Riforma civile, sos di Procure e Tribunali per i minori: "Ritardi e vuoti mandano in tilt il processo digitale. A danno dei più fragili"
di Conchita SanninoPerdenti alla meta. Ritardi e vuoti rischiano di mandare in tilt la riforma civile, ancora prima del fischio d'inizio, nei Tribunali e soprattutto nelle Procure per i minorenni d'Italia. Preoccupazione così solida e diffusa da spingere prima i presidenti del giudicante, poi i vertici degli uffici inquirenti a scrivere direttamente al Ministero della Giustizia, al Consiglio superiore della magistratura e alla Scuola superiore. Un Sos in toni secchi per scongiurare "le nefaste conseguenze" sulla giustizia minorile. Ovvero: "la totale paralisi delle procedure."
Digitalizzazione a metà
Il 30 giugno è la scadenza già segnata in rosso: significa concretamente che da quella data ogni fascicolo esisterà solo digitalmente, e tutte le denunce e segnalazioni di varia natura che arrivano ai pm del minorile eventualmente in cartaceo (dalle scuole, dai servizi sociali, da un ospedale o un pediatra, o dalle forze dell'ordine) dovra…
Perdenti alla meta. Ritardi e vuoti rischiano di mandare in tilt la riforma civile, ancora prima del fischio d'inizio, nei Tribunali e soprattutto nelle Procure per i minorenni d'Italia. Preoccupazione così solida e diffusa da spingere prima i presidenti del giudicante, poi i vertici degli uffici inquirenti a scrivere direttamente al Ministero della Giustizia, al Consiglio superiore della magistratura e alla Scuola superiore. Un Sos in toni secchi per scongiurare "le nefaste conseguenze" sulla giustizia minorile. Ovvero: "la totale paralisi delle procedure."
Digitalizzazione a metà
Il 30 giugno è la scadenza già segnata in rosso: significa concretamente che da quella data ogni fascicolo esisterà solo digitalmente, e tutte le denunce e segnalazioni di varia natura che arrivano ai pm del minorile eventualmente in cartaceo (dalle scuole, dai servizi sociali, da un ospedale o un pediatra, o dalle forze dell'ordine) dovranno essere scannerizzate, trattate e gestite on line. Ma in che modo: visto che ad oggi - a fronte del tavolo istituito a Roma , e delle riunioni attivate - non sono ancora partiti i corsi e non sono state corrette le criticità del sistema? Anzi, sono "previste solo quattro video-pillole di corsi a distanza".
Sos: rischio paralisi delle procure
Due distinti appelli. Prima hanno scritto i presidenti dei Tribunali. Poi ecco, le altre otto pagine dei procuratori per i minori: firmano quelli di Milano, Roma, Napoli, Torino, e poi tutti gli altri, da Firenze a Venezia, da Trieste a Catanzaro, da Ancona a Palermo. I quali si aspettano "la pronta adozione di misure adeguate per la effettiva e celere preparazione di tutti magistrati minorili, nonché del personale amministrativo", la verifica "dell''effettivo funzionamento del nuovo sistema informatico apportandovi gli adeguamenti necessari", la possibilità per "gli Uffici minorili di dialogare anche con le altre componenti della magistratura e avvocatura, ponendo termine all'isolamento in cui sono relegati". Soprattutto: segnalano il "rischio di una paralisi delle procedure, delle quali evidentemente non si potranno sentire responsabili" e chiedono invece "strumenti e sistemi efficaci, funzionali alla tutela dei soggetti minorenni e in aiuto alle loro famiglie".
Nessuna formazione
I magistrati partono da questa premessa: "Risulta gravemente carente la considerazione riservata alla formazione sia del personale delle cancellerie e segreterie, sia dei magistrati che dovranno operare esclusivamente con il nuovo sistema, tenuto conto del tempo considerevole che invece è stato necessario e che è stato dedicato agli Uffici della Giustizia ordinaria".
Le toghe protestano insomma contro lentezze, carenza di organico e mezzi, ma soprattutto segnalano che a pochi giorni dalla "rivoluzione digitale" non sono stati ancora formati, "ai vari livelli operativi, per l'uso consapevole delle nuove metodologie e sistemi". Un Sos per dire: se andrà male, sappiate che non è colpa nostra. E a farne le spese saranno ovviamente i più fragili, i figli di contesti gravati da violenza o maltrattamenti.
Scrivono ancora i presidenti: "Disorienta sapere a così poca distanza dalla data del 30 giugno che la parte formativa vera e propria sul funzionamento di un insieme di sistemi (Il Sicid, il Sicd, l'Uac, la Consolle del magistrato e del Pm), mai utilizzati prima da magistrati e personale amministrativo (salvo i casi di chi proviene da poco tempo dagli uffici dell'ordinario), sia ridotta a 4 video pillole illustrate in 3 webinar distinti di 4 ore ciascuno - spiega la lunga nota - O meglio: in uno per ciascuna categoria professionale (uno per il personale delle cancellerie, uno per il personale delle segreterie, uno per i magistrati)".
La corsa contro il tempo
Solo tre settimane per adeguarsi. E bisognerà correre. Ma come, si chiedono i quasi 400 magistrati del minorile in Italia. A prevedere il nuovo e più importante step - con la definizione del 30 giugno - sono gli obiettivi del Pnrr che erano stati richiesti dall'Europa come impegni propedeutici all'erogazione dei fondi: il taglio del 40 per cento dei tempi dei giudizi civili e la decurtazione del 90 per cento dell'arretrato cronico entro giugno 2026.
"Non è in questo modo che immaginavamo di giungere a una scadenza tanto importante quanto necessaria", sottolinea Ciro Cascone, capo della Procura per i minori più grande d'Italia, quella di Milano. Spiega a Repubblica: "Volete un esempio della ricadute concrete? Parliamo tanto di femminicidi e dell'inasprimento delle pene : ma quello appartiene al dopo già tragico, di tanti bambini che diventano orfani cosiddetti speciali. Ciò che dovrebbe impegnarci moltissimo è la prevenzione. Che è efficace solo se riesci a dar seguito ad una segnalazione per tempo. Mentre noi abbiamo armi sempre più spuntate, abbiamo paurosi vuoti in organico, e adesso anche un processo civile telematico che parte senza che si sappia, letteralmente, dove mettere le mani". Cascone fa notare anche l'altro elemento "un po' surreale: "In queste ore era stato fissato un nuovo incontro in webinar, ma a nulla è valso obiettare che tanti magistrati, ed io tra gli altri, eravamo a seguire un corso di aggiornamento per il minorile aperto proprio dalla Scuola superiore".
Cascone è tra quelli che lascerà l'ufficio tra pochi mesi, è promosso Avvocato generale presso la Corte d'Appello di Bologna. "Dispiaciuto di lasciare, ma anche sollevato per i seri problemi che riguardano il minorile - confida - Basti dire che da tempo ho chiesto all'amministrazione di dotare il mio ufficio di una stampante, ma sono sei mesi che due direzioni generali del Ministero litigano per capire chi la deve acquistare. Li ho pregati di autorizzarmi all'acquisto, mi hanno detto di noi. E nella procura minori più grande d'Italia, io mi divido un'unica stampante con altri colleghi". Specchio di un'Italia sull'orlo di una crisi da Pnrr: un altro di quei casi in cui l'agenda formale delle scadenze del Piano di Ripresa va in una direzione, il Paese reale da tutt'altra parte.