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Gli 007 naufragati al lago Maggiore e l’azione segreta contro i traffici di armi strategiche

Il relitto della "Good...uria", l'imbarcazione naufragata nel Lago Maggiore (ansa)

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Il piano di Mossad e Aise. Una vittima ricordata in Israele con i massimi onori. La gita concludeva la missione contro uno degli “Stati canaglia”. Alcune informazioni sono trapelate dopo che la tromba d’aria ha ucciso 4 persone
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Erez Shimoni, che nessuno crede si chiamasse così, è stato sepolto con i massimi onori e la massima segretezza. Circondato da funzionari con le mascherine sul volto, il numero uno del Mossad David Barnea ha reso omaggio all'agente annegato nel Lago Maggiore: "Mem era un uomo di valore, un vero amico e un innovatore nella sua specialità. Anche dopo la tua morte, non potremo rendere pubbliche le numerose e importanti azioni che hai portato a termine per la salvezza di tutti noi". Un tributo solenne che marca il rilievo delle missioni svolte per la sicurezza di Israele. Inclusa l'ultima, condotta tra Piemonte e Lombardia in stretta collaborazione con l'intelligence italiana.

Operazione "Anti-proliferazione"

Un'operazione dal nome burocratico e dal significato oscuro ai più: "Anti-proliferazione". Ma che corrisponde a grandi linee con l'attività mostrata più spesso nei film d'azione: fermare …

Erez Shimoni, che nessuno crede si chiamasse così, è stato sepolto con i massimi onori e la massima segretezza. Circondato da funzionari con le mascherine sul volto, il numero uno del Mossad David Barnea ha reso omaggio all'agente annegato nel Lago Maggiore: "Mem era un uomo di valore, un vero amico e un innovatore nella sua specialità. Anche dopo la tua morte, non potremo rendere pubbliche le numerose e importanti azioni che hai portato a termine per la salvezza di tutti noi". Un tributo solenne che marca il rilievo delle missioni svolte per la sicurezza di Israele. Inclusa l'ultima, condotta tra Piemonte e Lombardia in stretta collaborazione con l'intelligence italiana.

Operazione "Anti-proliferazione"

Un'operazione dal nome burocratico e dal significato oscuro ai più: "Anti-proliferazione". Ma che corrisponde a grandi linee con l'attività mostrata più spesso nei film d'azione: fermare i cavalieri dell'Apocalisse, quelli che permettono di costruire le armi di distruzione di massa, nucleari, chimiche o batteriologiche o che comunque contribuiscono a realizzare ordigni ad altissimi tecnologia, dai droni ai cyberweapon, dai missili balistici ai sottomarini in miniatura. Ovviamente, questi marchingegni infernali sono il risultato conclusivo di una elaborata catena di montaggio che si nutre di componenti dual use, strumenti cioè che possono essere venduti per scopi industriali ma hanno pure una valenza militare. Insomma: macchinari e software con una doppia vita, come ogni protagonista di questo mondo obliquo e tenebroso.

Il precedente

Molti anni fa, ad esempio, in una storica "attività anti-proliferazione" tra Italia e Svizzera furono intercettate apparecchiature farmaceutiche prossime a passare attraverso aziende di diversi Paesi: la destinazione finale sarebbe stata un centro di ricerca di sui vaccini, impegnato nel programma di sviluppo di tossine batteriologiche di uno "Stato canaglia". Non ci sono mai arrivate. E anche questa volta molti sono pronti a scommettere che l'avversario comune di 007 israeliani e italiani fossero gli emissari di un Paese medioerientale, estremamente abili nel procacciarsi materiali strategici.

Ombre sulla spy story

Inutile cercare conferme. Come in tutte le spy story, anche quella chiusa domenica scorsa con il naufragio del barcone turistico non verrà mai completamente chiarita. La tromba d'aria che ha ucciso quattro persone ha però spazzato via pure la copertura del dispositivo tattico sincronizzato da Mossad e Aise, lasciando trapelare brandelli di informazioni che nessun piano di cover up ha potuto frenare. Neppure i migliori "uomini delle pulizie" del pianeta, più abili e metodici del Signor Wolf di "Pulp Fiction", sono riusciti a cancellare tutte le tracce di una tragedia che ha mobilitato soccorritori d'ogni tipo e innescato l'intervento della magistratura. I nomi delle due vittime italiane e il numero complessivo di ventuno spie coinvolte sono elementi sufficienti perché gli esperti riescano a ipotizzare un'operazione lunga e complessa, con pedinamenti dinamici portati avanti per giorni fino a raggiungere l'obiettivo desiderato. Un successo che doveva restare nell'ombra.

La funzione del rito della festa

Tutto perfetto, tranne la festa conclusiva. Un rito molto più diffuso di quanto si possa immaginare, perché permette di consolidare le relazioni e lo spirito di squadra, fondamentale per creare un clima di fiducia tra professionisti del sospetto. Lo si vede persino nelle serie tv come "Fauda", con il gruppo di Doron che si ritrova per una grigliata: in genere sono eventi discreti, convocati in case di proprietà o in ville affittate per l'occasione, dove il barbecue permette anche alle alte gerarchie di cucinare senza introdurre camerieri o chef, rimanendo al riparo nel giardino con un sottofondo musicale che azzera il pericolo di microfoni. Le premesse ideali per parlare in libertà.
Gli uomini e le donne dell'ultima operazione hanno probabilmente ritenuto che l'imbarcazione, nonostante il nome infelice "Good... uria", offrisse la stessa privacy e che la sala appartata del ristorante stellato sull'isola dei Pescatori permettesse di tenere a distanza gli altri ospiti, variando la monotonia della carne alla brace. Li ha traditi il clima impazzito, che ha trasformato il placido lago in una furia. Una bufera che ora rischia di innescare altre ondate, invisibili ma potenti, tra amici e nemici. Tra i bersagli della missione, che adesso sanno chi li ha colpiti. E tra gli alleati, tagliati fuori dalla condivisione delle notizie sulla minaccia più grande.