Niente più presidi a vita nella stessa scuola. Dal prossimo mese di settembre, si cominceranno a contare gli anni per la rotazione dei dirigenti scolastici suggerita alcuni mesi fa dall’Anac: l’Autorità nazionale anticorruzione.
Dopo mesi di trattative tra sindacati dei presidi e ministero, la misura è ormai definitiva. Per la prima volta, al fine di scongiurare eventuali episodi di corruzione, i capi d’istituto potranno ricevere un numero limitato di incarichi presso la stessa scuola. Da due a quattro secondo quanto hanno stabilito finora i singoli Uffici scolastici regionali. Intanto, fra meno di due mesi prende il via un nuovo anno scolastico e si prevede un gran numero di sedi vacanti con pochi presidi che dovranno gestire contemporaneamente due scuole: oltre quella dove sono titolari, anche un’altra in reggenza.
I Piani anticorruzione
Durante le scorse settimane, dopo l’invito dell’Anac a provvedere in tal senso, i singoli Uffici scolastici regionali hanno aggiornato i Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza: i Ptpct, che per la prima volta contengono un paragrafo che riguarda anche la rotazione dei dirigenti scolastici. Il grosso delle regioni ha considerato congrui tre incarichi triennali consecutivi: nove anni, che partono dal prossimo mese di settembre.
“Riconoscendo – recita il Ptpct della Sicilia – la necessità di introdurre misure di rotazione dei dirigenti scolastici, è stato previsto che la stessa, di norma, avvenga ogni nove anni, periodo temporale che si ritiene congruo per permettere al Dirigente Scolastico di espletare in modo efficace le sue funzioni”.
Si pensi a un dirigente che presta servizio presso un istituto comprensivo di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado che in meno di nove anni non vedrebbe neppure gli alunni della prima elementare accedere al diploma di terza media. Nelle Marche, in una prima fase di applicazione i dirigenti scolastici verranno ruotati ogni nove anni, ma successivamente dopo sei anni: due mandati. Ecco perché. “La protratta permanenza del dirigente nella medesima istituzione scolastica può determinare – si legge nel Piano – una sclerosi organizzativa che può non essere adeguata ad un contesto in mutamento”. Inoltre, “la permanenza prolungata in una stessa sede scolastica può astrattamente comportare l’instaurarsi e il consolidarsi di rapporti distorti con soggetti esterni (istituzionali e non) che possono a loro volta influenzare l’azione del dirigente rispetto alla corretta gestione dell’istituto in base ai criteri di efficienza, efficacia ed equità”.
Mentre in Puglia i diretti interessati avrebbero auspicato un cambio di sede dopo dodici anni. Sta di fatto che tra nove anni tutti i dirigenti scolastici attuali dovrebbero cambiare scuola.
La situazione a settembre
La novità che riguarda la rotazione dei dirigenti scolastici si innesta sulla carenza degli stessi, costretti in molti casi a sobbarcarsi la gestione di due scuole in contemporanea. Nell’anno scolastico ormai virtualmente concluso, le reggenze assegnate dagli uffici regionali sono state poco più di un migliaio. E il prossimo anno saranno destinate ad aumentare. Perché l’ultimo concorso con idonei ancora in graduatoria è quello espletato nel 2017. Gli ultimi presidi in pectore da assumere sono 165 e non è detto che accettino tutti. Ma da settembre andranno in pensione in 400 circa.
Questo significa che si libereranno altre 230/250 istituzioni scolastiche che faranno salire quelle senza un dirigente titolare ben oltre le mille e 200 unità. Si tratta, in buona sostanza di una scuola su sei, perché in tutto le istituzioni scolastiche autonome sono 8mila circa. Per portare avanti le attività scolastiche e amministrative di queste scuole, altrettanti dirigenti scolastici dovranno accollarsi la gestione di due scuole per tutto il prossimo anno. In altre parole, un terzo delle scuole circa avrà il preside in condominio. Con tutte le conseguenze legate alla gestione di più scuole, che spesso si articolano su diversi plessi.
L’allarme del sindacato
"Proprio nel momento in cui alle scuole sono affidate ingenti risorse per la gestione del Pnrr, la direttiva assunta dal ministro dell'Istruzione sposta di fatto le rotazioni dei dirigenti scolastici, previste dalla legge Severino del 2012, di ulteriori 9 anni. Infatti la rotazione che partirà da ora, consentirà l'attribuzione di tre incarichi triennali prorogando una norma già disattesa da 11 anni. In sostanza, le prime rotazioni si concretizzeranno dopo un ventennio dall'uscita della legge".
Lo afferma la Gilda degli insegnanti la quale "esprime la propria forte preoccupazione per una scelta non in linea con l’azione coordinata dello Stato in merito alla prevenzione ed al contrasto dell'illegalità in tutta la Pubblica Amministrazione".