Nave turca sequestrata, chi sono i migranti presunti dirottatori
Tredici uomini, due donne. Tutti siriani, afghani, iracheni. Migranti che avevano deciso di provare a raggiungere l'Europa nascosti dentro uno degli autocarri imbarcati su una nave cargo in rotta dalla Turchia alla Francia.
Tredici uomini, due donne. Tutti siriani, afghani, iracheni. Migranti che avevano deciso di provare a raggiungere l'Europa nascosti dentro uno degli autocarri imbarcati su una nave cargo in rotta dalla Turchia alla Francia.
A scovarli, quando a sera la nave è stata condotta nella rada del porto di Napoli, sono stati i filmati della videosorveglianza. "Volevano tentare la fuga dalla nave via mare di notte", la bizzarra ipotesi del ministro Crosetto.
Non si sa ancora chi siamo questi migranti trasformatisi improvvisamente in dirottatori che, due coltelli e un taglierino alla mano, hanno improvvisamente tenuto sotto scacco parte dell'equipaggio tentando anche di entrare nell'area blindata del ponte di comando da dove, però, il comandante della nave è subito riuscito a dare l'allarme chiedendo l'intervento urgente delle forze di polizia.
Adesso, in prima battuta, sarà la Procura di Napoli a cercare di accertare cosa sia veramente successo. I 15 migranti sono stati tutti arrestati, i 22 membri dell'equipaggio e alcuni passeggeri sono tutti illesi e dovranno ricostruire i fatti. Tutto è cominciato nella tarda mattinata di ieri quando la Galata seaways, partita dalla Turchia mercoledì e diretta al porto francese di Sète, era a 90 miglia a sud del golfo di Napoli.
La richiesta di aiuto ha fatto scattare l'operazione portata a termine dagli incursori del battaglione San Marco che si sono calati a bordo con due elicotteri riuscendo in poco tempo a riprendere il controllo della nave. Alcuni dei migranti, quelli armati, sono stati subito bloccati, gli altri hanno tentato di nascondersi e sono stati poi tutti individuati a sera quando il mercantile è stato condotto a Napoli. A dare la notizia dell'operazione, mentre era impegnato al Forum della Masseria di Bruno Vespa, è stato lo stesso ministro della Difesa Crosetto.