Il Viminale è stato condannato a risarcire 100 euro al giorno (18.200 in tutto) a un ex militare pachistano che era stato rimandato in Slovenia e poi in Bosnia dalla polizia di frontiera di Trieste, che si occupa della cosiddetta rotta balcanica. L’uomo, infatti, aveva “lasciato il Paese d’origine nel 2018 dopo essere rimasto ferito in un attacco del gruppo terroristico Tehrik-i-Taliban Pakistan, temendo ritorsioni sia da parte degli estremisti sia da parte dell’esercito, di cui era membro”.
L’ordinanza, della giudice Damiana Colla, ha dunque riconosciuto le ragioni dell’ex militare, che aveva tentato di entrare a Trieste il 17 ottobre 2020. Alla frontiera era stato fermato e da qui rimandato in Slovenia. Il 17 aprile 2021 era riuscito però attraverso la stessa rotta ad arrivare fino a Brescia, dove aveva ottenuto lo status di rifugiato. E poi, con l’aiuto degli avvocati dell’Asgi, aveva chiesto il risarcimento dei danni al Viminale.
Le motivazioni della richiesta stavano nel fatto che il cittadino pachistano era stato “respinto in Slovenia nonostante avesse manifestato la volontà di domandare protezione internazionale”: la giudice Colla ha quindi condannato il Viminale a risarcire l’ex militare pachistano.