Si è trattato di un “evento non prevedibile”. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Trento Enrico Borrelli, che ha archiviato l’inchiesta sul crollo del seracco della Marmolada, condividendo le ragioni di Procura e periti tecnici.
Temperature elevate, crepe e torrenti tra le cause
Secondo i consulenti della Procura (tra cui figurano Carlo Baroni dell’Università di Siena e Alberto Bellin dell’Università di Trento, supportati da altri tre docenti universitari e da un ricercatore del Cnr), “le temperature elevate registrate da metà giugno” hanno determinato uno scioglimento della neve in superficie, che insieme a crepe e alla formazione di torrenti sotto il ghiacciaio, ne hanno determinato il disgregamento.
Massi, neve e ghiaccio per 6.480 metri cubi sugli escursionisti
Poco dopo le 13,45 del 3 luglio 2022 lo slittamento della calotta sommitale ha generato il distacco di 6.480 metri cubi di materiale tra massi, neve e ghiaccio, che ha travolto alcune comitive di escursionisti, provocando la morte di undici persone