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I futuri Top Gun si addestrano in Sardegna, presentata oggi la nuova base

Velivoli M346 dell'Ifts (Foto: Aeronautica militare) 
Saranno 53 i corsi avviati nel 2023 per piloti italiani e internazionali nel campus all'aeroporto militare di Decimomannu. L'obiettivo per il 2024 è di portarli a quota 80
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Top Gun senza frontiere. Un campus dove si formano i piloti migliori, quelli destinati agli aerei di quinta generazione in cui volare è una dimensione diversa: uomini e macchine sono fusi in un sistema in cui intelligenza umana e artificiale interagiscono. Questa è l'unicità della nuova sezione della International Flight Training School (Ifts) presentata ufficialmente oggi nella base sarda di Decimomannu: un master dell'aviazione che serve ad affrontare la quarta fase dell'addestramento, quella che dà la massima qualifica: "Lead-In to Fighter Training" o - con gli acronimi che dominano il mondo militare - Lift. L'ultimo passo per prendere i comandi dei caccia "invisibili" F-35 o degli Eurofighter supersonici.

Top Gun senza frontiere. Un campus dove si formano i piloti migliori, quelli destinati agli aerei di quinta generazione in cui volare è una dimensione diversa: uomini e macchine sono fusi in un sistema in cui intelligenza umana e artificiale interagiscono. Questa è l'unicità della nuova sezione della International Flight Training School (Ifts) presentata ufficialmente oggi nella base sarda di Decimomannu: un master dell'aviazione che serve ad affrontare la quarta fase dell'addestramento, quella che dà la massima qualifica: "Lead-In to Fighter Training" o - con gli acronimi che dominano il mondo militare - Lift. L'ultimo passo per prendere i comandi dei caccia "invisibili" F-35 o degli Eurofighter supersonici.

La struttura

La nuova struttura di 130 mila metri quadrati è stata realizzata dall'Aeronautica e da Leonardo nella storica base di Decimomannu, che ha una consolidata vocazione europea: dagli anni Sessanta è stata usata soprattutto dalla Luftwaffe tedesca, come mostra l'architettura tirolese della mensa e le indicazioni in lingua germanica sparse ovunque. Adesso sono stati costruiti nuovi alloggi e hangar ma il cuore sono i simulatori hi-tech che non solo riproducono le missioni reali in ogni dettaglio - incluse le minacce di velivoli nemici e missili - ma possono operare in rete con i veri aerei: ad esempio, un allievo nella cabina del simulatore e un altro che sfreccia tra le nuvole. Lezioni virtuali e reali diventano due facce dello stesso iter di formazione avanzata: un risparmio di tempo e denaro, con vantaggi ambientali perché si consuma molto meno carburante.

Gli allievi formati

La linea di volo prevede 22 jet Leonardo M346, eredi della tradizione Macchi e considerati tra i migliori esistenti, che permettono poi di entrare direttamente nella cabina dei supercaccia senza passaggi intermedi: un altro modo di bruciare le tappe e ridurre i costi. E queste valutazioni di efficienza sono il concetto chiave della scuola sarda, aperta agli aspiranti Top Gun di ogni nazione che hanno già iniziato a diplomarsi sulla vecchia base pugliese di Galatina: finora 19 piloti qatarioti, tedeschi, giapponesi e di Singapore - gli ultimi tre Paesi che hanno adottato l'F-35 - hanno "messo le ali" in Italia. Attualmente le lezioni di fase 4 coinvolgono 22 allievi stranieri (18 dal Qatar, due dall'Austria e due dal Giappone) e 15 della nostra Aeronautica. Si prevede che nel 2023 verranno avviati in totale 53 corsi Lift e l'obiettivo per il 2024 è di portarne il numero a 80, così da raggiungere la piena capacità della struttura. Ovviamente la partecipazione degli ufficiali di altri Paesi - quando non regolata da scambi tra governi - viene pagata, permettendo di abbattere i costi di gestione della scuola.

Anche gli istruttori - quaranta - sono italiani e stranieri: per la prima volta non sono soltanto militari, ma anche "privati" ingaggiati da Leonardo: una nuova frontiera della collaborazione tra aziende e istituzioni che segue il modello già adottato in altre nazioni della Nato, come Canada e Gran Bretagna.