Me too, nudi davanti al teatro Eliseo contro Barbareschi: "Lo stupro non è un barbatrucco"
di Viola GiannoliROMA - "Lo stupro non è un barbatrucco". E poi giù gli slip e su le gonne per mostrarsi nude e nudi all'obiettivo e ai passanti su via Nazionale. Così oggi un gruppo di lavoratori dello spettacolo, appartenenti al collettivo Campo innocente, ha voluto protestare contro l'attore, regista e produttore Luca Barbareschi che, in un'intervista a la Repubblica, ha minimizzato le accuse di molestie sessuali da parte delle attiviste del gruppo Amleta. Il blitz è avvenuto davanti allo storico teatro Eliseo, attualmente fermo, di proprietà dell'attore che ne è stato anche ultimo direttore artistico, e davanti alla sua società di produzione Casanova Multimedia spa.
"Anche le parole come i gesti umiliano"
“Non una dichiarazione di opinioni: un’aggressione” quella di Barbareschi, sostengono i manifestanti. Che aggiungono: “Le parole – come i gesti, come le azioni – feriscono, u…
ROMA - "Lo stupro non è un barbatrucco". E poi giù gli slip e su le gonne per mostrarsi nude e nudi all'obiettivo e ai passanti su via Nazionale. Così oggi un gruppo di lavoratori dello spettacolo, appartenenti al collettivo Campo innocente, ha voluto protestare contro l'attore, regista e produttore Luca Barbareschi che, in un'intervista a la Repubblica, ha minimizzato le accuse di molestie sessuali da parte delle attiviste del gruppo Amleta. Il blitz è avvenuto davanti allo storico teatro Eliseo, attualmente fermo, di proprietà dell'attore che ne è stato anche ultimo direttore artistico, e davanti alla sua società di produzione Casanova Multimedia spa.
"Anche le parole come i gesti umiliano"
“Non una dichiarazione di opinioni: un’aggressione” quella di Barbareschi, sostengono i manifestanti. Che aggiungono: “Le parole – come i gesti, come le azioni – feriscono, umiliano, fanno violenza. Si incidono sui nostri corpi, modificano l’ambiente in cui viviamo. Negare legittimità alle parole di chi denuncia è un ulteriore atto di violenza - continuano in un comunicato molto acceso - Le dichiarazioni di Barbareschi sono un distillato di maschilismo, e cultura dello stupro. Sono parole inaccettabili”.
"Chi denuncia non lavora più"
“La realtà che noi viviamo è un’altra - dicono - chi denuncia si espone e rischia di non lavorare, il settore culturale subisce tagli sistematici che penalizzano le esperienze più fragili e indipendenti, non esiste alcuna forma di reddito per i/le lavoratrici precarie della cultura e dello spettacolo”. E ancora, riferendosi al coming out di Barbareschi: “L’omosessualità non si declina al passato, noi siamo froci lesbiche donne trans”.