocazione ma l'obiettivo è sfatare un tabù"
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Una mamma che prova piacere sessuale è ancora un tabù? Una donna associata a un sex toy fa ancora scandalo? Evidentemente sì. Se una campagna pubblicitaria che doveva essere affissa in giro per le strade è stata bloccata. E per protesta, ostinazione e forse anche per una trovata commerciale, invece che off line, in città, è finita on line, sui social, sposata anche da influencer, attiviste, artiste, volti tv.


La provocazione

È la storia della non affissione di Control, ideata dall'agenzia creativa Together, in occasione della Festa della mamma. Sul cartellone, mai apparso, sarebbe dovuto comparire il volto di una donna, un dildo e accanto la scritta "La mamma non si tocca. O forse sì". Una provocazione per rompere i tabù sulla maternità e la sessualità.

"Questa affissione non è mai uscita e il motivo non vi piacerà - ha scritto la Control sul suo profilo Instagram - Per la…

Una mamma che prova piacere sessuale è ancora un tabù? Una donna associata a un sex toy fa ancora scandalo? Evidentemente sì. Se una campagna pubblicitaria che doveva essere affissa in giro per le strade è stata bloccata. E per protesta, ostinazione e forse anche per una trovata commerciale, invece che off line, in città, è finita on line, sui social, sposata anche da influencer, attiviste, artiste, volti tv.


La provocazione

È la storia della non affissione di Control, ideata dall'agenzia creativa Together, in occasione della Festa della mamma. Sul cartellone, mai apparso, sarebbe dovuto comparire il volto di una donna, un dildo e accanto la scritta "La mamma non si tocca. O forse sì". Una provocazione per rompere i tabù sulla maternità e la sessualità.

"Questa affissione non è mai uscita e il motivo non vi piacerà - ha scritto la Control sul suo profilo Instagram - Per la Festa della mamma volevamo rompere un tabù che da troppo tempo esiste e dire a chiare lettere che, sì, anche le mamme possono provare piacere. Ma proprio come dice il nostro messaggio, l'immagine stereotipata e anacronistica della mamma non si tocca, tanto che la nostra campagna non si può promuovere sui canali social e non è potuta diventare una vera affissione. Noi abbiamo deciso di farla uscire lo stesso, amplificandola attraverso il media più importante: le persone. Se anche voi credete che il piacere sia un diritto di tutti, condividete. Una società senza pregiudizi è il miglior regalo che possiamo fare a tutte le mamme".

Un post che divide

Alcune influencer hanno quindi dato visibilità al post: Nina Palmieri delle Iene, Noemi Mariani, famosa per la sua rubrica così attuale come "case da incubo", la creator digitale e attivista della maternità Francesca Bubba. Altre, come Coco Rebecca o Martina Corradetti, hanno condiviso spontaneamente il post. E pure la cantante Nina Zilli ha espresso il suo sostegno alla campagna. Ma i post hanno diviso, tra chi li ha definiti osceni e di cattivo gusto, sottolineando che è inopportuna un'affissione che invita a regalare alle mamme un sex toy, che i figli non si sentirebbero a loro agio nel regalare vibratori. E chi ha evidenziato invece la necessità di smontare lo stereotipo secondo il quale una mamma non è libera di occuparsi del proprio piacere.

Su Linkedin, l'agenzia Together ha risposto così: "L'obiettivo non è tanto far acquistare i sex toys ai figli o alle figlie per le madri, sappiamo anche noi che potrebbe essere poco naturale (anche se non ci sentiamo assolutamente di escluderlo). Il nostro obiettivo è più quello di rompere dei tabù sull'idea che ci facciamo delle mamme e dare loro voce in una nuova conversazione. Il regalo è chiaramente una provocazione per dirle 'lo so, che sei anche una donna e credo che prenderti cura degli altri non escluda l'importanza di prenderti cura del tuo piacere'.

Sfatare un tabù

Il co-fondatore di Together, Fabio Padoan spiega: "La campagna nasce per preparare il terreno a una vendita commerciale dedicata alle over 35. Ma ci siamo resi conto di quanta poca dimestichezza e consapevolezza ci fosse. Perché quando una donna diventa mamma spesso si ritrova cucito addosso un cliché per il quale perde ogni forma di sessualità, diventa una figura immacolata che non si tocca. Ma non è detto che una madre voglia questo, nessuno le domanda lei cosa voglia, se desideri ad esempio un suo spazio di piacere. Allora abbiamo immaginato un'immagine e una frase provocatoria".

La censura

E qui arriva la censura. "Quando siamo andati a proporla ad alcuni circuiti di spazi pubblicitari ci hanno risposto che non sarebbe stata affissa a meno di non togliere il sex toy come oggetto e come parola, di non cambiare il titolo della campagna e levare l'allusione alla mamma. Uno stravolgimento completo", aggiunge Padoan.

L'agenzia Together non vuole rivelare i nomi degli enti che avrebbero censurato la pubblicità, "altrimenti si punterebbe il dito contro di òoro invece di parlare della nostra provocazione e de tabù resistenti", spiega ancora Padoan, lasciando aperte le domande e i dubbi su chi abbia voluto fermare le affissioni. "A quel punto però - racconta - ci siamo detti: ci fermiamo o protestiamo? Ci sono decine di pubblicità in cui il corpo della donna viene trattato come oggetto sessuale, anche fuori contesto. Quando invece una donna, mamma, che ha un'espressione di piacere, che manifesta la sua libertà, allora non va bene? Abbiamo scelto la seconda strada, usando la forza dei social per fare un'affissione finta on line, quel che sarebbe dovuto essere in strada e non è stato".