In Umbria, inaugurato l'impianto eolico collettivo più grande d'Italia. "Così tagliamo i costi in bolletta e tuteliamo l'ambiente"
di Francesca SantoliniSulle colline di Castiglione Aldobrando, in un fazzoletto di terra sacra a pochi passi da Gubbio, svetta una gigantesca pala eolica. È qui che San Francesco, il patrono d'Italia, ha incontrato il lupo ed è qui che pochi giorni fa, con pazienza e precisione, sono stati assemblati i conci della torre, il generatore e infine le tre pale, che hanno dato vita all'impianto eolico collettivo più grande d'Italia, che sarà in grado di soddisfare il fabbisogno annuo di elettricità di circa 1.000 famiglie.
Una democrazia energetica costruita dal basso
Collettivo perché appartiene alle famiglie che si sono pagate la turbina eolica per usare la sua energia, pulita e al giusto prezzo. Già perché dietro a questo impianto c'è il desiderio di tanti cittadini che, in tutta Italia, hanno finanziato il fondo della cooperativa èNostra per autoprodursi energia rinnovabile. "Sono impianti realizzati grazie alla part…
Sulle colline di Castiglione Aldobrando, in un fazzoletto di terra sacra a pochi passi da Gubbio, svetta una gigantesca pala eolica. È qui che San Francesco, il patrono d'Italia, ha incontrato il lupo ed è qui che pochi giorni fa, con pazienza e precisione, sono stati assemblati i conci della torre, il generatore e infine le tre pale, che hanno dato vita all'impianto eolico collettivo più grande d'Italia, che sarà in grado di soddisfare il fabbisogno annuo di elettricità di circa 1.000 famiglie.
Una democrazia energetica costruita dal basso
Collettivo perché appartiene alle famiglie che si sono pagate la turbina eolica per usare la sua energia, pulita e al giusto prezzo. Già perché dietro a questo impianto c'è il desiderio di tanti cittadini che, in tutta Italia, hanno finanziato il fondo della cooperativa èNostra per autoprodursi energia rinnovabile. "Sono impianti realizzati grazie alla partecipazione economica dei soci sovventori che investono da tutta Italia e auto consumano virtualmente l'energia degli impianti. La particolarità è che al socio viene garantita una tariffa a prezzo fisso, stabilito in base al costo di produzione dell'energia", spiega Sara Capuzzo, presidente della cooperativa, senza scopo di lucro, che oggi conta 12 mila soci e rappresenta un esempio concreto di democrazia energetica, partecipata e costruita dal basso. "All'inizio era solo una cooperativa che vendeva energia rinnovabile ai propri soci, poi abbiamo deciso di chiudere il cerchio tra la produzione e il consumo, per vendere ai soci energia autoprodotta da diverse fonti rinnovabili", prosegue Capuzzo.
Un modello vincente per l'ambiente e per il risparmio
La pala del Castiglione, che si staglia a 850 metri di altitudine, raddoppia la sfida di èNostra, perché nel 2021 al Cerrone, sempre nei dintorni di Gubbio, la cooperativa aveva già installato una pala collettiva da 900 kilowatt e anche in quel caso fu un successo.
Aderire a un progetto collettivo offre il vantaggio di consumare solo energia rinnovabile, senza dover installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa e senza doversi mettere d'accordo con chi ti abita accanto: il tuo associato può trovarsi in Sicilia come in Lombardia. E il risparmio in bolletta, precisa Capuzzo, è assicurato: "L'anno scorso, con i prezzi alle stelle, una famiglia media ha risparmiato circa 500 euro, perché la nostra tariffa è sganciata dal mercato delle fossili".
Un modello vincente sia dal punto di vista ambientale, perché accelera la transizione energetica verso fonti di energia rinnovabili, sia economico: grazie all'autoproduzione locale di energia, chi aderisce riesce a tagliare i costi in bolletta. Secondo alcuni, potrebbe rappresentare una soluzione strutturale e di lungo periodo al problema del caro-energia.
Cooperativa a trazione femminile
Ma quella di èNostra non è solo una (bella) storia di autoproduzione di energia pulita. È anche una vicenda che mette insieme due temi critici della modernità: la transizione energetica e la disuguaglianza di genere.
La partecipazione delle donne alle politiche energetiche, è ancora decisamente minoritaria. L'esperienza di questa cooperativa è importante anche perché rappresenta un'eccezione in un ambito ancora molto maschile: a guidarla è infatti una squadra di donne.
Dal 2019 Sara Capuzzo è diventata presidente, nel nuovo consiglio di amministrazione, è stata eletta per la prima volta una maggioranza di donne e tra i nuovi azionisti il 60% è rappresentato da donne. "Anche la squadra è composta in prevalenza da donne, con un'età media inferiore ai 40 anni. C'è una grande condivisione di saperi e uno spiccato spirito di collaborazione, nessuna competizione, lavoriamo in modo compatto". Un percorso di inclusione di genere che è stato del tutto naturale "abbiamo scelto le migliori risorse per le posizioni aperte, e nella maggior parte dei casi erano donne".