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Dal virus alla ricostruzione, anche Figliuolo in lizza per il ruolo di commissario

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L’opzione sul tavolo della premier che non vuole Bonaccini. Bertolaso, Curcio, Dell’Acqua e Rinaldo gli altri nomi in agenda  
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"Modello Figliuolo" per la ricostruzione dell'Emilia Romagna. Senza escludere addirittura un colpo di teatro: proprio Figliuolo scelto come commissario, chiedendo al generale di lasciare la guida del comando operativo di vertice interforze dello Stato maggiore della Difesa in nome di una nuova sfida, dopo quella della campagna vaccinale sul Covid. Il governo Meloni lavora al decreto con cui fisserà i paletti per definire la figura "manageriale" che si occuperà di spendere le risorse - almeno 10 miliardi - necessari per ritornare alla normalità dopo l'alluvione. Non ha intenzione di promuovere il governatore Stefano Bonaccini.
E non esclude l'opzione Figliuolo. Nulla è deciso, perché i tempi non sono così stretti: il decreto sulla nomina non arriverà prima di due settimane. Spostare il generale, inoltre, non è semplice, ma il suo è uno dei nomi vagliati in queste ore. Di certo, il rapporto tr…

"Modello Figliuolo" per la ricostruzione dell'Emilia Romagna. Senza escludere addirittura un colpo di teatro: proprio Figliuolo scelto come commissario, chiedendo al generale di lasciare la guida del comando operativo di vertice interforze dello Stato maggiore della Difesa in nome di una nuova sfida, dopo quella della campagna vaccinale sul Covid. Il governo Meloni lavora al decreto con cui fisserà i paletti per definire la figura "manageriale" che si occuperà di spendere le risorse - almeno 10 miliardi - necessari per ritornare alla normalità dopo l'alluvione. Non ha intenzione di promuovere il governatore Stefano Bonaccini.
E non esclude l'opzione Figliuolo. Nulla è deciso, perché i tempi non sono così stretti: il decreto sulla nomina non arriverà prima di due settimane. Spostare il generale, inoltre, non è semplice, ma il suo è uno dei nomi vagliati in queste ore. Di certo, il rapporto tra l'ex commissario all'emergenza Covid e la premier è buono. I due si parlano. E Meloni ha evitato di attaccarlo con durezza sulla campagna vaccinale per conto dell'esecutivo di Mario Draghi.

Il "modello Figliuolo"

Si parla di "modello Figliuolo", ma si potrebbe anche ragionare di "modello Bertolaso". Alcuni dirigenti di Forza Italia hanno suggerito il suo nome a Palazzo Chigi. Molto improbabile però che superi il vaglio della premier, visto che in passato non tutto è filato liscio nel rapporto con Meloni. E la leader non ha mancato di criticarlo nel suo libro, Io sono Giorgia, ricordando quando i due erano in lizza per la candidatura a sindaco di Roma: "Disse in tv che "la Meloni deve fare la mamma". Col senno di poi sono convinta che l'intento di Guido fosse paternalistico, ma al tempo mi fece arrabbiare".

Il totonomi

Chi invece proviene dalla Protezione civile e ha qualche chance è l'attuale capo, Fabrizio Curcio. Avrebbe anche il vantaggio di liberare una casella di peso, offrendo all'esecutivo la possibilità di nominare il successore. Prova a entrare in partita pure la Lega, col nome di Nicola Dell'Acqua, appena nominato commissario all'emergenza idrica. Quasi certamente Meloni non accetterà la proposta, ma potrebbe includerlo nella cabina di regia.

Se passerà il "modello Figliuolo" resterà fuori dalla partita Galeazzo Bignami, attuale viceministro alle Infrastrutture e in pole come candidato della destra alle regionali. Un pezzo rilevante di FdI lo vorrebbe commissario, ma la premier non intende prestare il fianco a una critica scontata: quella di aver bocciato Bonaccini per ragioni politiche, per favorire un suo uomo. Molti occhi comunque in Emilia Romagna restano puntati su Bignami. A cominciare da quelli del Pd, da giorni in allarme: "Vogliono fare loro il commissario per prendersi la Regione nel 2025". Non piace, ai dem, neppure l'idea che la premier possa creare una cabina di regia sulla ricostruzione controllata da Palazzo Chigi.

L'impazienza dei sindaci: "Non c'è più tempo"

Forse proprio all'interno di questa struttura potrebbe trovare posto un altro nome: quello di Andrea Rinaldo. Classe '54, veneziano, Rinaldo è docente di Costruzioni idrauliche all'Università di Padova e ha vinto pure lo Stockholm Water Prize. In pratica il "Nobel dell'Acqua". In ansia a questo punto pure i sindaci. Michele De Pascale, primo cittadino di Ravenna, fa appello al governo a spicciarsi: "Con tutti i colleghi chiediamo da giorni un incontro con Regione e governo. Vogliamo sapere qual è la strategia e anche chi sarà il commissario. Andiamo noi a Roma se serve". Irritato il sindaco di Bologna Matteo Lepore: "Basta tentennamenti, mancano ancora i moduli dalla Protezione civile e dal governo per gli indennizzi".

E insiste su Bonaccini: "La nostra Regione ha già coordinato delle emergenze. Lo ha fatto con Vasco Errani e con Bonaccini per il terremoto, siamo un esempio nazionale che anche Mattarella ha ricordato l'anno scorso. Non dobbiamo ricominciare sempre da capo". Proprio Mattarella arriverà martedì in Romagna, ma il governo per ora fa orecchie da mercante e spedisce i suoi ministri in regione. Ieri è arrivata quella del Lavoro Marina Calderone che porta in dote 900 milioni per 400mila lavoratori, e Daniela Santanché, a Rimini con Bonaccini a rilanciare la riviera. E oggi tornerà pure Matteo Salvini. Ma sul commissario bocche cucite: "Nei prossimi giorni, vedrete".