Indagine Demopolis, l'ottimismo degli adolescenti: il futuro per loro è rosa. E i grandi vedono nero
di Marco CiccimarraGenerazioni a confronto lasciano emergere le proprie difficoltà a comprendersi e le differenze nello sguardo sul futuro. È il quadro che emerge dalle indagini realizzate dall’Istituto Demopolis per l’impresa sociale Con i bambini. In La prospettiva degli under 18. L’ascolto diretto di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni, 1.080 ragazzi del range di età indicato da tutta Italia sono stati intervistati su come vedono il proprio rapporto con gli adulti, la vita e le proprie prospettive. Le opinioni di 2.820 adulti (di cui 800 con genitori tra i 6 e i 17 anni) sulle generazioni più giovani sono invece state raccolte nel sondaggio Gli adolescenti nello sguardo degli adulti. Il presidente di Con i bambini, Marco Rossi-Doria, riassume così i risultati: “Da questa doppia indagine emerge uno spaccato diverso e parallelo, con i giovani più ottimisti e molto attenti alla dimensione relazionale della loro vita, dunque preoccupati…
Generazioni a confronto lasciano emergere le proprie difficoltà a comprendersi e le differenze nello sguardo sul futuro. È il quadro che emerge dalle indagini realizzate dall’Istituto Demopolis per l’impresa sociale Con i bambini. In La prospettiva degli under 18. L’ascolto diretto di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni, 1.080 ragazzi del range di età indicato da tutta Italia sono stati intervistati su come vedono il proprio rapporto con gli adulti, la vita e le proprie prospettive. Le opinioni di 2.820 adulti (di cui 800 con genitori tra i 6 e i 17 anni) sulle generazioni più giovani sono invece state raccolte nel sondaggio Gli adolescenti nello sguardo degli adulti. Il presidente di Con i bambini, Marco Rossi-Doria, riassume così i risultati: “Da questa doppia indagine emerge uno spaccato diverso e parallelo, con i giovani più ottimisti e molto attenti alla dimensione relazionale della loro vita, dunque preoccupati dagli effetti della pandemia, e gli adulti molto più distratti, per loro stessa ammissione, ma consapevoli che occorre prestare ascolto alle giovani generazioni”.
Incomprensioni generazionali e un dialogo non sempre fluido
Il 54% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni è sicuro che gli adulti comprendano sempre meno i ragazzi e solo il 15% si esprime nel verso opposto. Diverso è il responso fornito dai genitori: il 45% concorda nell’ammettere la difficoltà dei più grandi mentre il 42% è convinto del contrario. Il gap tra questi punti di vista rappresenta forse la motivazione per cui i ragazzi preferiscono confrontarsi con gli amici sia sulle proprie idee (79%) che sui propri problemi (64%). Padri e madri arrivano in entrambi i casi al secondo posto con rispettivamente il 40% e il 43%. Difficilmente viene fatto ricorso ai consigli degli insegnanti alle ultimissime posizioni in tutti e due i casi, nell’ultimo vengono preferiti solamente agli sconosciuti in rete.
Degli adulti con cui si relazionano, gli adolescenti sembrano apprezzare in particolar modo l’attenzione riposta nel loro futuro (52%) ma criticano la convinzione di avere sempre ragione, l’eccessiva importanza riservata ai voti scolastici e i continui paragoni con il passato. Infatti, il 62% dei giovani intervistati sostiene che i più grandi non comprendano di aver vissuto in un periodo storico diverso e fatichino ad afferrare nuovi pensieri e idee. Il 28% lamenta anche che gli adulti fingano di ascoltarli o che siano distratti. Questo punto, in effetti, è anche il principale rimprovero che i genitori muovono a sé stessi (52%).
Un futuro grigio per gli adulti, più ottimisti gli adolescenti
Se sul futuro più della metà dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni è ottimista e il 25% pessimista, tra i genitori le proporzioni sono ribaltate con il 65% che intravede un orizzonte a tinte scure e poco più di uno su dieci con un atteggiamento positivo. Su questo giudizio gravano in particolar modo l’incertezza sul lavoro, la difficoltà nel selezionare un percorso di studi o professionale, i comportamenti violenti come il bullismo e l’uso di alcol e droghe, che condivide il terzo posto con la crescita dei disagi psicologici. Solo il 30% degli adulti ritiene di possedere gli strumenti adatti ad affrontare la diffusione del disagio tra i giovani, mentre il 48% nega di sentirsi pronto. La maggior parte sostiene che il miglior antidoto sia l’ascolto e la comprensione, seguiti da maggiori opportunità di socializzazione con attività sportive, culturali e ludiche e dalla prevenzione di bullismo, violenza e cyberbullismo.
La vita dei più giovani tra tempo libero, valori e difficoltà a condividere il proprio pensiero
Tra gli adolescenti chiamati a rispondere, il tempo libero viene speso principalmente con gli amici, o ascoltando musica. Sono molto comuni altre attività condotte in isolamento come chattare, guardare video su YouTube o la televisione, navigare su internet e comunicare sui social. Il 51% dichiara di dedicarsi anche ad attività sportive.
Famiglia (90%), amicizia (86%) e interessi o passioni (72%) si trovano in cima alla lista degli elementi importanti nella vita. Segue l’amore (71%) e la carriera o il successo personale (65%). Il 44% valuta come importante la ricchezza ma la situazione economica della famiglia costituisce una delle ragioni principali di insoddisfazione (79%) con vita sentimentale (75%) e scolastica (65%).
Credere di non essere compresi e il timore del giudizio degli altri rappresentano gli scogli più grandi nel confronto sui propri punti di vista. Solo il 33% del campione dichiara di condividere spesso con gli altri le proprie idee. Quasi uno su dieci non lo fa mai.