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Il prof Enrico Galiano: “La parola condotta sa di passato, meglio l’educazione civica. Ma più che slogan facili serve investire nella scuola”

Il docente di italiano e scrittore commenta il piano di Valditara contro il bullismo
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La condotta? Meglio l’educazione civica. Le sospensioni? Dannose. I lavori socialmente utili? Non sono la panacea, bisogna investire nella scuola. Enrico Galiano commenta così il piano del ministro Giuseppe Valditara contro il bullismo.

Partiamo dal voto in condotta. Valditara vuole dargli più valore. È d’accordo?

"Prima di tutto le parole: "condotta" o "comportamento" rimanda a tutto un orizzonte che sa di passato, di scuola in bianco e nero. Ma la scuola non è fatta di soli bianchi e neri, e le sfumature dei colori sono infinite. E poi condotta etimologicamente è un concetto affine a formalità e controllo, e non credo sia questo che dobbiamo insegnare. Molto meglio forse far confluire il tutto nell'educazione civica o istituire una voce che rimandi al rispetto degli altri compagni e degli insegnanti, credo".

Secondo lei è utile bocciare chi ha comportamenti scorretti o da bullo?

“Va tenuto conto che un voto è sempre in funzione del futuro, non è un martelletto di un giudice: pe…

La condotta? Meglio l’educazione civica. Le sospensioni? Dannose. I lavori socialmente utili? Non sono la panacea, bisogna investire nella scuola. Enrico Galiano commenta così il piano del ministro Giuseppe Valditara contro il bullismo.

Partiamo dal voto in condotta. Valditara vuole dargli più valore. È d’accordo?

"Prima di tutto le parole: "condotta" o "comportamento" rimanda a tutto un orizzonte che sa di passato, di scuola in bianco e nero. Ma la scuola non è fatta di soli bianchi e neri, e le sfumature dei colori sono infinite. E poi condotta etimologicamente è un concetto affine a formalità e controllo, e non credo sia questo che dobbiamo insegnare. Molto meglio forse far confluire il tutto nell'educazione civica o istituire una voce che rimandi al rispetto degli altri compagni e degli insegnanti, credo".

Secondo lei è utile bocciare chi ha comportamenti scorretti o da bullo?

“Va tenuto conto che un voto è sempre in funzione del futuro, non è un martelletto di un giudice: per cui bisogna stare attenti all'equazione "comportamento violento" = bocciatura. Ci sono casi in cui questi provvedimenti rischiano di abbassare le probabilità di una redenzione e, quindi, fare ancora peggio. La paura della bocciatura non è mai stata un deterrente efficace: è importante investire nel prima, nella relazione, nell'educazione e nella possibilità per gli studenti di usufruire di supporto psicologico a scuola”.

Il ministro propone di modificare o abolire le sospensioni perché ci vuole più scuola e non meno, dice. Che ne pensa?

“Oh sì, le sospensioni possono essere, oltre che inutili, perfino dannose, in un paese già funestato da una dispersione scolastica imbarazzante. E visto che ci siamo diamo un taglio definitivo anche a tutte le situazioni in cui gli studenti vengono "sbattuti fuori dalla classe", pratica ancora usatissima e secondo me del tutto nociva. Per farlo però occorre investire in personale e strutture e, purtroppo, sono anni che l'Italia ha smesso di voler investire sulla scuola”.

Valditara propone di inserire “attività di cittadinanza sociale” per gli studenti “violenti o prepotenti”. Servono i lavori socialmente utili? 

“Benissimo tutto ciò che abbia funzione rieducativa, ma non si pensi che mandare il bullo a leggere un libro agli anziani o a pulire le strade sia la panacea di tutti i mali: occorre prima di tutto lavorare sulla prevenzione e quindi su tutto ciò che faccia diminuire questi episodi in origine. Solo che è un lavoro lento, faticoso e soprattutto dispendioso: e, ripeto, spendere per la scuola non ci piace. Meglio e più facile ottenere consensi attraverso slogan facili, per quanto condivisibili”.

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