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Papa Francesco fa i conti con gli acciacchi: dai viaggi all’estero alle udienze, ora dovrà rivedere la sua agenda

Papa Francesco dal balcone dell'ospedale Gemelli si rivolge ai fedeli durante l'Angelus (ansa)

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I medici cercheranno di convincerlo a recuperare e a frenare il suo iperattivismo
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Se c'è una cosa che Jorge Mario Bergoglio non ha mai sopportato è rinunciare alla propria autonomia. Questione di carattere, ma anche conseguenza del ruolo: un Papa è solo, tanto più un Pontefice che è stato chiamato a dare un bello scossone alla Curia romana. Per questo Francesco gestisce da solo la propria agenda e le proprie reti di informazione, per questo delega poco e bypassa di frequente anche i suoi collaboratori più fidati, e per questo non è stato facile convincerlo a sottoporsi ad un'operazione chirurgica "in anestesia generale".  

Un'operazione a un uomo di 86 anni non è di per sé una passeggiata, ma il Papa, in particolare, ha sviluppato un'idiosincrasia per l'anestesia nel luglio 2021, quando fu operato per la rimozione di un diverticolo al colon. Intervento che in corso d'opera si rivelò più complesso del previsto. "Io", raccontò a poster…

Se c'è una cosa che Jorge Mario Bergoglio non ha mai sopportato è rinunciare alla propria autonomia. Questione di carattere, ma anche conseguenza del ruolo: un Papa è solo, tanto più un Pontefice che è stato chiamato a dare un bello scossone alla Curia romana. Per questo Francesco gestisce da solo la propria agenda e le proprie reti di informazione, per questo delega poco e bypassa di frequente anche i suoi collaboratori più fidati, e per questo non è stato facile convincerlo a sottoporsi ad un'operazione chirurgica "in anestesia generale".  

Un'operazione a un uomo di 86 anni non è di per sé una passeggiata, ma il Papa, in particolare, ha sviluppato un'idiosincrasia per l'anestesia nel luglio 2021, quando fu operato per la rimozione di un diverticolo al colon. Intervento che in corso d'opera si rivelò più complesso del previsto. "Io", raccontò a posteriori lo stesso Bergoglio, "ho subito dieci mesi fa più di sei ore di anestesia e ancora ci sono le tracce: non si gioca", esclamò, "non si scherza con l'anestesia". Per una persona di governo, perdere lucidità è un limite insopportabile. Che poteva spingere i suoi avversari, sempre molto agguerriti, a prospettare la necessità di un passo indietro. Ipotesi smentita, in realtà, da un Bergoglio che in tempi brevi tornò saldamente al comando della Chiesa cattolica. 

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Ma con lo spauracchio di dover ricorrere nuovamente all'anestesia per qualche altro problema di salute, difficile da escludere in un uomo della sua età. E infatti quando, qualche mese dopo, è venuto fuori il problema al ginocchio, Francesco si è impuntato: i medici gli consigliavano un intervento chirurgico ma lui lo ha escluso categoricamente, proprio per evitare l'anestesia. Ha preferito sottoporsi a lunghe sessioni di laser e magnetoterapia, che hanno gli hanno effettivamente permesso di recuperare una qualche autonomia di movimento. 

"Si governa con la testa, non con il ginocchio", è andato ripetendo in questi mesi. Il punto è sempre quello: la testa. Al Papa gesuita non piace affatto l'idea di non essere pienamente in possesso delle proprie capacità mentali, fosse anche solo per qualche ora. 

Per questo i medici che lo hanno in cura al Gemelli devono averlo convinto a fatica ad accettare l'intervento. Ma la situazione era evidentemente seria, l'alternativa preoccupante. Come avvenuto già con i precedenti ricoveri - oltre all'operazione al colon del 2021, l'ospedalizzazione urgente al Gemelli di fine marzo scorso per una brutta bronchite - ha avuto un ruolo-chiave un uomo del quale il Papa si fida particolarmente, il suo infermiere personale Massimiliano Strappetti. In sala operatoria, poi, c'erano anche due medici del Vaticano che Francesco stima, Luigi Carbone e il professor Giovanni Battista Doglietto, che da giovane assistette Giovanni Paolo II nei suoi ricoveri al Gemelli. 

Ora i medici cercheranno di convincere il Papa a prendersi il tempo necessario per recuperare le forze e frenare quell'iperattivismo che è al tempo stesso tratto temperamentale e urgenza pastorale. La degenza durerà "diversi giorni". Sono stati cancellati, "in via precauzionale", tutti gli appuntamenti fino al 18 giugno. 

Francesco, beninteso, rimane Papa e non viene sostituito da nessuno: "Il tempo necessario per l'intervento", ha spiegato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin a chi ieri glielo domandava, "poi riprenderà l'esercizio del ministero anche se da un letto di ospedale: quindi se ci sono cose urgenti che devono essere decise si porteranno a lui, al Gemelli". Ma dovrà comunque riguardarsi, curarsi. Gli acciacchi di Bergoglio fanno ormai parte del panorama di questa fase del pontificato. 

I medici hanno riferito che il Papa abbia reagito bene all'operazione e all'anestesia. Al professore Sergio Alfieri, che lo ha operato ieri e lo aveva operato nel 2021, si è rivolto subito con una delle sue battute: "Quando facciamo la terza?". Ma dietro la rassicurante cautela ufficiale, nelle sacre stanze ci si interroga sui prossimi impegni, a partire dai tre viaggi programmati per questa estate: la Giornata mondiale della gioventù di inizio agosto a Lisbona, lo storico viaggio di fine agosto in Mongolia, tra la Russia e la Cina, e la puntata a Marsiglia per un incontro con i vescovi del Mediterraneo fissata per il 23 settembre. Non sono cancellati, ma non è scontato che Francesco possa affrontare impegni fisicamente così impegnativi. Dipenderà dal decorso. 

Chi lo conosce bene racconta di un uomo che conserva una memoria poderosa, una velocità mentale impressionante, la capacità di ricordare nomi, volti, fatti e governare senza incertezza. Con una testa gelosa della propria autonomia. E un corpo che, a 86 anni, gli impone di rallentare.