Anna Serafini: "Il governo ha perso i fondi Ue per l'infanzia, mi dimetto". Calderone e Roccella: "Nessun rischio per i finanziamenti"
di Maria Novella De LucaQuanto contano i bambini per il governo Meloni? Davvero la natalità e il futuro dei minori, in particolare i più svantaggiati, sono al centro delle politiche di questo esecutivo? Perché alla vigilia degli Stati generali sulla natalità, organizzati dal Forum delle famiglie e ai quali parteciperà anche il Papa, l'Italia rischia invece di perdere oltre 600 milioni di euro di fondi europei destinati proprio all'infanzia e all'adolescenza. Sono i fondi della "Child guarantee", ossia la Garanzia infanzia, che la Ue mette a disposizione per piani di contrasto alla fragilità, povertà e disagio di bambini e adolescenti, all'interno di un quadro che in tutta Europa e in Italia in particolare si fa sempre più grave.
Un addio amaro
Per questo, appaiono dirompenti e amare le dimissioni di Anna Serafini, ex parlamentare Pd, grande esperta di temi legati ai minori, da coordinatrice dei progetti per la Garanzia …
Quanto contano i bambini per il governo Meloni? Davvero la natalità e il futuro dei minori, in particolare i più svantaggiati, sono al centro delle politiche di questo esecutivo? Perché alla vigilia degli Stati generali sulla natalità, organizzati dal Forum delle famiglie e ai quali parteciperà anche il Papa, l'Italia rischia invece di perdere oltre 600 milioni di euro di fondi europei destinati proprio all'infanzia e all'adolescenza. Sono i fondi della "Child guarantee", ossia la Garanzia infanzia, che la Ue mette a disposizione per piani di contrasto alla fragilità, povertà e disagio di bambini e adolescenti, all'interno di un quadro che in tutta Europa e in Italia in particolare si fa sempre più grave.
Un addio amaro
Per questo, appaiono dirompenti e amare le dimissioni di Anna Serafini, ex parlamentare Pd, grande esperta di temi legati ai minori, da coordinatrice dei progetti per la Garanzia infanzia. Serafini era stata nominata nella scorsa legislatura dai ministri della Famiglia e del Lavoro, Elena Bonetti e Andrea Orlando, a capo del team incaricato di redigere il Piano italiano da presentare in sede europea per ottenere i fondi. Un piano accuratissimo che l'Italia nel 2022 ha presentato tra i primi a Bruxelles, ma al quale, per ottenere effettivamente i finanziamenti, sarebbero dovute seguire azioni governative del nuovo esecutivo di destra. Invece nulla. Silenzio e disinteresse. Nonostante gli appelli, fin dall'autunno di Anna Serafini.
In Italia record di povertà minorile
"Nell'ottobre scorso - spiega l'ex parlamentare - all'atto della formazione dell'attuale governo, ho messo a disposizione l'incarico, sollecitando rapide decisioni che non pregiudicassero l'attuazione del Piano, rinnovando a dicembre tale sollecitazione, anche per scongiurare il rischio di non poter accedere ai finanziamenti europei". Lettera a cui non sarebbe seguita alcuna risposta. Quindi, spiega Serafini "non avendo fin qui il Governo assunto alcuna decisione, ho comunicato ai ministri competenti che considero definitivamente esaurito il mio incarico". Con una lettera inviata alle ministre Eugenia Roccella e Marina Calderone, rispettivamente responsabili di Famiglia e di Lavoro e politiche sociali, Anna Serafini descrive quanto grave potrebbe essere per l'Italia la perdita dei fondi europei. Come se l'Italia non fosse uno dei Paesi europei in cui la povertà minorile è più elevata, tanto da essere stata scelta negli anni scorsi come uno dei 7 Paesi in cui realizzare una "Child Guarantee" pilota.
A rischio il futuro di bambini e adolescenti
"Promuovere una crescita armonica dei bambini e degli adolescenti per superare le tante disuguaglianze, povertà, fragilità e disagio, anche psicologico che li affliggono e dare sostegno alle loro famiglie - ha scritto Anna Serafini - è una priorità assoluta stante che i dati attestano che rischio di povertà minorile e di esclusione colpisce in Europa il 22% dei minorenni e in Italia il 27.7% fino a 16 anni, più di uno su quattro. Per questo - spiega - per la prima volta in modo organico l'Unione europea ha affrontato il tema adottando il 14 giugno 2021 la Raccomandazione chiamata Garanzia infanzia, Child guarantee, con ampia dotazione finanziaria e sollecitando i governi a stanziare a loro volta almeno il 5% del Fondo sociale europeo, impegno a cui l'Italia ha dato seguito".
"In considerazione della lunga esperienza da me maturata nel campo dell'infanzia ed adolescenza e delle politiche familiari - ricorda Anna Maria Serafini - i ministri Orlando e Bonetti mi proposero di assumere la responsabilità di Coordinatrice italiana della Child guarantee, incarico che ho volentieri accolto, a titolo gratuito, mettendo in cantiere l'elaborazione e l'implementazione del Piano italiano con il contributo di ragazze e ragazzi e dell'ampio mondo di operatori, esperti, associazioni, Comuni e Regioni, ministeri, Istituto degli Innocenti ed Istat". "Un Piano consegnato a Bruxelles tra i primi, insieme a Francia e Svezia, e particolarmente apprezzato dalla Commissione europea, che lo ha approvato senza alcuna modifica", sottolinea.
"Il nostro Piano d'azione nazionale della Garanzia infanzia (Pangi) - ricorda Serafini - in armonia con le indicazioni europee, presenta un ampio programma di misure: assicurare progressivamente nidi e mense gratuite, politiche continuative e diffuse per i primi mille giorni di bambine e bambini, sostegno alla funzione genitoriale ed alle famiglie fragili, tutela e diritti dei bambini provenienti da contesti migratori, centri di aggregazione per gli adolescenti, azioni per la salute anche mentale e il benessere psicologico, contrasto all'abbandono scolastico e alla povertà educativa, misure specifiche per minorenni disabili".
Un progetto diventato lettera morta
Un piano dettagliatissimo quindi che rischia di restare lettera morta, mentre il disagio dei più giovani si fa sempre più acuto. "Non sono stata messa in grado di riunire mai né la cabina di regia né il gruppo di lavoro. Ho atteso perché capisco che quando un nuovo governo si insedia servono dei tempi tecnici, anche per le deleghe, ma ora prendo atto che ogni decisione relativa alla "Child guarantee" è stata rinviata. Non ho mai chiesto di rimanere, ho sempre chiesto solo che le cose si muovessero", conclude con amarezza Serafini.
Ad Anna Serafini è arrivata la solidarietà sia dell'ex ministra della Famiglia Elena Bonetti di Italia Viva che dell'ex ministro del Lavoro Andrea Orlando, Pd, che l'avevano nominata a capo del tema dei piani di Garanzia Infanzia. "Siamo grati alla senatrice Anna Serafini, che ha svolto con grande competenza e passione il ruolo, per cui l'avevamo insieme nominata. Abbiamo appreso con dispiacere delle sue dimissioni - scrivono gli ex ministri in una nota congiunta - ben comprensibili quando a mancare è il necessario sostegno politico del governo alla prosecuzione dei progetti. Il Piano permetterebbe al paese di attuare in Italia politiche necessarie per la promozione dei diritti delle bambine e dei bambini, con particolare riferimento al contrasto alla povertà minorile. Su quel piano il governo Mario Draghi aveva ottenuto un finanziamento di 635 milioni, risorse che non possiamo permetterci di perdere. Dispiace che il governo non abbia dato seguito alle azioni di impegno che erano state previste. Speriamo che il segnale forte rappresentato delle dimissioni della senatrice Serafini porti consapevolezza che sui temi dell'infanzia non si può temporeggiare né tentennare: bisogna investire e agire".
La risposta di Roccella e Calderone
Con riferimento alle notizie di stampa relative al piano per la Child Guarantee e alle dimissioni della coordinatrice per l'Italia Anna Maria Serafini, le ministre Marina Calderone (Lavoro) ed Eugenia Roccella (Famiglia) dichiarano in una nota congiunta: "Ci dispiace per le dimissioni della dottoressa Serafini, che ringraziamo per il suo lavoro. Teniamo tuttavia a rassicurare sul fatto che non vi è alcun rischio relativo ai finanziamenti europei per il progetto, per il quale siamo perfettamente in linea con gli step previsti. Al più presto verrà designata la nuova figura di coordinamento. Non solo dunque non c'è nessun pericolo per i fondi relativi al piano per la Child Guarantee - concludono Calderone e Roccella -, ma l'impegno del governo a tutela dei minori e delle loro famiglie è certificato da un'attenzione costante e concreta volta a dare ai più deboli un sostegno immediato e la prospettiva di un futuro migliore".