Decreto flussi, mai così tanti posti per i lavoratori stranieri, quasi 500.000 in tre anni: tornano le badanti, porte aperte a idraulici, elettricisti, autisti
E’ stato un blitz e, di certo, non è stato un caso. Il tanto atteso decreto flussi, annunciato in quelle che poi si sono rivelate le attuali dimensioni (500.000 posti in tre anni) mesi fa dal ministro dell’Agricoltura Lollobrigida poi costretto a smentire se stesso, è stato approvato dal consiglio dei ministri giovedì sera. In sordina, senza che trapelasse che all’ordine del giorno c’era il provvedimento la cui portata è certamente senza precedenti in Italia. E non soltanto perché, per la prima volta, non è più su base annuale ma con una programmazione triennale.
Tutti i numeri del decreto
I numeri, 452.000 posti dal 2023 al 2025 più altri 40.000 subito ad integrazione del decreto approvato a gennaio per l’anno scorso, sono davvero importanti. Praticamente il doppio rispetto a quelli fin qui varati. E se è vero che le tipologie di immigrati a cui si rivolge non sono del tutto sovrapponibili rispetto a quelle delle persone che arrivano ogni giorno sui barconi o a piedi lungo la rotta b…
E’ stato un blitz e, di certo, non è stato un caso. Il tanto atteso decreto flussi, annunciato in quelle che poi si sono rivelate le attuali dimensioni (500.000 posti in tre anni) mesi fa dal ministro dell’Agricoltura Lollobrigida poi costretto a smentire se stesso, è stato approvato dal consiglio dei ministri giovedì sera. In sordina, senza che trapelasse che all’ordine del giorno c’era il provvedimento la cui portata è certamente senza precedenti in Italia. E non soltanto perché, per la prima volta, non è più su base annuale ma con una programmazione triennale.
Tutti i numeri del decreto
I numeri, 452.000 posti dal 2023 al 2025 più altri 40.000 subito ad integrazione del decreto approvato a gennaio per l’anno scorso, sono davvero importanti. Praticamente il doppio rispetto a quelli fin qui varati. E se è vero che le tipologie di immigrati a cui si rivolge non sono del tutto sovrapponibili rispetto a quelle delle persone che arrivano ogni giorno sui barconi o a piedi lungo la rotta balcanica, è anche vero che 150.000 permessi di soggiorno stagionali ma anche a tempo indeterminato riservati a lavoratori stranieri sono una cifra anche superiore a quella di chi arriva in Italia illegalmente.
Quote riservate per Tunisia, Marocco, Costa d’Avorio
Tanto più che, come era stato annunciato nei mesi scorsi più volte dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quote di questi ingressi saranno riservate ai Paesi di origine ma anche di transito che hanno stretto accordi con l’Italia per il contrasto all’immigrazione clandestina e per la riammissione di chi arriva in Italia illegalmente: dunque, su tutti, Tunisia, Marocco, Costa d’Avorio, solo per citare i Paesi con i quali nelle scorse settimane il governo italiano ha stretto accordi in questo senso.
Il silenzio del governo, parla solo Lollobrigida
Il varo a sorpresa del provvedimento, che dunque apre porte di ingressi legali in Italia, non è stato accompagnato da nessuna dichiarazione da parte dei vertici del governo. Tace Giorgia Meloni, tace Matteo Piantedosi probabilmente poco interessati a far sapere al loro elettorato che il governo di centrodestra è quello che più di ogni altro consentirà ingressi e contratti di lavoro a manodopera straniera e non più soltanto nei tradizionali settori degli stagionali: agricoltura, turismo, ristorazione. Dall’altra parte, però, il governo ha deciso di venire incontro alle pressanti richieste delle categorie produttive e del mondo imprenditoriale che avevano segnalato un fabbisogno di manodopera straniera pari a 883.000 unità. E il ministro degli esteri Antonio Tajani si affretta a precisare: “Favoriamo immigrazione legale attraverso il decreto flussi ma non vogliamo diventare il punto di raccolta di tutti coloro che vogliono andare via dall'Africa per andare da altre parti".
“L’Italia torna a programmare per dare risposte al mondo delle imprese che chiede manodopera, soprattutto nel comparto dell'agricoltura, e, allo stesso tempo, per fronteggiare l'odioso fenomeno della tratta di esseri umani da parte di scafisti senza scrupoli che in questo modo concedono braccia ai caporali che sfruttano chi arriva in Italia”, dice Lollobrigida. Mentre la Santanchè sottolinea le 40.000 unità aggiuntive per il turismo.
Subito 40.000 stagionali per il 2023
In realtà, i 40.000 nuovi lavoratori stagionali che le aziende potranno immediatamente chiamare per far fronte alla carenza di risorse non sono solo per il comparto turistico-alberghiero ma anche per l’agricoltura e serviranno a dare risposta, almeno in parte, alle 240.000 istanze avanzate con il click day dei mesi scorsi e rimaste senza risposta.
Le nuove categorie interessate
Idraulici, elettricisti, autisti di autobus, operatori sociosanitari e delle telecomunicazioni, ma soprattutto le badanti e gli assistenti familiari più in genere. Il nuovo decreto flussi, più o meno nella misura di 150.000 unità all’anno, apre a nuove categorie di lavoratori raccogliendo così le istanze che nei mesi scorsi erano state sottoposte al governo.
Lavoratori stagionali ma anche a tempo indeterminato. Si confermano infatti per il lavoro autonomo e subordinato non stagionale i settori dell'autotrasporto merci per conto terzi, dell'edilizia, turistico-alberghiero, della meccanica, delle telecomunicazioni, dell'alimentare, della cantieristica navale.
Si attendono le norme attuative
Fatto il decreto, per una rapida “messa a terra” si attendono adesso le norme attuative. Bisognerà ad esempio capire quali saranno le quote riservate ai Paesi che hanno stretto accordi con l’Italia e quali saranno le procedure per far arrivare da lì i lavoratori interessati che dovrebbero essere formati in loco. Il decreto stabilisce che dovranno essere le organizzazioni datoriali a curare tutto l’iter, dalla chiamata all’ingresso fino al contratto di lavoro.