Visore Apple, Rosenberg: “Un passo nel futuro ma attenti alle regole o finiremo ostaggi degli spot su misura”
di Giuliano Aluffi"Il nuovo visore Apple apre la strada al futuro della nostra interazione con persone, oggetti e ambienti, ma dovremo regolamentare in modo intelligente i suoi nuovi usi, per evitare il rischio di essere manipolati dalla pubblicità". A mettere in luce i pro e i contro della realtà mista che vedremo sul visore Apple e su quelli che seguiranno è uno dei pionieri di questa tecnologia: l'americano Louis Rosenberg, CEO della startup di intelligenza artificiale UnanimousAI, che ha iniziato a sviluppare realtà aumentata 30 anni fa per l'aeronautica militare americana.
Quali sono gli aspetti più interessanti del Reality Pro VR Headset di Apple?
"Innanzitutto arricchire con contenuti virtuali la nostra esperienza del mondo reale. Credo che questa prima generazione del visore Apple sarà usata soprattutto a casa e in ufficio, perché è ancora un po' ingombrante. Saranno le versioni successive, più leggere, …
"Il nuovo visore Apple apre la strada al futuro della nostra interazione con persone, oggetti e ambienti, ma dovremo regolamentare in modo intelligente i suoi nuovi usi, per evitare il rischio di essere manipolati dalla pubblicità". A mettere in luce i pro e i contro della realtà mista che vedremo sul visore Apple e su quelli che seguiranno è uno dei pionieri di questa tecnologia: l'americano Louis Rosenberg, CEO della startup di intelligenza artificiale UnanimousAI, che ha iniziato a sviluppare realtà aumentata 30 anni fa per l'aeronautica militare americana.
Quali sono gli aspetti più interessanti del Reality Pro VR Headset di Apple?
"Innanzitutto arricchire con contenuti virtuali la nostra esperienza del mondo reale. Credo che questa prima generazione del visore Apple sarà usata soprattutto a casa e in ufficio, perché è ancora un po' ingombrante. Saranno le versioni successive, più leggere, che vedremo nel 2024, a poter essere portate senza problemi in strada e ovunque. L'importanza di questa prima versione è soprattutto nel dare un segnale agli sviluppatori, che inizieranno già ora a creare le applicazioni e i contenuti che coloreranno il nostro mondo".
Può farci qualche esempio di applicazioni utili a migliorarci la vita?
"Oggi le nostre interazioni con gli altri sono spesso penalizzate dal fatto che i nostri occhi vanno sempre allo smartphone, anche mentre parliamo con gli amici al bar. C'è questo piccolo schermo che si frappone così spesso tra noi e le esperienze. I visori a realtà aumentata ci liberano dalla schiavitù dello smartphone. E possono ridisegnare un mondo più utile alle nostre esigenze. Ad esempio se faccio jogging, posso far apparire sul mio visore degli altri corridori virtuali che gareggiano con me, ed essere così più motivato a correre".
E a cosa dovremmo fare attenzione, invece?
"Perché queste tecnologie possano funzionare, è necessario che le aziende che ci portano nella realtà aumentata, come Apple, Samsung, Meta e Google, traccino tutto quello che facciamo: dove siamo, in che direzione stiamo guardando, quanto velocemente camminiamo, che postura abbiamo. Anche quali sono le nostre espressioni facciali e quanto dilatiamo le pupille: tutto questo permette a queste aziende anche di registrare le nostre emozioni, il modo in cui reagiamo alla realtà circostante. Tutti questi dati permettono di creare pubblicità super calibrate su di noi. E particolarmente convincenti: il visore può creare persone virtuali e farcele vedere nel nostro ambiente come se si trattasse di persone vere. Magari io amo la pasta alle vongole, Apple o Meta lo sanno, e può capitarmi, se passeggio per una via, di vedere due persone a fianco a me che parlano tra loro e magnificano proprio la pasta alle vongole del ristorante lì vicino. Possono essere benissimo due persone virtuali, che scambio per vere, generate dall'intelligenza artificiale per fare quel discorso che a me sembra di origliare per caso".
Questo tipo di pubblicità interattive sarà particolarmente convincente?
"Sarà una cosa che non abbiamo mai visto prima. Con un potere di convincimento inedito. Se con la mia famiglia entro in un ristorante, e abbiamo tutti i nostri visori, quando arriva il cameriere mia moglie lo vedrà come un bellissimo adone, io lo vedrò come una donna affascinante, e mio figlio lo vedrà come un orsacchiotto gigante. A sua volta il cameriere potrà, grazie al suo visore, leggere i nostri stati d'animo e proporci dei piatti in modo mirato - ad esempio offrirmi un whiskey se capisce che sono nervoso - per farci massimizzare la spesa. Questo è futuro, ma non è fantascienza: se ne è parlato la settimana scorsa anche nella Silicon Valley, all'Augmented World Expo, dove è stato mostrato il clip "Lost Privacy" che mostra appunto uno scenario come questo".