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“Poteri solo alla premier”: la bozza sulla ricostruzione post alluvione che taglia fuori Bonaccini

(ansa)
Un manager come commissario: è giallo sul testo che irrita il governatore. Elaborato da un ministero, Palazzo Chigi smentisce: mai portato alla nostra attenzione
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Roma - Giorgia Meloni prende tutto. E accentra a Palazzo Chigi la gestione della ricostruzione in Emilia-Romagna. Una strategia che sembra evidente da una bozza di decreto che circola per un giorno intero. Rilanciata dalle agenzie e infine smentita da Palazzo Chigi. In realtà, quel testo - elaborato da un ministero, fanno sapere dai vertici del governo - non sarebbe stato condiviso con la presidenza del Consiglio. Non è arrivato negli uffici del Dagl, il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi. In ogni caso, spiegano le stesse fonti, è "prematuro parlare di un decreto per la ricostruzione". Qualcuno ipotizza che la gestazione sia avvenuta dentro un dicastero guidato comunque da un ministro di Fratelli d'Italia.
Il giallo si spiega più probabilmente con il fatto che quel documento è stato divulgato con una tempistica sgradita alla premier. Ed è stato diffuso in via informale forse proprio per frenare le mire meloniane …

Roma - Giorgia Meloni prende tutto. E accentra a Palazzo Chigi la gestione della ricostruzione in Emilia-Romagna. Una strategia che sembra evidente da una bozza di decreto che circola per un giorno intero. Rilanciata dalle agenzie e infine smentita da Palazzo Chigi. In realtà, quel testo - elaborato da un ministero, fanno sapere dai vertici del governo - non sarebbe stato condiviso con la presidenza del Consiglio. Non è arrivato negli uffici del Dagl, il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi. In ogni caso, spiegano le stesse fonti, è "prematuro parlare di un decreto per la ricostruzione". Qualcuno ipotizza che la gestazione sia avvenuta dentro un dicastero guidato comunque da un ministro di Fratelli d'Italia.
Il giallo si spiega più probabilmente con il fatto che quel documento è stato divulgato con una tempistica sgradita alla premier. Ed è stato diffuso in via informale forse proprio per frenare le mire meloniane sul dossier della ricostruzione.

In effetti, il testo prevede alcuni passaggi controversi. Innanzitutto la durata del mandato del commissario: cinque anni, prorogabili di altri cinque. In passato, gli incarichi sono stati decisamente più limitati: da un anno - come nel caso del crollo del ponte Morandi - fino a tre anni.

Ma non basta. Il dato politico più rilevante riguarda proprio la figura del commissario. Nel testo si traccia un profilo che non può corrispondere a quello del governatore emiliano Stefano Bonaccini. Nella bozza circolata ieri si parla infatti di un tecnico individuato tra "soggetti dotati di professionalità specifica e competenze manageriali per l'incarico da svolgere".
Uno schiaffo al presidente di Regione, che infatti con i suoi non nasconde tutta l'irritazione per quella che sembra una vera e propria bocciatura.

Ma la vicenda promette nuove tensioni. Anche perché la decisione dell'esecutivo - se confermata - sconfesserebbe quanto chiesto da diversi governatori del centrodestra. Che hanno insistito per assicurare a Bonaccini un incarico che - sostengono - assicurerebbe il legame tra chi rappresenta le istituzioni locali e il governo centrale, in una partita decisiva come è quella della ricostruzione. Molti, insomma, sono i nemici di questa operazione, anche e soprattutto nella maggioranza: si tratta dei governatori di Forza Italia, ma anche di quelli leghisti. Sul piede di guerra perché una decisione del genere rappresenterebbe un precedente capace di sottrarre la gestione delle emergenze ai territori.

Si tratta di moltissime risorse, almeno dieci miliardi di euro, secondo le prime stime dei danni provocati dall'alluvione. Fondi che il partito di Meloni non intende far gestire all'amministrazione regionale guidata dal Pd. Sullo sfondo c'è ovviamente anche una partita politica. E l'ambizione di FdI di arrivare alle prossime regionali con in mano il pallino della ricostruzione, per tentare la scalata all'Emilia-Romagna e permettere la vittoria di una giunta di destra, affidata all'attuale sottosegretario alle Infrastrutture Galeazzo Bignami. Per questo il decreto che accentra. Persino le risorse. Da spartire tra Chigi e il super commissario.