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Valeria Sanzari, chi è la pm dal pugno duro che ha messo in crisi 33 coppie di mamme

La magistrata Valeria Sanzari (da "Il Mattino di Padova")

 
Dalle belve di Gorgo all’aspirante femminicida, la carriera della magistrata “conservatrice” (secondo molti suoi colleghi) che a Padova ha impugnato gli atti di nascita di figli di unioni tra omosessuali. E che questa estate potrebbe cambiare città
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Le mamme arcobaleno colpite da fuoco amico. Il procuratore che ha messo la firma nelle 33 impugnazioni degli atti di nascita dei bambini concepiti all’estero da coppie omosessuali, è in realtà una procuratrice. Sì, una donna. Si chiama Valeria Sanzari, ha 65 anni e una lunga carriera da magistrata alle spalle. Ormai da più di sette anni è Procuratore aggiunto a Padova, cioè il capo “reggente”, la magistrata che hanno messo al comando nel periodo di transizione tra il pensionamento di Matteo Stuccilli e la nomina del nuovo vertice. Secondo voci interne alla Procura pare che potrebbe andarsene proprio questa estate.

I “veneti” al governo

Ma prima di addentrarsi nei passaggi fondamentali che hanno contraddistinto la sua carriera, vale la pena di ricordare la situazione particolare che si registra in Veneto dopo la salita al potere del governo di Giorgia Meloni. Veneti sono infatti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, trevigiano, il sottosegretario alla Giustizia Andre…

Le mamme arcobaleno colpite da fuoco amico. Il procuratore che ha messo la firma nelle 33 impugnazioni degli atti di nascita dei bambini concepiti all’estero da coppie omosessuali, è in realtà una procuratrice. Sì, una donna. Si chiama Valeria Sanzari, ha 65 anni e una lunga carriera da magistrata alle spalle. Ormai da più di sette anni è Procuratore aggiunto a Padova, cioè il capo “reggente”, la magistrata che hanno messo al comando nel periodo di transizione tra il pensionamento di Matteo Stuccilli e la nomina del nuovo vertice. Secondo voci interne alla Procura pare che potrebbe andarsene proprio questa estate.

I “veneti” al governo

Ma prima di addentrarsi nei passaggi fondamentali che hanno contraddistinto la sua carriera, vale la pena di ricordare la situazione particolare che si registra in Veneto dopo la salita al potere del governo di Giorgia Meloni. Veneti sono infatti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, trevigiano, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, padovano, e anche il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, il padovano Fabio Pinelli. Quale sia l’orientamento politico di Valeria Sanzari non è facile dirlo, i colleghi la descrivono come una conservatrice. Ma di certo un po’ di fari puntati li ha in Veneto. 

La cattura dei massacratori di Treviso

La carriera, si diceva. Sanzari è la magistrata che ha risolto il caso più drammatico di cui la provincia di Treviso abbia memoria: il massacro di Gorgo al Monticano. A Treviso la magistrata aveva ricoperto l’incarico di giudice delle indagini preliminari, successivamente era passata al dibattimento, scegliendo infine, nel 2004, l’ufficio della Procura. Svariate le inchieste firmate a Treviso da Valeria Sanzari. Ma quella destinata a restare nella memoria è appunto la cattura delle “belve di Gorgo”, nel 2007, i tre responsabili del massacro dei coniugi Pellicciardi. Da pm coordinò le indagini dei carabinieri che in poche settimane riuscirono a sciogliere i nodi di un giallo all’apparenza inestricabile, risalendo all’identità delle tre “belve”.

Dura con il marito violento

È stata condotta da Valeria Sanzari anche l’inchiesta che portò alla scoperta di un tentato uxoricidio, quello di Andrea Loro nei confronti della moglie Matilde Ardia (l’uomo voleva farlo passare come un incidente stradale) e a una pesantissima condanna in primo grado a 15 anni di reclusione in primo grado (13 in Appello).

E con gli spacciatori

Sempre Sanzari ha firmato l’inchiesta sul “mefederone” che ha fatto finire in cella un gruppo di ragazzi dell’alta borghesia trevigiana ritenuti responsabili di aver introdotto nel trevigiano una nuova droga, costruita in laboratorio, sconosciuta alle tabelle ministeriali.

Nata a Milano, dopo tanti anni a Treviso nel 2015 è stata trasferita a Padova per ricoprire, appunto, il ruolo di numero due della Procura. Ora le 33 impugnazioni e tra qualche mese il possibile trasferimento.

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