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“Basta pubblicità per i cibi spazzatura”. L’appello dei pediatri al governo per vietarla su tv e social

Intervista ad Annamaria Staiano, Società italiana di pediatria: “Da quel che i nostri figli mangiano oggi dipende la loro salute per il resto della vita. Eppure l’obesità in Italia continua a diffondersi”
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Ieri la tv, oggi i social. La pubblicità per merendine e bevande zuccherate continua a circuire i bambini. La differenza più evidente, rispetto al passato, è che nel frattempo i piccoli consumatori hanno guadagnato più peso.

“L’Italia ormai è al quarto posto in Europa per tasso di obesità” dice preoccupata Annamaria Staiano, presidentessa della Società italiana di pediatria (Sip), professoressa all’università Federico II di Napoli, specializzata proprio in gastroenterologia e problemi della nutrizione. La Sip ha deciso di aderire alla campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per chiedere ai governi di limitare le pubblicità dei cibi malsani.

Annamaria Staiano

 

Cosa chiedete al governo?

“Il ministro della Salute Schillaci ha promesso di impegnarsi per la prevenzione. E mangiare bene fin dalla nascita, anzi anche in gravidanza, è una delle misure più importanti per evitare le …

Ieri la tv, oggi i social. La pubblicità per merendine e bevande zuccherate continua a circuire i bambini. La differenza più evidente, rispetto al passato, è che nel frattempo i piccoli consumatori hanno guadagnato più peso.

“L’Italia ormai è al quarto posto in Europa per tasso di obesità” dice preoccupata Annamaria Staiano, presidentessa della Società italiana di pediatria (Sip), professoressa all’università Federico II di Napoli, specializzata proprio in gastroenterologia e problemi della nutrizione. La Sip ha deciso di aderire alla campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per chiedere ai governi di limitare le pubblicità dei cibi malsani.

Annamaria Staiano

 

Cosa chiedete al governo?

“Il ministro della Salute Schillaci ha promesso di impegnarsi per la prevenzione. E mangiare bene fin dalla nascita, anzi anche in gravidanza, è una delle misure più importanti per evitare le malattie croniche durante tutta la vita futura. Un’alimentazione sana da bambini previene fra l’altro obesità, malattie cardiovascolari, malattie gastrointestinali, diabete e cancro. Non riusciremo a sostenere un buon sistema sanitario, in grado di curare tutti, se non cerchiamo di prevenire queste malattie”.

In che modo?

“E’ sempre più chiaro dalle ricerche che il microbioma è un punto di snodo importante per la salute di tutto l’organismo. I batteri che popolano l’intestino sono un vero e proprio organo nell’organo. Si tratta di miliardi di microrganismi, addirittura superiori per numero alle nostre cellule, con un effetto importante sul sistema immunitario. In particolare sono legati all’infiammazione dei nostri tessuti, una condizione che può passare inosservata, ma influenza la salute dell’intero organismo”.

Far mangiare bene i bambini vuol dire quindi aver cura del microbioma?

“La sua composizione si definisce soprattutto nei primi tre anni di vita, poi resta più o meno stabile, anche se può essere modellata con gli stili di vita. Esistono cibi che favoriscono i batteri buoni, quelli utili alla salute. E cibi che invece fanno proliferare i batteri che causano le infiammazioni e, a lungo andare, anche malattie come il cancro”.

Come si aiutano i batteri buoni?

“Non tutto è ancora chiaro, ma le ricerche hanno dimostrato che cibi come legumi, frutta, verdura, olio d’oliva hanno un effetto antinfiammatorio. Ancora oggi alle mie figlie, che sono grandi, preparo personalmente i barattoli con fagioli e altri legumi cucinati in casa”.

Le merendine invece?

“Come molti prodotti industriali contengono grassi trans saturi, che causano infiammazione così come gli addensanti e gli emulsionanti spesso aggiunti agli ingredienti. Non è possibile che alla tv mostrino un simpatico puffetto che salta fuori dalla merendina. E’ chiaro che poi il bambino vorrà farselo comprare”.

Questi prodotti non possono nemmeno essere vietati.

“Mi rendo conto, anche perché dietro ci sono industrie importanti, ma si potrebbe limitare la pubblicità nei programmi per bambini. Perché poi in molti luoghi pubblici, perfino nel mio ospedale, esistono distributori di cibi malsani e bevande zuccherate, ma non di frutta fresca?”

Il governo potrebbe rispondere che spetta alle famiglie far mangiare bene i propri figli.

“Spesso sono proprio le famiglie a non riconoscere il problema. Nel suggerire dieta o attività fisica a un bambino sovrappeso sto sempre attenta a misurare le parole. A volte infatti i genitori reagiscono come se li avessi offesi personalmente. Un tempo c’erano i medici scolastici che davano ai ragazzi le prime nozioni di educazione alla salute. Oggi questa figura è scomparsa e dai social arrivano messaggi a volte assai peggiori della pubblicità in tv”.

Si parla spesso di aspartame. Presto questo dolcificante potrebbe essere classificato fra i possibili cancerogeni. E’ presente in molti prodotti consumati dai bambini.

"Sull’aspetto della cancerogenicità non c’è chiarezza, ma l’aspartame è una di quelle sostanze che favoriscono i microrganismi con azione infiammatoria. Meglio allora lo zucchero. Purché sia poco”.

In questi giorni negli Stati Uniti l’Fda è stata chiamata ad analizzare una bevanda energetica che contiene 200 milligrammi di caffeina, l’equivalente di tre espressi. Il prodotto è pubblicizzato da influencer amati dai bambini.

“Bisognerebbe stare attenti ai social frequentati dai bambini. Non sono un ciuccio per far stare buoni i figli. Uno degli aspetti della dieta mediterranea è proprio la convivialità. Anche il mangiare insieme senza telefoni fa parte di uno stile di vita sano e del piacere del buon cibo”.

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