✕

Il maltempo di primavera ha portato più neve sui ghiacciai, superato l'anno nero 2022

Il ghiacciaio del Careser (dal sito della Provincia autonoma di Trento, foto di Stefano Ronchini) 
Le rilevazioni della Provincia autonoma di Trento. Sul Careser manto nevoso di 209 centimetri. Il confronto positivo con l'anno scorso non risolve però la crisi dei ghiacciai a secco
1 minuti di lettura

TRENTO - Più neve del 2022. Ma la situazione dei ghiacciai trentini resta critica. Le temperature sopra le medie stagionali e scarse precipitazioni invernali hanno infatti gravato sugli accumuli di neve. La situazione appare critica, anche se nei mesi di aprile e maggio sono state registrate le precipitazioni più significative.

Il report 2023 della campagna di misurazioni in quota diffuso dalla Provincia autonoma di Trento evidenzia come i dati di accumulo del manto nevoso siano inferiori rispetto alle stagioni precedenti. A esclusione però dell'anno scorso. Sono state le abbondanti precipitazioni e le temperatura delle ultime settimane a restituire una copertura nevosa superiore ai livelli del 2022.

La neve è visibile ancora su tutti i ghiacciai del Trentino: sul Careser, preso come punto di riferimento, sono state misurate un'altezza neve pari a 209 centimetri e una densità media di 415 chili per metro cubo, che hanno permesso di stimare un equivalente in acqua del manto nevoso pari a 865 millimetri. Questo valore è inferiore alla media della serie storica iniziata nel 1967, pari a 967 millimetri.

I dati sono stati raccolti in collaborazione tra l'ufficio Previsioni e pianificazione della Provincia autonoma di Trento, la Commissione glaciologica della Società degli alpinisti tridentini, il Muse, l'Università degli studi di Padova e il Servizio glaciologico lombardo.