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Maturità 2023, quei compensi bloccati al 2007 per migliaia di commissari: "Noi trattati come lavoratori di serie B"

I compensi per i professori che si impegnano nel supporto dell'esame di Stato sono tra i più bassi d'Europa, esattamente come gli stipendi: "Non siamo delle macchine"
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Sarà una maturità sempre più povera quella che affronteranno fra tre settimane presidi e prof italiani. Un rito, quello degli esami finali di tutta la carriera scolastica, che vede ai nastri di partenza gli studenti dell'ultimo anno della scuola superiore e migliaia di presidenti di commissione e professori, che alla fine verranno liquidati con cifre molto modeste. Non esattamente la valorizzazione degli insegnanti promessa dal ministro Giuseppe Valditara in questi primi mesi di mandato. I compensi per esaminare gli studenti del prossimo esame di Stato sono stati infatti erosi dall'inflazione galoppante che ha flagellato gli stipendi e tutti gli introiti degli italiani negli ultimi due anni. Ma nel caso della maturità risalgono a più di quindici anni fa e da allora non sono mai stati aggiornati, neppure quando si sono svolti in piena pandemia. E cresce la fronda di docenti e presidi che ritengono non valga più la pena sacrificarsi per …

Sarà una maturità sempre più povera quella che affronteranno fra tre settimane presidi e prof italiani. Un rito, quello degli esami finali di tutta la carriera scolastica, che vede ai nastri di partenza gli studenti dell'ultimo anno della scuola superiore e migliaia di presidenti di commissione e professori, che alla fine verranno liquidati con cifre molto modeste. Non esattamente la valorizzazione degli insegnanti promessa dal ministro Giuseppe Valditara in questi primi mesi di mandato. I compensi per esaminare gli studenti del prossimo esame di Stato sono stati infatti erosi dall'inflazione galoppante che ha flagellato gli stipendi e tutti gli introiti degli italiani negli ultimi due anni. Ma nel caso della maturità risalgono a più di quindici anni fa e da allora non sono mai stati aggiornati, neppure quando si sono svolti in piena pandemia. E cresce la fronda di docenti e presidi che ritengono non valga più la pena sacrificarsi per pochi spiccioli.

I compensi

Le retribuzioni spettanti ai 135mila docenti che esamineranno oltre mezzo milione di maturandi sono state fissate nel mese di maggio del 2007: ben sedici anni fa. Nel gennaio di quell'anno, Steve Jobs presentava il primo modello di iPhone, il cellulare destinato a rivoluzionare il mercato dei telefoni portatili. Tra settembre e novembre scomparivano due giganti italiani della lirica e del giornalismo: Luciano Pavarotti e Enzo Biagi. E la maggior parte dei maturandi degli esami di Stato di quest'anno non aveva neppure fatto ingresso nella scuola dell'infanzia. In più l'inflazione, secondo l'Istat, ha ridotto il potere d'acquisto delle retribuzioni del 35%.

"La politica - dichiara Giuseppe D'Aprile, a capo della Uil scuola - non può ignorare questi numeri. Il trend degli ultimi anni mostra che il personale della scuola non ha beneficiato, in termini di crescita delle retribuzioni, dei momenti di sviluppo, con un Paese a Pil crescente. Con il rallentamento del Pil, e attualmente, in assenza di rinnovo contrattuale, la situazione è diventata ancor più critica. Per noi l'aumento degli stipendi degli insegnanti e di tutti i lavoratori della scuola è un obiettivo irrinunciabile". Per i commissari interni, che seguono una sola classe, è previsto un compenso di 399 euro lordi. Per uno esterno, che esamina gli studenti di due classi, gli euro sono 911 e per il presidente della commissione, che sovrintende l'intera partita degli esami, è previsto un compenso di 1.249 euro. A queste cifre occorre sommare 171 euro se l'istituto si trova in una località raggiungibile entro 30 minuti dalla sede di servizio o di residenza. Sono previste aggiunte più consistenti se la scuola si trova ancora più lontano. Ai membri interni toccheranno quindi 570 euro lordi e basta, che si riducono a circa 400 euro netti. Ai commissari esterni andranno 1.082 euro: circa 750 netti. E ai presidenti poco meno di mille euro netti. Per una classe media di 25 alunni, tra riunioni, esami e scrutini l'impegno dura circa 12 giorni per i membri interni e 18 giorni per i commissari esterni e i presidenti. Circa 60 ore di lavori per i primi e 90 per i secondi. I membri interni percepiranno di conseguenza circa 6,5 euro l'ora mentre ai commissari esterni andranno poco più di 8 euro l'ora.

Le nomine e le rinunce

È da chiarire che, per un docente in servizio, la partecipazione all'esame di Stato è un obbligo di servizio che non può rifiutare. L'unica eccezione è la malattia. A ridosso dell'esame, che quest'anno inizia il 21 giugno con lo scritto di Italiano, si registrano diverse defezioni. Il ministero dell'Istruzione e del merito pubblicherà i nominativi dei commissari esterni e dei presidenti oggi, primo giugno. Per arginare le rinunce, che scattano il giorno della riunione preliminare (quest'anno lunedì 19 giugno) secondo Antonello Giannelli, a capo dell'Associazione nazionale presidi, si dovrebbero aggiornare le retribuzioni. "I compensi - spiega Giannelli - si dovrebbero aggiornare tenendo conto dell'inflazione e anche per compensare adeguatamente il lavoro svolto da insegnanti e dirigenti scolastici. E anche per evitare le rinunce: se il compenso fosse adeguato avremmo meno defezioni".

Ivan Molaro, docente presso l'istituto alberghiero Adriano Olivetti di Monza, spiega che "in Lombardia, negli ultimi due anni, i prezzi sono cresciuti mediamente del 12% e sempre più docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) sono obbligati a tornare al Sud a causa di uno stipendio tra i più bassi d'Europa e che riesce a coprire solo in parte i costi d'affitto e le spese di utenza". Conviene impegnarsi nelle commissioni di maturità? "Economicamente no", risponde. "Noi insegnanti non siamo delle macchine ma persone che mettono voglia e passione nel lavoro e non abbandonano i ragazzi nel momento in cui hanno più bisogno". Per Nadia Cersosimo, docente del liceo E. Siciliano di Bisignano, in provincia di Cosenza, "è scandaloso che si continui" con questi compensi. "Ed è emblematico di come vengano trattate alcune categorie di lavoratori al contrario di altre. Mai come adesso", conclude, "si avverte una sperequazione forte della categoria degli insegnanti nel pubblico impiego rispetto agli altri dei vari Ministeri".