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Sanità: corsa ad arruolare infermieri indiani, ma dall’Italia sono andati via in 50 mila

Stipendi più bassi e poca carriera: così si sceglie Gran Bretagna, Svizzera e Germania. Gli stranieri nel nostro Paese sono 25mila
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Un esodo che va avanti da anni e di recente si è pure intensificato. L'Italia che inizia a pensare ad accordi con altri Paesi per rimpolpare gli organici degli infermieri, ha visto e vede sempre più professionisti andarsene a lavorare altrove. Tra il 2000 e il 2021, dicono i dati Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, si sono spostati all'estero circa 47 mila infermieri. Il dato diventa pure più preoccupante se si prendono in considerazione gli anni a cavallo della pandemia, cioè il triennio 2019-2021 quando hanno lasciato in quasi 18 mila. Segno di un incremento della tendenza che contribuisce a rendere critica la situazione. Vanno trovate soluzioni per mantenere standard di personale non solo negli ospedali, ma anche sul territorio e a domicilio. Il ministro Orazio Schillaci per questo ha pensato ad un accordo con l'India, che già ha chiuso convenzioni per mandare suoi lavoratori già formati in Gi…

Un esodo che va avanti da anni e di recente si è pure intensificato. L'Italia che inizia a pensare ad accordi con altri Paesi per rimpolpare gli organici degli infermieri, ha visto e vede sempre più professionisti andarsene a lavorare altrove. Tra il 2000 e il 2021, dicono i dati Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, si sono spostati all'estero circa 47 mila infermieri. Il dato diventa pure più preoccupante se si prendono in considerazione gli anni a cavallo della pandemia, cioè il triennio 2019-2021 quando hanno lasciato in quasi 18 mila. Segno di un incremento della tendenza che contribuisce a rendere critica la situazione. Vanno trovate soluzioni per mantenere standard di personale non solo negli ospedali, ma anche sul territorio e a domicilio. Il ministro Orazio Schillaci per questo ha pensato ad un accordo con l'India, che già ha chiuso convenzioni per mandare suoi lavoratori già formati in Giappone e Usa.

I 400 mila infermieri italiani

Oggi in Italia ci sono 460 mila infermieri iscritti all'ordine professionale. Poco meno di 400 mila sono attivi e quelli che lavorano nel servizio sanitario nazionale sono circa 280 mila. Ma per comprendere l'impatto delle uscite bisogna tenere conto di coloro che si sono laureati in infermieristica tra il 2020 e il 2021, visto che chi si trasferisce di solito lo fa soprattutto da giovane e quindi fresco di studi. Ebbene si tratta di 237 mila infermieri. Significa che circa uno su cinque ha deciso di andare all'estero.

Gran Bretagna primo Paese

I numeri tengono conto solo delle uscite e quindi non dicono in quanti, dopo essersi trasferiti sono rientrati a lavorare in Italia oppure, specie tra coloro che hanno cambiato Paese da più tempo, magari sono andati in pensione. Il primo Paese dove si spostano gli infermieri italiani è il Regno Unito, che anche dopo la Brexit ha continuato ad attrarre giovani professionisti grazie certamente a stipendi più alti e anche all'attrazione che esercitano sui giovani certe grandi città, Londra in primis. E così tra coloro che hanno lasciato negli ultimi tre anni, oltre la metà sono andati oltremanica, cioè in 10 mila.

Fuga verso Nord

Segue la Germania con un dato stimato (perché il Paese non fornisce numeri ad Ocse) di circa 2.700 e poi arriva la Svizzera, con oltre 2.300. La migrazione degli infermieri verso il Paese oltre confine è sempre più importante, tanto che di recente gli ordini di Como e Varese hanno lanciato l'allarme. "I dati confermano un trend di crescita nel triennio 2020-2022, quando è raddoppiato il numeri di infermieri che sono andati a lavorare all'estero". Ad attrarre sono gli stipendi molto più alti rispetto a quelli italiani. Un infermiere in Svizzera, infatti, può guadagnare anche 4.400 franchi al mese netti, circa 4.500 euro. Quanto e più di un medico, anche primario, in Italia. Per questo i presidenti hanno chiesto strumenti per rendere più attrattiva la professione nelle zone vicine alla Svizzera. Propongono, tra l'altro, di riconoscere ai professionisti sgravi sugli affitti, sconti benzina ma anche un "assegno di confine" come quello riconosciuto in passato alle forze dell'ordine.

La legione straniera

L'Italia perde infermieri ma ne attrae anche da altri Paesi. L'ordine di categoria stima che oggi siano circa 25 mila quelli stranieri che si occupano dei malati italiani. Il numero non è basso, ma il saldo è comunque negativo. Servono ancora più professionisti sanitari. E anche se le uscite degli italiani si riducessero, sarebbe comunque utile aumentare il numero di coloro che arrivano da altri Paesi. Per salvare la qualità dell'assistenza sanitaria.