La gaffe sessista del prof alla Scuola della magistratura: “Sono dei gran maleducati, ma ci sono almeno un paio di belle f...”
di Liana MilellaROMA - "Detto questo, ci sono almeno un paio di belle fiche". È la battuta che, all'improvviso, martedì scorso, durante le lezioni del pomeriggio, si è sovrapposta sullo schermo al volto del docente di turno alla Scuola superiore della magistratura di Scandicci. Lui, il docente - Daniele Domenicucci, assistente presso la Corte di giustizia del Lussemburgo, cioè il giudice europeo delle leggi - sul pc stava facendo lezione, ma al contempo chattava con un collega. Peccato che gli studenti - i Mot, i magistrati ordinari in tirocinio, che giusto martedì saranno ricevuti dal presidente Sergio Mattarella al Quirinale per il giuramento - hanno visto comparire il messaggio.
La reazione a fine lezione
Che, a fine lezione, è stato commentato con parole durissime da una giovane toga ovviamente infuriata, che si è rivolta direttamente al docente in questo modo: "Volevo dirle che forse prima non se n&…
ROMA - "Detto questo, ci sono almeno un paio di belle fiche". È la battuta che, all'improvviso, martedì scorso, durante le lezioni del pomeriggio, si è sovrapposta sullo schermo al volto del docente di turno alla Scuola superiore della magistratura di Scandicci. Lui, il docente - Daniele Domenicucci, assistente presso la Corte di giustizia del Lussemburgo, cioè il giudice europeo delle leggi - sul pc stava facendo lezione, ma al contempo chattava con un collega. Peccato che gli studenti - i Mot, i magistrati ordinari in tirocinio, che giusto martedì saranno ricevuti dal presidente Sergio Mattarella al Quirinale per il giuramento - hanno visto comparire il messaggio.
La reazione a fine lezione
Che, a fine lezione, è stato commentato con parole durissime da una giovane toga ovviamente infuriata, che si è rivolta direttamente al docente in questo modo: "Volevo dirle che forse prima non se n'è accorto, ma aveva lo schermo condiviso, e quindi qui abbiamo letto le mail di alto livello che vi siete scambiati e in cui ci definite maleducati, però fortunatamente c'era delle fiche e cosa pensate dei futuri magistrati che saremo noi. Io non so che magistrati saremo, però se posso permettermi voi come magistrati non avete fatto una bella figura". Il "prof" tenta una replica imbarazzatissima, come risulta dall'audio: "Sono desolato e mi reputo anche un perfetto idiota perché questa conversazione è una grandissima gaffe...sono cose dette in maniera stupida.. mi dispiace di essere caduto in questa cretinata perché io non penso queste cose .. però se andate via state facendo prevalere la forma sulla sostanza".
Le scuse farfugliate
L'insegnante insiste: "C'è stata una grandissima disattenzione da parte della classe. Per noi è estremamente difficile seguire a distanza e attirare il vostro interesse. Chiedo venia, mi dispiace, non ho questo tipo di ironia, sono francamente costernato e umiliato, non avrei dovuto dire queste cose neppure in privato, ma la cosa allucinante è che quello che ho detto sia rimasto sullo schermo...Vi assicuro che non è quello che penso, ma lasciatevi dire che avere una classe di magistrati, e io ho il massimo rispetto per la magistratura, non sono magistrato né ambisco a esserlo, ma vedere un disinteresse.. vedere la gente con il telefono cellulare, vedere il vostro disinteresse, sapere che non avete visto il materiale, è un po' disarmante e frustrante per chi sta qui, a duemila chilometri di distanza, e sta facendo uno sforzo per attirare il vostro interesse".
"Legittimo segnalare alle sedi competenti"
Dalla classe non giunge neppure un fiato, e lui continua: "Chiedo venia per la mia idiozia, sia per aver condiviso una conversazione che non avrebbe dovuto aver luogo, per aver fatto affermazioni stupide, che purtroppo si fanno nelle conversazioni e nelle intercettazioni telefoniche che voi sarete chiamati a esaminare in futuro, purtroppo avvengono. Mi scuso profondamente, mi sento a disagio e spero che questo non abbia inficiato il valore della relazione che ho fatto in cui ho cercato di impegnarvi e attirare la vostra attenzione". E ancora rivolto alla giovane magistrata: "Se lei ritiene che questa conversazione idiota che c'è stata tra di noi prevalga sulla natura dell'intervento è libera di farlo ed è assolutamente legittimo che lei lo faccia presente alle sedi competenti. Io sono profondamente dispiaciuto, mi scuso, avete il mio massimo rispetto, ma per chi sta a questa distanza è molto difficile tenere la classe. Sarei venuto volentieri a Firenze, ma non sono stato in grado di farlo. Chiedo scusa profondamente. Sono desolato".
Stop collaborazione
Dure parole di condanna arrivano anche dal Comitato direttivo della scuola, che è presieduto dall'ex presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi: "Contenuti inopportuni e offensivi, compresa un'intollerabile espressione finale di tipo sessista relative a magistrati che avevano partecipato all'attività formativa". Chi è chiamato a fare lezione ha "un'alta responsabilità" per cui "la condotta deve essere irreprensibile con un dovere di particolare attenzione e cura per il ruolo rivestito". Comportamenti come quelli avvenuti "non possono trovare giustificazione". Lattanzi e il vertice della scuola confermano che il responsabile di quanto è accaduto "non avrà più incarichi formativi, perché dai docenti si pretende un comportamento irreprensibile anche nell'impiego di un linguaggio appropriato e rispettoso delle donne e della parità di genere".