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Migranti, le cellule italiane dei trafficanti di uomini sulla rotta di Cutro: ecco dove sono e come agiscono

(ansa)
Da Foggia a Trieste o Ventimiglia passando da Milano e Torino. I profughi che partono dalla Turchia vengono recuperati sulle coste calabresi e portati oltre frontiera fino ai Paesi da loro scelti. Il viaggio costa 15 mila dollari, la polizia ha trovato a Trieste il libro mastro dell'organizzazione
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Se fossero approdati sulla spiaggia di Cutro, invece di infrangersi sulla secca a poche centinaia di metri da terra, probabilmente i circa 180 migranti a bordo del caicco partito dalla Turchia sarebbero stati presi in carico dalle cellule italiane dell'organizzazione internazionale di trafficanti disarticolata ieri dalla polizia di Stato con un'operazione del Servizio centrale operativo della Direzione centrale Anticrimine e della squadra mobile di Crotone, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

(ansa)

Dalle coste ioniche della Calabria o della Puglia a Foggia, poi nelle safehouse di Milano e Torino per essere smistati o verso Ventimiglia o verso Trieste, a seconda del Paese europeo di destinazione finale scelto dai migranti fin dall'inizio del loro viaggio dalla Turchia. In queste cinque città avevano sede le cellule italiane dei trafficant…

Se fossero approdati sulla spiaggia di Cutro, invece di infrangersi sulla secca a poche centinaia di metri da terra, probabilmente i circa 180 migranti a bordo del caicco partito dalla Turchia sarebbero stati presi in carico dalle cellule italiane dell'organizzazione internazionale di trafficanti disarticolata ieri dalla polizia di Stato con un'operazione del Servizio centrale operativo della Direzione centrale Anticrimine e della squadra mobile di Crotone, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

(ansa)

Dalle coste ioniche della Calabria o della Puglia a Foggia, poi nelle safehouse di Milano e Torino per essere smistati o verso Ventimiglia o verso Trieste, a seconda del Paese europeo di destinazione finale scelto dai migranti fin dall'inizio del loro viaggio dalla Turchia. In queste cinque città avevano sede le cellule italiane dei trafficanti della rotta di Cutro mentre la cassa dell'organizzazione, come provato da un vero e proprio libro mastro trovato in casa di uno degli arrestati, era a Trieste, città nevralgica della rotta balcanica, di mare e di terra. Ventinove gli arrestati, molti di più gli indagati, quasi tutti di nazionalità irachena, operativi in Turchia, Grecia e Italia e in grado di far arrivare migliaia di persone in Europa.

"Un vero e proprio sistema di accoglienza illegale, organizzato tra l'estero e diversi capoluoghi italiani, che ricomprendeva anche il vitto e l'alloggio nelle diverse tappe e al quale i migranti si affidavano completamente", spiega il prefetto Francesco Messina, direttore centrale anticrimine della Polizia.

Il costo del viaggio: 15 mila dollari

Intorno ai 15 mila dollari il costo complessivo del viaggio che partiva sempre dalla Turchia con il versamento, con il sistema di trasferimento di moneta Hawala, della prima parte della somma pattuita. Prima tratta via terra verso la frontiera greca, destinazione Salonicco. Qui i migranti vengono "passati" alla cellula greca a cui versano la seconda tranche prima di essere trasportati ad Atene o Patrasso dove vengono affidati agli skipper o agli scafisti. Poco prima dell'arrivo sulle coste italiane ai migranti vengono dati i numeri di telefono dei componenti delle cellule italiane incaricati di recuperarli all'arrivo eludendo i controlli delle forze dell'ordine o di farli allontanare dai centri di accoglienza, possibilmente evitando il fotosegnalamento.

(ansa)

Dal Sud Italia alle safehouse di Milano e Torino

Vestiti puliti, acqua, cibo, riposo: i trafficanti italiani hanno il compito di rimettere in sesto i migranti prima di spillare loro altri soldi per il proseguo del viaggio. Che, di solito, continua in treno con destinazione Milano o Torino ma partendo da Foggia, città dove ha sede una delle cellule più strategiche del gruppo. Da 5 a 600 euro la somma che viene chiesta ai migranti in cambio di un biglietto di treno e di una persona che va ad attenderli all'arrivo in Lombardia o in Piemonte dove hanno sede delle vere e proprie safehouse come quelle in cui le organizzazioni criminali tengono i migranti prima della partenza dalle coste libiche o turche. L'ultima tratta, costo da 500 a 800 euro, dipende dalla destinazione finale: o Trieste o Ventimiglia.

Trieste o Ventimiglia, ultima tappa prima di passare la frontiera

Ancora un treno o in taxi per passare la frontiera, quella ligure per chi è diretto in Francia o in Germania, da Trieste per chi vuole raggiungere i Paesi del nord Europa o dell'est. Le cellule italiane garantiscono il passaggio e hanno un vero e proprio tariffario: "Duecento euro da Ventimiglia, se lo arrestano ci riproveremo per altre dieci volte. Da Milano spenderà altri 200 euro. Per la Germania da Ventimiglia ci vogliono 1200 euro", dice intercettato Ahmad Hawre Shabab, ritenuto il collegamento diretto tra la cellula madre di Milano e quella del Sud Italia.

A Trieste, in casa di Mustafa Omar Mohammed Alì, la polizia ha ritrovato il libro mastro dell'organizzazione dove la moglie annotava le movimentazioni in entrata e in uscita.

Il recupero di morti e scafisti

Compito delle cellule italiane è anche quello di provvedere al ritorno degli scafisti in Grecia o in Turchia, pronti per ripartire per un nuovo viaggio, operazione più semplice quando si tratta di uno sbarco fantasma, assai più complicata se gli scafisti sono finiti in un centro di accoglienza e fotosegnalati. Ma anche quello di provvedere, ovviamente dietro cospicuo pagamento delle famiglie, al rientro in patria di eventuali vittime di viaggi finiti male.