Sempre più soli, dipendenti dai social e sedentari: il ritratto delle nuove generazioni del Consiglio nazionale dei giovani
di Marco CiccimarraIn una società sempre meno coesa i fenomeni di isolamento giovanile continuano a crescere. Quattro giovani su dieci spendono il proprio tempo libero online, principalmente controllando i social media, su cui quasi il 4% spende più di otto ore al giorno. Solo il 12,3% dei ragazzi è impegnato nell'attività fisica e la percentuale cala fino al 7% per quelle creative. Sono parte dei dati raccolti durante il progetto di ricerca Osservatorio Well-fare sul benessere e sulla salute psicofisica, presentati dal Consiglio nazionale dei giovani (Cng). Nel 2022 l’indagine ha coinvolto 306 giovani tra i 15 e i 35 anni da tutta Italia con diversi livelli di scolarizzazione o differenti professioni.
Ragazzi soffocati dalle aspettative
I risultati raccontano di ragazzi che risentono in modo significativo delle pressioni sociali legate alle aspettative altrui (più di 7 su 10) e che mai o raramente sono riusciti a vivere l’anno in oggetto con serenit&…
In una società sempre meno coesa i fenomeni di isolamento giovanile continuano a crescere. Quattro giovani su dieci spendono il proprio tempo libero online, principalmente controllando i social media, su cui quasi il 4% spende più di otto ore al giorno. Solo il 12,3% dei ragazzi è impegnato nell'attività fisica e la percentuale cala fino al 7% per quelle creative. Sono parte dei dati raccolti durante il progetto di ricerca Osservatorio Well-fare sul benessere e sulla salute psicofisica, presentati dal Consiglio nazionale dei giovani (Cng). Nel 2022 l’indagine ha coinvolto 306 giovani tra i 15 e i 35 anni da tutta Italia con diversi livelli di scolarizzazione o differenti professioni.
Ragazzi soffocati dalle aspettative
I risultati raccontano di ragazzi che risentono in modo significativo delle pressioni sociali legate alle aspettative altrui (più di 7 su 10) e che mai o raramente sono riusciti a vivere l’anno in oggetto con serenità (29,8% del campione). Con la stessa frequenza faticano a trovarsi a proprio agio con il loro corpo (26,8%), ad avere fiducia nelle loro capacità (20,6%) o essere soddisfatti di sé stessi (20,9%).
Più del sessanta per cento è spesso, se non sempre, agitato per il proprio futuro, verso cui circa il 40% fatica ad avere un atteggiamento ottimista. Più della metà dei giovani vive frequentemente con ansia e nervosismo, che provocano difficoltà a concentrarsi e preoccupazioni costanti e generalizzate fino a crisi di pianto. In questi casi la principale fonte di soddisfazione è rifugiarsi nel cibo (11,2%) o procrastinare gli impegni e i compiti (10,6%). Se l’attività fisica è in grado di migliorare anche la salute mentale, la maggior parte del campione dichiara di non praticarla mai o solo qualche volta al mese.
Le vittime di atti di bullismo che dichiarano di esserne oggetto spesso o sempre sono i 17,6%, ma risulta più comune essere vittime di voci maliziose o ingiuriose (34,7%).
La preoccupazioni a scuola, università e lavoro
Gli sportelli di ascolto psicologico attivo presso le scuole superiori sono presenti per il 92% degli intervistati ma il 64% ritiene di non essere informato opportunamente sulla modalità di accesso al servizio. In particolare, risultano gravose le pressioni per un buon rendimento scolastico, rilevate dal 96% degli alunni. Per uno su cinque questa eccessiva attenzione ai voti non è accompagnata dalla “costruzione di un senso di appartenenza emotivo e di motivazione allo studio”.
In ambiente accademico la presenza di un punto di ascolto psicologico cala al 72%. Qui le principali fonti di preoccupazione riguardano una relazione negativa con il docente e le amicizie di convenienza. Meno comuni l’ansia da competizione o la paura di non essere all’altezza delle aspettative dei genitori.
Il 55% dei lavoratori intervistati ha accusato disagi emotivi o fisici sul luogo del lavoro. Tra le cause non solo esaurimenti e burnout ma anche l’assegnazione di compiti tramite dispositivi mobili, in arrivo in ogni momento.
Le strategie per il benessere
Quasi un terzo ricerca il proprio benessere nell’affetto di amici e parenti e poco meno del 20% prova a rilassarsi. È notevole l’impatto del volontariato: secondo i dati, ben il 52,3% di chi lo pratica ne avverte benefici dal punto di vista psicosociale.
Quasi quattro ragazzi su dieci ricorrono a un supporto psicologico. Il 64,7% valuta positivamente il supporto economico per l’accesso queste cure, un valore che cala di due punti percentuali per lo psicologo di famiglia. Questi numeri spingono la presidente del Cng, Marina Cristina Pisani, a proporre l’inserimento di uno psicologo all’interno delle case di comunità. Nelle scuole si suggerisce di adottare programmi di prevenzione che educhino all’uso dei social e a una corretta alimentazione. Per disinnescare le tendenze a isolamento e sedentarietà il Consiglio nazionale chiede investimenti per strutture scolastiche, associative e sportive.