Polemica a Venezia: visto negato a tre collaboratori di Lesley Lokko, la curatrice della Biennale architettura
"Giovani non essenziali all'Europa". E dunque niente visto per l'Italia per tre giovani ghanesi del team di Lesley Lokko, architetta originaria del Ghana e curatrice della Biennale di Venezia 2023 che si aprirà sabato in Laguna. Con un prologo che promette di innescare forti polemiche visto che domani, in conferenza stampa, sarà proprio Lokko a denunciare quanto avvenuto.
Ricapitoliamo: la Biennale di architettura di quest'anno propone un focus proprio sull'Africa e la diaspora africana su cui Lokko ha molto lavorato con un team di collaboratori del suo Paese. Ma in Italia è arrivata da sola. L'ambasciatrice italiana in Ghana, Daniela D'Orlandi - ha spiegato l'architetta ghanese - ha rifiutato il visto motivando la sua decisione con la mancanze dei requisiti necessari per ottenere l'ingresso nell'area Schengen. Secondo la normativa richiamata dall'ambasciatrice, per la valutazione della concessione del visto non conta "lo scopo del viaggio o l'affidabilità", ma il possesso dei requisi…
"Giovani non essenziali all'Europa". E dunque niente visto per l'Italia per tre giovani ghanesi del team di Lesley Lokko, architetta originaria del Ghana e curatrice della Biennale di Venezia 2023 che si aprirà sabato in Laguna. Con un prologo che promette di innescare forti polemiche visto che domani, in conferenza stampa, sarà proprio Lokko a denunciare quanto avvenuto.
Ricapitoliamo: la Biennale di architettura di quest'anno propone un focus proprio sull'Africa e la diaspora africana su cui Lokko ha molto lavorato con un team di collaboratori del suo Paese. Ma in Italia è arrivata da sola. L'ambasciatrice italiana in Ghana, Daniela D'Orlandi - ha spiegato l'architetta ghanese - ha rifiutato il visto motivando la sua decisione con la mancanze dei requisiti necessari per ottenere l'ingresso nell'area Schengen. Secondo la normativa richiamata dall'ambasciatrice, per la valutazione della concessione del visto non conta "lo scopo del viaggio o l'affidabilità", ma il possesso dei requisiti richiesti da parte di chi lo richiede.
Lesley Lokko aveva chiesto di portare in Italia sei collaboratori diretti, di questi tre hanno ricevuto il diniego e uno è ancora in attesa di risposta nonostante tutti abbiano presentato biglietti di andata e ritorno per il Ghana.
Dando atto ai vertici della Biennale di Venezia di aver fatto di tutto per sostenere la sua richiesta, l'architetta ghanese ha preannunciato per domani in conferenza stampa la denuncia pubblica di quanto accaduto con il paradosso di un diniego a cittadini africani a partecipare a un evento che ha il suo focus proprio sull'Africa.
A sera la Farnesina spiega: "Quest'anno, per quanto riguarda il team del padiglione alla Biennale di Venezia, curato da Lesley Lokko, su 6 collaboratori sono stati rilasciati visti per la metà di loro, cioè ai 3 che soddisfacevano i requisiti previsti dalla normativa. L'ambasciata ha seguito le procedure previste dalla legge, che richiedono un attento esame dei requisiti individuali, indicati dalla normativa europea che regola il rilascio dei visti Schengen, validi per tutti i paesi inclusi nell'accordo.
In generale, l'Ambasciata e il Ministero degli Affari esteri stanno fornendo da tempo sempre più spazio e sostegno al settore artistico in Ghana.
Sulla vicenda interviene anche la Biennale con una nota ufficiale che conferma: "Riteniamo utile precisare che Lesley Lokko, in qualità di direttore di AFI - African Future Institute - ad Accra in Ghana, e in accordo con La Biennale di Venezia, ha chiesto ai suoi collaboratori che in vari ruoli hanno lavorato alla costruzione della 18esima mostra internazionale di architettura di cui è la curatrice, di essere presenti a Venezia i primi giorni di rodaggio della mostra in un momento importante di chiusura di un lavoro a cui si eranao dedicati con impegno e passione nei mesi passati. Sono stati richiesti per loro sei visti in quanto collaboratori diretti così come avviene per tutti i collaboratori. Per tutti era stata già trovata una sistemazione a Venezia e prenotato il biglietto di ritorno in Ghana. Tre collaboratori hanno il visto negato e uno è ancora in attesa di responso. Si sta dialogando con le autorità competenti per trovare una soluzione".