Non è stata Kathleen Folbigg a uccidere i suoi quattro figli. I bambini erano morti tutti prima dei due anni, tra il 1989 e il 1999, e subito il dito era stato puntato contro la madre. Oggi si è scoperto che il loro cuore aveva smesso di battere, in realtà, a causa di un gene che favorisce la morte in culla. La donna, 55 anni, accusata di pluriomicidio, ha scontato vent'anni di carcere prima di essere graziata e scarcerata oggi dal tribunale di Sydney. E' stata anche riabilitata dall'accusa, diffusa a man bassa dai media australiani, di essere "la peggior serial killer" del paese. Contro di lei non c'erano in realtà prove, solo la convinzione che quattro bimbi non potessero essere morti uno dopo l'altro per caso.
I progressi della genetica, i test del Dna e l'appello nel 2021 di decine di scienziati e premi Nobel hanno portato alla scoperta che la donna, e almeno le due figlie femmine, sono portatrici del gene Calm2, che disturba i segnali elettrici del cuore e favorisce la morte improvvisa. "Con le evidenze disponibili oggi, possiamo concludere che esiste un ragionevole dubbio sulla colpevolezza di Ms. Folbigg" aveva detto la procuratrice Sally Dowling qualche giorno fa, al termine delle udienze. Oggi è arrivata la sentenza di grazia. E la scarcerazione dalla prigione di Grafton.
"La malattia genetica causata dal gene Calm2 si chiama calmodulinopatia ed è per fortuna molto rara", tranquillizza il professor Peter Schwartz, direttore del Centro per le aritmie cardiache di origine genetica dell'Auxologico Irccs di Milano, uno dei massimi esperti al mondo di queste condizioni. I casi censiti al mondo sono 134 e se diagnosticato il disturbo può essere tenuto sotto controllo.
I quattro figli di Kathleen Folbigg erano tutti morti all'improvviso mentre erano in culla. La madre era stata accusata di averli soffocati, ma non aveva mai smesso di dichiararsi innocente. Il marito, lungi dal difenderla, aveva rafforzato i sospetti su di lei anche di fronte ai giudici. Caleb aveva smesso di respirare all'improvviso a 19 giorni. Suo fratello Patrick, che soffriva anche di epilessia, due anni più tardi, all'età di 8 mesi. Dopo altri due anni a morire è stata Sarah, di 10 mesi, seguita dall'ultimogenita Laura, che ha perso la vita nel 1999 a 18 mesi, anche lei durante il sonno.
Allora la genetica era ai primordi. L'anno della condanna di Folbigg a 40 anni di pena - il 2003 - è lo stesso in cui fu completata la prima lettura del Dna umano. "Oggi abbiamo imparato che le mutazioni sul gene Calm2 influiscono sulla trasmissione del segnale elettrico nel cuore e possono provocare morte improvvisa nei bambini" spiega Schwartz, che è stato consulente scientifico al processo di Sydney. La testardaggine degli avvocati e l'ascolto prestato dai giudici alle ragioni della medicina hanno portato oggi alla grazia e alla scarcerazione di Folbigg, non per assoluzione piena ma per "ragionevole dubbio".
Il giudice in pensione Tom Bathurst, che ha condotto la revisione della sentenza, ha definito la donna "una madre premurosa, senza altra definizione possibile". L'Accademia australiana delle scienze, che si era battuta per l'approfondimento delle indagini, ha espresso, finalmente, il suo sollievo. "E' uno dei primi casi nel mondo in cui un'Accademia scientifica ha agito come consulente durante un processo criminale".
Il caso di Kathleen Folbigg nel 2021 era stato trattato anche da un articolo scientifico sulla rivista di cardiologia Europace. Ne sono autori fra gli altri i due ricercatori italiani dell'Auxologico Lia Crotti e Peter Schwartz. "Non posso sapere se la donna sia colpevole o no" dice Schwartz. "Ma la morte nel sonno almeno delle due bambine è del tutto compatibile con la mutazione di cui purtroppo soffrivano".