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Il sindaco di Padova, la città dove si vogliono cancellare i diritti: “I figli di due mamme li ho riconosciuti pensando ai bimbi, ma adesso basta guerre. Si faccia una legge"

Sergio Giordani 
Sergio Giordani: "Ho agito secondo coscienza e seguendo un faro che dovrebbe valere per tutti: la Costituzione"
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PADOVA - Sindaco Sergio Giordani, come ha reagito quando ha saputo dell'impugnazione da parte della Procura di tutti e 33 gli atti di nascita?
"Sono sereno e convinto delle scelte fatte. Dal 2017 trascrivo gli atti di nascita delle bambine e dei bambini figli di due mamme. È un atto di responsabilità, non accetto il pensiero che ci siano bambini di serie A e bambini di serie B discriminati fin da subito nei loro fondamentali diritti".

È stato difficile in questi anni assumersi questa responsabilità?
"No, l'ho fatto con naturalezza e in piena consapevolezza, dopo aver studiato bene la questione. Ci sono momenti nei quali un sindaco è da solo con la sua coscienza e la Costituzione e deve decidere nell'interesse primario di chi ha davanti".

PADOVA - Sindaco Sergio Giordani, come ha reagito quando ha saputo dell'impugnazione da parte della Procura di tutti e 33 gli atti di nascita?
"Sono sereno e convinto delle scelte fatte. Dal 2017 trascrivo gli atti di nascita delle bambine e dei bambini figli di due mamme. È un atto di responsabilità, non accetto il pensiero che ci siano bambini di serie A e bambini di serie B discriminati fin da subito nei loro fondamentali diritti".

È stato difficile in questi anni assumersi questa responsabilità?
"No, l'ho fatto con naturalezza e in piena consapevolezza, dopo aver studiato bene la questione. Ci sono momenti nei quali un sindaco è da solo con la sua coscienza e la Costituzione e deve decidere nell'interesse primario di chi ha davanti".

Perché nonostante i regolamenti europei sul riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali in Italia c'è questa situazione ?
"C'è un vuoto legislativo gravissimo rispetto al quale il Parlamento dovrebbe legiferare ma fino ad ora non lo ha fatto, lo hanno chiesto a gran voce molti colleghi anche di parti politiche diverse. Quello che dico alle forze politiche è di mettere da parte la battaglia ideologica e pensare solo ai bambini".

Ora queste famiglie vivono un incubo, cosa vorrebbe dire a loro?
"A queste mamme auguro di certo di veder riconosciuto e confermato in via definitiva il loro percorso genitoriale, le invito ad aver fiducia nella magistratura, negli equilibri e nelle garanzie che regolano la tutela dei diritti fondamentali nel nostro Stato, così come in Europa".

Pensa che questa azione sia stata in qualche modo condizionata dalla linea del governo Meloni?
"Penso che la società sia più avanti, molto più avanti, di alcuni settori della politica. Ma questo lo capisco io civico di centrosinistra e mi pare lo capisca pure Luca Zaia, che sui diritti civili ha operato significative riflessioni e anche prodotto dei fatti. Io vado in piazza ogni anno al Pride e sono a fianco di queste persone che chiedono diritti. Troppo spesso in ambito nazionale sento ragionamenti ideologici e superati dalla realtà dei fatti, è sicuramente il momento di guardare avanti e di abbattere certe barriere".

Padova aveva ribadito che avrebbe continuato a iscrivere questi bambini e Padova ora si ritrova con 33 casi messi in discussione. Quale pensa che sarà l'evoluzione della situazione?
"Penso che sia grave che il Parlamento e il governo abbiano scaricato scelte così delicate su sindaci e tribunali, ma almeno spero che si avvii un cammino che sarà utile a fare chiarezza una volta per tutte. Sono convinto che il faro alla fine sarà proprio la Costituzione".

Ora cambierà atteggiamento o continuerà a iscriverli?
"È una situazione inedita, faremo una valutazione attenta con i nostri uffici e poi deciderò. Di certo non sono venuti meno i presupposti che 7 anni fa mi hanno indotto a iscrivere questi bambini".