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Adunata degli alpini a Udine, le chat delle penne nere che temono le "agenti provocatrici": "Attenti, cercheranno di incastrarci"

Al via il raduno numero 94. Dopo le centinaia di denunce su presunti episodi di molestie avvenuti nella scorsa edizione a Rimini, alcuni militari hanno paura di essere "provocati" e poi filmati dalle donne. E avvertono i compagni su chat e social. La protesta delle associazioni femministe: "Non c'è speranza che per quest'anno si sia pensato a un piano per la safety e security, che tenga conto anche delle questioni di genere"
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UDINE - Temono di essere "provocati" e poi filmati a tradimento dalle donne. E allora, per evitare che qualcuno abbocchi, un gruppetto di alpini lo ha scritto in una chat e sui social: attenti, perché a Udine cercheranno di incastrarci. Accade anche questo, alla vigilia dell'adunata numero 94 - in programma da oggi a Udine - dopo che le centinaia di denunce su presunti episodi di molestie sessuali gettarono un'ombra sulla precedente edizione di Rimini. E accade che le associazioni femministe reagiscano vibratamente, pretendendo dall'Ana un'assunzione di responsabilità. "Ci sono ancora indagini pendenti", sostengono, definendo "vana la speranza che per quest'anno si sia pensato a un piano per la safety e security, che tenga conto anche delle questioni di genere".

Fin qui le polemiche, peraltro a suon di messaggi e comunicati. I fatti parlano d'altro. Detto che nei piani per la sicurezza predisposti con la supervisione…

UDINE - Temono di essere "provocati" e poi filmati a tradimento dalle donne. E allora, per evitare che qualcuno abbocchi, un gruppetto di alpini lo ha scritto in una chat e sui social: attenti, perché a Udine cercheranno di incastrarci. Accade anche questo, alla vigilia dell'adunata numero 94 - in programma da oggi a Udine - dopo che le centinaia di denunce su presunti episodi di molestie sessuali gettarono un'ombra sulla precedente edizione di Rimini. E accade che le associazioni femministe reagiscano vibratamente, pretendendo dall'Ana un'assunzione di responsabilità. "Ci sono ancora indagini pendenti", sostengono, definendo "vana la speranza che per quest'anno si sia pensato a un piano per la safety e security, che tenga conto anche delle questioni di genere".

Fin qui le polemiche, peraltro a suon di messaggi e comunicati. I fatti parlano d'altro. Detto che nei piani per la sicurezza predisposti con la supervisione della Prefettura di Udine è contemplata anche un'attività di prevenzione rispetto a qualsiasi genere di abuso, oggi il Comune del capoluogo friulano - dove poco meno di un mese fa il candidato di centrosinistra Alberto Felice De Toni è subentrato al sindaco di centrodestra Pietro Fontanini - esporrà sulla facciata della centralissima loggia del Lionello uno striscione realizzato in collaborazione con l'Ana. "Zero Tolerance e gli Alpini contro la violenza di genere", la scritta che campeggerà per tutta la durata della festa. Zero Tolerance è appunto un servizio del Comune nato per affrontare il problema della violenza sulle donne. "Il rischio che statisticamente qualcosa possa accadere, a eventi straordinari come questo, in cui in pochissimi giorni si concentreranno circa 500 mila persone - afferma la neo assessora alle pari opportunità del Comune di Udine, Arianna Facchini - , chiaramente aumenta. Sull'educazione sul tema del consenso c'è tanto da fare e sono lieta di supportare questa iniziativa proposta dagli alpini".

Ad aderire è stato anche Senonoraquando?, sodalizio a sua volta impegnato a sostenere le donne. "A differenza di altre associazioni, pur stigmatizzando chi parla di provocazioni femminili, non ci sognamo di proporre ronde - afferma la presidente Andreina Baruffini Gardini - . Abbiamo rispetto per il Corpo degli Alpini e possiamo semmai consigliare a chi dovesse notare atteggiamenti molesti di segnalarli attraverso l'app della Polizia YouPol". Decisamente meno concilianti le posizioni espresse attraverso manifesti e comunicati stampa dal movimento Non una di meno, che ha fondato il collettivo Autodifesa transfemminista, insieme a Casa Madiba Network e Pride Off, e dallo spazio autogestito Distruggi infùriati lìberati e debella gli alpini (Dilda), tutti convinti che i fatti di Rimini non abbiano insegnato niente alle penne nere e che, quindi, non vi sia stato alcun tipo di formazione in tal senso.

È il presidente della sezione Ana di Udine, finora attento a non alimentare il dibattito, a ribadire con forza non soltanto i valori cui gli alpini si sono sempre ispirati, a cominciare dalla solidarietà, dallo spirito di servizio e dall'amore per la convivenza e la pace, ma anche la bontà delle iniziative messe invece in campo. "Siamo apertamente schierati contro la violenza di genere: le donne non si toccano neanche con un fiore - afferma Dante Soravito de Franceschi - . Ma purtroppo in questo momento pare che qualcuno cerchi di farsi pubblicità, strumentalizzando l'adunata. Lo striscione fa parte del progetto di sensibilizzazione che l'Ana sta curando. A breve, per iniziativa della Commissione pari opportunità della Regione Friuli Venezia Giulia, se ne aggiungerà un secondo, che porteremo in sfilata domenica".

La campagna era cominciata lo scorso marzo, con la presentazione proprio a Rimini del Manifesto culturale # controlemolestie, contenente tra l'altro un Manuale di consapevolezza con le indicazioni per un corretto approccio al tema. La sensibilizzazione - era stato spiegato - avrebbe coinvolto le ottanta sezioni sparse in Italia, invitandole ad aiutare gli associati a riconoscere i comportamenti inadeguati e a vigilare affinché nessuno li adottasse. Al primo punto del Manifesto, consultabile nella pagina web controlemostie.it, si precisa come le molestie non siano "atti di goliardia". Un autentico broccardo, verrebbe da aggiungere, e valido sempre e dovunque, adunate degli alpini o no.