Pillola anticoncezionale gratis, scontro totale all'Aifa. La commissione tecnico-scientifica: “Garantitela a tutte le donne"
di Michele BocciL’Aifa è in fermento e la recente decisione di mercoledì del Cda sulla pillola anticoncezionale potrebbe aprire un braccio di ferro con le commissioni, in particolare con la Cts, quella tecnico scientifica. Il consiglio di amministrazione ha detto che non sono state elaborate precise indicazioni, ad esempio, riguardo alle fasce di età delle donne che riceverebbero la pillola gratis. “Non lo abbiamo fatto volutamente, proprio perché volevamo rendere gratuito il farmaco per tutte le donne, cosa sulla quale tra l’altro è favorevole anche il Comitato prezzi e rimborsi”. A parlare è Patrizia Popoli, che presiede la Cts. “Non sarà difficile ribadire quello che abbiamo già detto”, spiega ancora Popoli. Cioè che la gratuità deve valere per tutte le donne. “Se qualcosa non è stato chiaro lo spiegheremo, confermando la nostra indicazione. Del resto, l’istruttoria è…
L’Aifa è in fermento e la recente decisione di mercoledì del Cda sulla pillola anticoncezionale potrebbe aprire un braccio di ferro con le commissioni, in particolare con la Cts, quella tecnico scientifica. Il consiglio di amministrazione ha detto che non sono state elaborate precise indicazioni, ad esempio, riguardo alle fasce di età delle donne che riceverebbero la pillola gratis. “Non lo abbiamo fatto volutamente, proprio perché volevamo rendere gratuito il farmaco per tutte le donne, cosa sulla quale tra l’altro è favorevole anche il Comitato prezzi e rimborsi”. A parlare è Patrizia Popoli, che presiede la Cts. “Non sarà difficile ribadire quello che abbiamo già detto”, spiega ancora Popoli. Cioè che la gratuità deve valere per tutte le donne. “Se qualcosa non è stato chiaro lo spiegheremo, confermando la nostra indicazione. Del resto, l’istruttoria è stata lunga ed adeguata, non lacunosa. Abbiamo lavorato tanti mesi, consultato esperti, studiato la letteratura e le linee guida”. Tra l'altro il tutto è accaduto sotto gli occhi della cda, che comunque ha seguito la questione intervenendo in più occasioni.
Insomma, la Cts sembra non disposto a cedere. Il Cda chiede spiegazioni alla commissione anche su un altro punto, cioè su dove debba avvenire la distribuzione dei farmaci, forse pensando ai consultori, utilizzati in alcune regioni che danno il farmaco alle giovani. “Su questo non abbiamo dato indicazioni diverse perché intendevamo mantenere il regime attuale – aggiunge Popoli – Cioè la pillola contraccettiva che si acquista in farmacia, dietro ricetta medica, non si dovrebbe più pagare. Il farmaco, infatti, passa dalla classe C alla classe A. Vorrei che fosse chiaro questo, che non si apre la porta a una classe farmacologica che prima non veniva utilizzata. Il parere tecnico scientifico è sulla rimborsabilità del farmaco”.
Far pagare il farmaco alle donne mette in difficoltà chi ha più problemi economici. Quindi la situazione attuale allontana dalla contraccezione le fasce di popolazione più povera. “Con la gratuità si dà la possibilità anche a chi non può permetterlo di utilizzare il farmaco”.
Ieri all’Aifa la situazione è stata molto tesa, intanto, in mattinata il presidente Giorgio Palù è andato a parlare con il ministro alla Salute Orazio Schillaci. Si è fermato a lungo nella sua stanza al ministero, forse hanno discusso della pillola anticoncezionale, forse del futuro dell'agenzia, di cui Palù vorrebbe far parte. Intanto i membri delle commissioni parlano intanto di una cosa mai accaduta prima e in tanti storcono la bocca, per come è stata condotta la vicenda. Ci sono stati farmaci particolari, come ad esempio la pillola dei 5 giorni dopo, per i quali in passato i tempi di approvazione sono stati lunghi ma in quel caso il Cda si limitava a non esaminarli nell’ordine del giorno e non a rinviare alle commissioni la questione chiedendo in pratica di cambiare i loro pareri. Tra l’altro il consiglio di amministrazione ha previsto un’altra cosa irrituale, cioè ha deciso che coinvolgerà le Regioni e i ministeri sulla questione. Ma Aifa nasce proprio per avere l’autonomia di decidere sui farmaci senza sentire le istituzioni che l’hanno nominata. Si dovrebbe trattare di un soggetto tutto tecnico e terzo le cui decisioni sono poi rispettate da tutti.
“Come andrà a finire? Non lo so – dice Popoli – La nostra posizione, basata su elementi tecnico scientifici, resta quella. Se poi verranno prese decisioni per altri motivi si vedrà”. Il Cda potrebbe comunque forzare la mano ma a quel punto le conseguenze sulla tenuta dell’agenzia sarebbero imprevedibili.
La senatrice Pd ed ex ministra alla Salute Beatrice Lorenzin attacca: "Sulla gratuità della pillola anticoncezionale il governo faccia chiarezza. Così facendo si mina l'indipendenza degli organi tecnici di Aifa. La riforma dell'agenzia non è ancora attuata, ma sembra già evidente l'interferenza della politica con le decisioni di organi tecnici terzi, che dovrebbe essere indipendenti, come la Commissione tecnico-scientifica (Cts) e il Comitato prezzi e rimborso (Cpr) dell'Aifa». Lorenzin chiede l'accesso agli atti di Cts e Cpr "per capire come stanno davvero le cose. Quello che sta succedendo è chiaramente frutto di una decisione che non ha nulla di tecnico".