Un uno-due così la Romagna non lo vedeva da almeno trent'anni. "Tra il primo e il tre maggio sono caduti 240 millimetri d'acqua. Valori simili in primavera sono un record per noi". Carlo Cacciamani non è solo climatologo e direttore dell'Agenzia ItaliaMeteo, nata all'inizio del 2021. È anche marchigiano di nascita e bolognese di adozione. La pioggia di questo maggio che definisce "novembrino" se l'è vista cadere tutta sulla testa. "Su un terreno già saturo da due settimane - spiega - ieri hanno insistito altre precipitazioni forti e prolungate. L'acqua, che non sa più dove andare, ce la ritroviamo nei fiumi in piena, o che corre per strada".
Segui la diretta dell'alluvione in Emilia-Romagna
Un maggio così fresco e bagnato non sembra figlio del riscaldamento climatico.
"Invece siamo sempre in quel contesto lì. Riscaldamento climatico non vuol dire che non avremo pi&…
Un uno-due così la Romagna non lo vedeva da almeno trent'anni. "Tra il primo e il tre maggio sono caduti 240 millimetri d'acqua. Valori simili in primavera sono un record per noi". Carlo Cacciamani non è solo climatologo e direttore dell'Agenzia ItaliaMeteo, nata all'inizio del 2021. È anche marchigiano di nascita e bolognese di adozione. La pioggia di questo maggio che definisce "novembrino" se l'è vista cadere tutta sulla testa. "Su un terreno già saturo da due settimane - spiega - ieri hanno insistito altre precipitazioni forti e prolungate. L'acqua, che non sa più dove andare, ce la ritroviamo nei fiumi in piena, o che corre per strada".
Segui la diretta dell'alluvione in Emilia-Romagna
Un maggio così fresco e bagnato non sembra figlio del riscaldamento climatico.
"Invece siamo sempre in quel contesto lì. Riscaldamento climatico non vuol dire che non avremo più episodi di primavere fresche e bagnate: la variabilità del tempo meteorologico resterà sempre. Vuol dire che un'atmosfera mediamente più calda sarà in grado di caricarsi di maggiori quantità di vapore acqueo. E che quell'acqua, cadendo, darà vita a fenomeni da record come quelli che vediamo ora. A maggio eravamo abituati a temporali improvvisi e brevi. Tra il 1° e il 3 del mese invece in Romagna sono scesi 230-240 millimetri di pioggia. In un anno ne cadono in media 750 a Ferrara e 1.200 sull'Appennino. Ieri ne sono arrivati quasi altri cento. Sono valori che registravamo ogni 3 o 4 decenni".
Perché a maggio del 2022 eravamo in estate con la siccità e quest'anno sembra novembre?
"Perché il riscaldamento climatico è una tendenza di lungo periodo. All'interno di questa freccia molto prolungata ci sono delle oscillazioni. È possibile che a volte tornino a ripresentarsi condizioni più fresche, come oggi. Ma le previsioni stagionali dell'agenzia europea Copernicus ci fanno intravedere un'altra estate con temperature superiori alla media, anche se non necessariamente asciutta come l'anno scorso".
I danni li abbiamo sotto agli occhi. Ci saranno almeno benefici per la siccità?
"La portata del Po è sì in ripresa, ma lì per una piena servono settimane di pioggia. Soprattutto dovrebbe piovere nella parte di bacino più a monte. A valle, in Emilia Romagna e Marche, accade che si riempiano soprattutto i corsi d'acqua minori. Sono fiumi con un alveo ristretto, che tendono a gonfiarsi e diventare pericolosi in tempi rapidissimi, anche 7-8 ore. Quando raggiungono il livello massimo, corrono rapidi verso la foce, riversando la loro acqua in mare. Purtroppo veniamo da un periodo di siccità lunghissimo e ce ne vorrà per riuscire a bilanciarlo".
Perché ancora una volta non piove dove c'è più bisogno, cioè nel Nord-Ovest, lungo il corso alto del Po?
"Il Piemonte si trova sotto alle Alpi e resta spesso protetto dalle perturbazioni. Questo accade da sempre. Sia le piogge che vengono da Nord-Est sia quelle che arrivano da Sud, come l'attuale, tendono a evitare il Nord-Ovest. Perché si bagni il Piemonte serve una perturbazione centrata sulla Sardegna e forti venti da Sud. Allora piove tantissimo in Liguria e la coda delle precipitazioni riesce a raggiungere anche il Nord. Le alluvioni del Po del 1994 e del 2000 nacquero da un quadro meteorologico così".
Stavolta non possiamo lamentarci per le mancate previsioni. Eppure i danni ci sono stati lo stesso.
"Le previsioni sono state perfette. Il riscaldamento climatico ci aveva abituato a temporali difficili da anticipare, che in 3 o 4 ore scaricano quasi a sorpresa quantità d'acqua inaudite. Stavolta invece il percorso della perturbazione e la sua intensità erano state descritte con molta precisione. Le allerte erano state diramate. Eppure non è bastato. Con un'atmosfera carica di energia e vapor acqueo e un territorio antropizzato che non è in grado di ricevere tanta pioggia tutta insieme, purtroppo ci ritroviamo sempre a parlare di danni".