Lettura, i bambini italiani sorprendono: per loro risultati sopra la media Ue
di Ilaria VenturiAbili nel muoversi in un ipertesto e nel fare ricerche in Rete, anche se non lo imparano tra i banchi. E bravi a leggere libri, questo sì per merito dei loro maestri e maestre. Per una volta gli studenti italiani risultano sopra la media europea nelle ricerche internazionali per quello che riguarda l'apprendimento scolastico. Accade alla primaria e il risultato lo ottengono i bambini di 9-10 anni nella lettura: il 97% possiede abilità di base di fronte a un testo scritto, più di 8 su dieci raggiungono il livello intermedio. Nel confronto l'Italia ha ottenuto un risultato medio di 537 punti (la media Ue dei paesi partecipanti è 527) facendosi superare da Inghilterra, Finlandia, Polonia, Bulgaria, Danimarca, Repubblica Ceca e Svezia, ma ottenendo uguali risultati di paesi come la Danimarca e la Norvegia, e superando Germania, Spagna, Francia, Belgio, Portogallo e Paesi Bassi.
Si tratta dell'indagine Iea Pirls (Progress in international reading li…
Abili nel muoversi in un ipertesto e nel fare ricerche in Rete, anche se non lo imparano tra i banchi. E bravi a leggere libri, questo sì per merito dei loro maestri e maestre. Per una volta gli studenti italiani risultano sopra la media europea nelle ricerche internazionali per quello che riguarda l'apprendimento scolastico. Accade alla primaria e il risultato lo ottengono i bambini di 9-10 anni nella lettura: il 97% possiede abilità di base di fronte a un testo scritto, più di 8 su dieci raggiungono il livello intermedio. Nel confronto l'Italia ha ottenuto un risultato medio di 537 punti (la media Ue dei paesi partecipanti è 527) facendosi superare da Inghilterra, Finlandia, Polonia, Bulgaria, Danimarca, Repubblica Ceca e Svezia, ma ottenendo uguali risultati di paesi come la Danimarca e la Norvegia, e superando Germania, Spagna, Francia, Belgio, Portogallo e Paesi Bassi.
Si tratta dell'indagine Iea Pirls (Progress in international reading literacy study) che ha coinvolto 400mila allievi che frequentano il quarto anno della primaria di 57 Paesi e con loro 380mila genitori e 20mila insegnanti. In Italia lo studio, condotto da Invalsi, ha riguardato 7.419 alunni (442 insegnanti e 5.152 genitori). Nel confronto va considerato che gli studenti italiani hanno quasi un anno in meno dell'età media dei Paesi che ottengono gli stessi risultati in lettura, sono cioè più giovani e quindi svantaggiati nella "gara" con chi ha già quasi 11 anni.
Il 97% raggiunge il livello base nella lettura
La maggior parte dei Paesi partecipanti allo studio è in grado di portare quasi tutti i bambini di quarta primaria a un livello base di lettura: in tutti, tranne 10, almeno l'85% dei bambini raggiunge il livello base, in Italia la media è 97 su cento (95% nel Sud e Isole e 99% nel Nord Ovest). Significa che sanno individuare e riportare informazioni, azioni o idee esplicitamente dichiarate nel testo, spiega la ricercatrice Margherita Emiletti, coordinatrice della ricerca fatta con Invalsi, insiema a Laura Palmerio, responsabile dell'area indagini internazionali Invalsi. Sui testi di media difficoltà se la cava il 75% degli alunni presi in esame, in Italia è 80% (dal 71 nel Sud e Isole all'87 nel Nord Ovest).
A raggiungere il livello alto che significa una lettura di testi difficili e, per esempio, la capacità di interpretare azioni e sentimenti dei personaggi o riconoscere il ruolo delle parole scelte dall'autore per trasmettere il proprio punto di vista, è il 36% degli alunni, il 44% in Italia (la Finlandia raggiunge il 53%, uscendo dall'Europa inarrivabili paiono le vette di Singapore: il 71%).
Il livello avanzato generalmente viene raggiunto da una piccola percentuale, se non a Singapore che sorprende con il 35% degli alunni. La media internazionale è il 7%, per l'Italia l'8%, una percentuale inferiore rispetto ai Paesi con lo stesso risultato complessivo dell'Italia.
Nella disaggregazione dei dati per area geografica, emergono differenze importanti: nel Sud Isole, infatti, gli studenti che dimostrano di padroneggiare con successo i testi più difficili (4%) sono la metà - o meno della metà - di quelli nelle aree del Nord e del Centro e gli studenti che raggiungono il livello Alto sono 1 su 3, contro circa 1 su 2 nelle suddette aree. Accomuna, invece, tutte le aree geografiche la capacità di portare la quasi totalità degli studenti almeno al livello base di comprensione della lettura, con una percentuale mai inferiore al 95% di studenti che sanno svolgere almeno i compiti più semplici di lettura
Le bambine più brave a leggere
Nelle abilità di lettura vengono confermate le differenze di genere - le bambine ottengono 16 punti in più rispetto ai maschi a livello internazionale, vantaggio che per l'Italia è di 7 punti - pesano come sempre quelle territoriali, ma anche le condizioni socio-culturali della famiglia. Così come influenza positivamente i bambini se i genitori hanno letto loro dei libri quando erano piccoli e se loro stessi amano leggere.
La pandemia ha peggiorato gli apprendimenti
La pandemia ha rallentato, e lo si sa, gli studenti negli apprendimenti. Lo rileva anche questa indagine che ha cadenza quinquennale. Così nel confronto con il 2016 l'Italia crolla di 11 punti - e il calo è più significativo nel Nord Ovest e Nord Est- la Norvegia di 10, la Germania di 13, la Finlandia di 17, mentre la Francia non rileva differenze. I risultati del 2021 sono però nuovamente in linea con il 2011 e il 2001.
Abili nel web
Alla domanda in cui si chiedeva quali siti web erano più pertinenti in una ricerca in Google sugli oceani il 67,5% hanno risposto correttamente. Dunque, gli alunni della primaria sono allenati anche alla lettura digitale. Meno i loro isnegnanti. Il 38% non insegna o lo fa poco le competenze di lettura digitale, meno del 30% lo fa almeno una volta a settimana. "Queste abilità - osservano i ricercatori - fanno parte del loro bagaglio formativo non necessariamente legato alla scuola".
Cosa succede in classe?
Almeno una volta a settimana gli insegnanti fanno leggere racconti brevi nel 96% dei casi, romanzi nel 42% e saggi brevi nel 52%. Usciti dall'aula cosa succede? Almeno una volta a settimana legge per divertimento il 63% dei bambini e il 74% lo fa per "scoprire cose nuove su quello che voglio imparare". Ma c'è anche più di un quinto che non legge mai o quasi mai per divertirsi.