Aperture sulla morale sessuale, il Vaticano ferma l’elezione del decano di teologia a Bressanone
di Iacopo ScaramuzziUna Chiesa sinodale ma non troppo. E’ quanto emerge dalla vicenda di Martin Lintner, teologo al quale la Santa Sede ha negato l’approvazione (“nihil obstat”, nulla osta) necessaria per diventare decano della facoltà teologica della diocesi di Bressanone.
Oggetto del contendere, un libro sulla morale sessuale, che però – è stato ufficialmente riconosciuto – non contesta il magistero.
La vicenda ha un prologo nel 2011, quando il religioso servita sudtirolese pubblicò in tedesco un libro poi tradotto in italiano con il titolo “La riscoperta dell’eros”. Il volume, che affrontava questioni come la contraccezione, l’omosessualità, la situazione delle coppie di divorziati risposati, i rapporti prematrimoniali, sollevò alcune obiezioni della congregazione per la Dottrina della fede. Obiezioni che, però, non si sono erano tradotte in un processo perché fu accertato che l’opera di Lintner non contraddice il magistero. Affrontava le questioni senza eludere le controversie, insomma…
Una Chiesa sinodale ma non troppo. E’ quanto emerge dalla vicenda di Martin Lintner, teologo al quale la Santa Sede ha negato l’approvazione (“nihil obstat”, nulla osta) necessaria per diventare decano della facoltà teologica della diocesi di Bressanone.
Oggetto del contendere, un libro sulla morale sessuale, che però – è stato ufficialmente riconosciuto – non contesta il magistero.
La vicenda ha un prologo nel 2011, quando il religioso servita sudtirolese pubblicò in tedesco un libro poi tradotto in italiano con il titolo “La riscoperta dell’eros”. Il volume, che affrontava questioni come la contraccezione, l’omosessualità, la situazione delle coppie di divorziati risposati, i rapporti prematrimoniali, sollevò alcune obiezioni della congregazione per la Dottrina della fede. Obiezioni che, però, non si sono erano tradotte in un processo perché fu accertato che l’opera di Lintner non contraddice il magistero. Affrontava le questioni senza eludere le controversie, insomma, ma in modo ortodosso.
Niente “nihil obstat”
I problemi sono riemersi, improvvisamente, negli ultimi giorni. A metà novembre del 2022 Lintner è stato eletto decano dello Studio teologico-accademico di Bressanone. Il vescovo di Bolzano-Bressanone, monsignor Ivo Muser, come vuole la prassi, ha inviato la notifica dell’elezione a Roma per l’approvazione vaticana. Ma il “nihil obstat” non è arrivato per mesi, senza spiegazioni. Fino a che, a giugno, al vescovo è stata comunicata la mancata approvazione a causa, ha riferito egli stesso, di “alcune pubblicazioni su questioni relative alla morale sessuale della Chiesa cattolica”. Padre Lintner, ora, non commenta la vicenda.
La decisione è stata presa dal dicastero per la Cultura e l’Educazione cattolica, guidata dal cardinale José Tolentino de Mendonca, ma dietro vi sarebbe, per prassi, il dicastero per la Dottrina della fede, presieduto dal cardinale gesuita Luis Ladaria. Una posizione assunta mentre, per volontà di papa Francesco, la Chiesa universale, vescovi e laici insieme, è convocata in un sinodo (2021-2024) che affronta, nell’assemblea di ottobre prossimo e poi nei mesi successivi, questioni controverse come il ministero per le donne, la crisi degli abusi, la morale sessuale. Con una scelta di metodo e di merito che non si rispecchia nel “niet” al teologo altoatesino.
Gli interrogativi inevasi
La vicenda solleva diversi interrogativi che restano, per ora, inevasi: perché si è atteso così tanto tempo? Perché la decisione è stata avvolta nella riservatezza e comunicata a cose fatte? E perché negare l’incarico a un docente che anni fa era stato scagionato dal sospetto di non essere in linea con il magistero?
“Dialogo obiettivo e aperto”
“Ho fatto richiesta del nihil obstat a fine novembre 2022, ma anche dopo questa decisione di Roma il dialogo obiettivo e aperto tra tutte le parti deve continuare”, commenta con Repubblica il vescovo di Bolzano-Bressanone. “Non si tratta di suscitare polemiche ampliate da titoli ad effetto, che non sono assolutamente d'aiuto”, precisa monsignor Ivo Muser: “A mio avviso è importante e indispensabile a lungo termine che le questioni dibattute vengano chiarite in modo concreto e costruttivo; ciò può avvenire”, spiega il vescovo, “solo con colloqui approfonditi, pazienti e aperti. E’ una questione che ci impegna tutti – padre Martin Lintner, il nostro Studio teologico, la nostra Diocesi e i responsabili della Chiesa universale – secondo responsabilità e ruoli diversi. Su sua esplicita richiesta e in accordo con padre Lintner”, tiene a precisare monsignor Muser, “ho rinunciato a presentare ricorso contro la decisione del Dicastero per la Cultura e l´Educazione. Confidando in questo percorso di chiarimento”, conclude, “come vescovo ringrazio padre Martin per il suo grande impegno nel nostro Studio teologico, per la sua competenza in materia di teologia morale, per il suo atteggiamento spirituale di religioso e di sacerdote e per la sua convinta volontà di mettersi in gioco nel dialogo ecclesiale e sociale, soprattutto affrontando le questioni difficili e controverse che oggi investono il suo campo, la teologia morale”. Questioni che anche il sinodo voluto dal Papa sta affrontando, con quel “dialogo ecclesiale e sociale” che il vescovo di Bressanone sembra auspicare anche per la Curia romana.