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Riscaldamento globale, il cardinale Czerny: “No al negazionismo, cambiamo tutti stile di vita per evitare la strage”

Il prefetto del dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale critica la tendenza a pensare che i cambiamenti climatici siano un problema degli altri. E sui giovani attivisti dice: “Protestano contro la paralisi politica incapace di prendere in mano il problema”
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“Ciascuno deve riconoscere che non può continuare a vivere come ha vissuto finora se vogliamo evitare questa strage”. Così il cardinale Michael Czerny, prefetto del dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, commenta gli ultimi dati sul riscaldamento globale. Per il porporato gesuita, che legge anche le iniziative dei giovani attivisti ambientali come una protesta contro “la paralisi politica che non è capace di prendere in mano il problema”, bisogna rifiutare il “negazionismo” che consiste nel pensare che il cambiamento climatico sia un problema degli altri.

Nella Laudato si’ Francesco scriveva che “l’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano”: nel 2015 Francesco ha scritto un’enciclica profetica?

“Purtroppo non era profetica ma rilevante e attuale: ciò che c’è scritto era vero allora, oggi è…

“Ciascuno deve riconoscere che non può continuare a vivere come ha vissuto finora se vogliamo evitare questa strage”. Così il cardinale Michael Czerny, prefetto del dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, commenta gli ultimi dati sul riscaldamento globale. Per il porporato gesuita, che legge anche le iniziative dei giovani attivisti ambientali come una protesta contro “la paralisi politica che non è capace di prendere in mano il problema”, bisogna rifiutare il “negazionismo” che consiste nel pensare che il cambiamento climatico sia un problema degli altri.

Nella Laudato si’ Francesco scriveva che “l’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano”: nel 2015 Francesco ha scritto un’enciclica profetica?

“Purtroppo non era profetica ma rilevante e attuale: ciò che c’è scritto era vero allora, oggi è molto peggio e più evidente, ma non era profetica: era precisa, era veritiera. E il tema centrale, che il Santo Padre ha ripetuto mille volte, è che il problema e la soluzione cominciano con me”.

Cosa dovrebbe fare l’umanità, secondo il Papa?

“Spero che questo nuovo rapporto di Nature ci aiuti ad abbandonare la parola “umanità” e passare a parlare dei singoli: bisogna ridurre l’astrazione e questo triste e allarmante rapporto ci aiuta a vedere che questo è un problema reale, non è un’idea, ci tocca da vicino, non riguarda solo altri che sono lontani. Questa è l’unica possibilità di un cambiamento. Bisogna lasciare il negazionismo e affrontare la triste realtà, e ciascuno deve riconoscere che non può continuare a vivere come ha vissuto finora se vogliamo evitare questa strage. Il rapporto porta il messaggio della Laudato si’ a casa: a casa mia, a casa tua. Bisogna smettere di parlare degli altri e riconoscere che questo è il mio problema, il problema dei nostri figli e dei nostri nipoti”.

La Laudato si’ è stata recepita dai cattolici nel mondo?

“E’ recepita, dai cattolici e dai non cattolici. Certo, dipende dal paese, dal luogo. Ma si

può fare la stessa domanda sul Vangelo: è recepito?”.

A essere colpiti dai cambiamenti climatici, come sottolinea il Papa, sono tutti, ma in particolare i più deboli: gli anziani, i poveri, i migranti. Come tutelarli?

“Se le persone, le società, i governi non accettano il problema come proprio è inutile parlare dei deboli, diventa triste retorica. Se noi non siamo disposti a cambiare, non c’è nessuna possibilità di aiutare gli altri. Forse in passato abbiamo avuto maggiore prosperità e abbiamo potuto pagare con una certa generosità il terzo mondo mentre noi potevamo continuare a incrementare il nostro stile di vita. Questo oggi non è più possibile. Questa è la cosa più difficile da accettare: è più facile dirmi che mi devo prendere cura di un povero che sta morendo nel caldo della sua abitazione che contribuire ai cambiamenti importanti che tutti, tutti, dobbiamo fare”.

Il Papa parla di migranti climatici, i politici spesso parlando di migranti economici… 

“I migranti economici sono una bugia, una falsità, un’ideologia e i giornalisti contribuiscono al problema ripetendo questa espressione demagogica. Il fantasma del migrante economico è molto utile per la retorica. Ciascuno di noi si metterebbe in movimento se non potesse sostenere la sua famiglia. Io chiedo: se tu ti rendi conto che non c’è acqua potabile per i tuoi bambini, quanto tempo aspetti prima di migrare? Un giorno?”

Cosa pensa delle proteste per il clima messe in scena dai ragazzi, con provocazioni come il lancio della vernice sui quadri? 

“Mi fa pena che la società non dia loro occasioni più costruttive. Questo è il punto. Questi atti sono una protesta sul clima ma soprattutto sulla paralisi politica che non è capace di prendere in mano il problema”.

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