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Lo chef abruzzese rapito in Ecuador da finti poliziotti armati di mitra: i rapitori spediscono un video

SECUESTRARON A ITALIANO EN GUAYAQUIL (frame) (ansa)

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Da Sulmona all’America gli affari di Panfilo Colonico cuoco e uomo d’affari sparito da tre giorni
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Roma — Benny l’italiano, il volto sorridente sullo sfondo della bandiera tricolore, campeggia sull’esterno della porta a vetri, all’ingresso del locale una gigantografia del Colosseo illuminato. Non faceva nulla per passare inosservato a Guayaquil, Panfilo Colonico, 49 anni, chef ma soprattutto uomo d’affari arrivato in Ecuador nei giorni bui del lockdown con un milione di euro da investire nel mondo della ristorazione.

Dall’Abruzzo al Canada all’Ecuador, una vita avventurosa saltando dalla cucina all’edilizia con altalenante fortuna, un’ex moglie e due figlie lasciate a Sulmona, sulla bocca dei media sudamericani per alcune presunte relazioni con affascinanti donne dello spettacolo, il mondo che conta, dalla politica alla diplomazia, all’imprenditoria presente all’inaugurazione del suo “Il sabore mio”, il primo dei ben otto ristoranti che – secondo quando annunciato da lui stesso alla tv ecuadoriana – aveva in programma di aprire.

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Roma — Benny l’italiano, il volto sorridente sullo sfondo della bandiera tricolore, campeggia sull’esterno della porta a vetri, all’ingresso del locale una gigantografia del Colosseo illuminato. Non faceva nulla per passare inosservato a Guayaquil, Panfilo Colonico, 49 anni, chef ma soprattutto uomo d’affari arrivato in Ecuador nei giorni bui del lockdown con un milione di euro da investire nel mondo della ristorazione.

Dall’Abruzzo al Canada all’Ecuador, una vita avventurosa saltando dalla cucina all’edilizia con altalenante fortuna, un’ex moglie e due figlie lasciate a Sulmona, sulla bocca dei media sudamericani per alcune presunte relazioni con affascinanti donne dello spettacolo, il mondo che conta, dalla politica alla diplomazia, all’imprenditoria presente all’inaugurazione del suo “Il sabore mio”, il primo dei ben otto ristoranti che – secondo quando annunciato da lui stesso alla tv ecuadoriana – aveva in programma di aprire.

La pista del rapimento a scopo di estorsione

Proprio a “Il sabore mio”, quattro uomini vestiti da poliziotti, armi lunghe e mitragliette bene in vista, sono andati a prelevarlo venerdì pomeriggio. In pieno giorno, davanti ai dipendenti, il traffico sostenuto del quartiere Garzota e, soprattutto, sotto l’occhio delle telecamere del locale che hanno ripreso interamente la scena finita dopo poco su tutti i social. Un rapimento a scopo di estorsione come tantissimi ne stanno avvenendo in questi ultimi mesi in Ecuador secondo la polizia, tanto che le autorità avevano avvertito da tempo del rischio.

Il video del sequestro diffuso sui social

Panfilo Colonico, Benny, come tutti lo conoscono, non sembrava curarsene più di tanto. Di certo, i falsi poliziotti che si sono presentati venerdì sapevano esattamente dove andare e, di certo, i tre dipendenti del ristorante (in quel momento vuoto) presenti nel locale, appena hanno visto entrare i due uomini vestiti di nero con le mitragliette in pugno si sono allontanati rapidamente nella direzione opposta rispetto all’ufficio di Colonico. Che, maglietta bianca e pantaloni color mattone, le immagini mostrano pochi istanti dopo uscire, senza opporre alcuna resistenza, stretto da dietro da uno degli uomini armati a viso scoperto mentre fuori sul marciapiede altri due con il casco fanno da palo. Da allora, e sono passati tre giorni, di Colonico si è persa ogni traccia.

E quello dei rapitori agli investigatori

Un breve filmato che lo ritrae vivo e in buone condizioni di salute mentre parla con i suoi sequestratori è stato poi spedito agli investigatori. L'idea da parte dei famigliari e dipendenti del ristorante Il Sabore mio è che possa esserci una richiesta di riscatto. Sulle indagini la polizia di Guayaquil mantiene tuttavia uno stretto riserbo.

A Sulmona la sorella, l’ex moglie e due figlie

A dare l’allarme sono stati proprio i dipendenti e la notizia, confermata dalla Farnesina, è rimbalzata sabato a Sulmona, città in cui Benny Colonico ha vissuto per molti anni lavorando nel ristorante di famiglia, “La Magnolia”, molto noto negli anni Novanta e poi chiuso alla morte del padre Giovanni. In Abruzzo vivono ancora una sorella, l’ex moglie e le due figlie avute dal matrimonio di Colonico che però non sembra fosse rimasto in contatto con loro.

Dall’Abruzzo al Canada all’Ecuador

Chiuso il ristorante, fallito il matrimonio, Colonico aveva deciso di tornare in Canada, Paese dove è nato dopo che il padre, emigrato, ha conosciuto e sposato una donna del luogo. Anni dopo, però, la famiglia aveva deciso di ritornare in Abruzzo per aprire un ristorante e a Sulmona Benny è cresciuto ed è rimasto per la prima parte della sua vita. Chiuso “La Magnolia”, in Canada Colonico si era dato all’edilizia con una piccola impresa in cui lavoravano anche diversi ecuadoriani.

È così che, poco prima del lockdown, Colonico decide di recarsi a Guayaquil per un viaggio. È il 12 marzo 2020 e Colonico resta bloccato in Ecuador per cinque mesi. Proprio in quel periodo, nonostante le restrizioni della pandemia, il vulcanico imprenditore-chef si mette in società con alcune persone del luogo e apre il ristorante annunciando l’investimento di un milione di euro per nuove otto aperture. A gennaio uno strano episodio ancora davanti al suo ristorante: una sparatoria durante un tentativo di furto di un suo pick up.

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