“La scuola superiore ha bisogno insegnanti di sostegno”: l’accesso ai corsi universitari diventa più selettivo di Medicina, ma c’è il boom di domande
di Salvo IntravaiaCorsa per diventare professore di sostegno alle superiori. E l’accesso diventa più selettivo di quello per Medicina. I numeri parlano chiaro e raccontano di una nuova frontiera lavorativa per i giovani che cercano una sistemazione stabile senza dovere necessariamente sobbarcarsi anni e anni di precariato. Giovani disposti anche ad affrontare sacrifici economici non indifferenti ma che aprono le porte ad una carriera scolastica rapida. Anche alla luce delle ultime novità introdotte dal governo Draghi con la riforma del reclutamento e della formazione iniziale.
In questi giorni si stanno svolgendo le prove per il cosiddetto Tfa di sostegno: il tirocinio formativo attivo, che rilascia il titolo di specializzazione su sostegno. Ed è boom di domande per il secondo grado. L’accesso è a numero chiuso e dipende da quanti posti sono stati messi in palio da ogni università per i diversi gradi d’istruzione: infanzia, primaria, I grado e II grado. Dal 4 al 7 luglio scorsi, nelle università che ha…
Corsa per diventare professore di sostegno alle superiori. E l’accesso diventa più selettivo di quello per Medicina. I numeri parlano chiaro e raccontano di una nuova frontiera lavorativa per i giovani che cercano una sistemazione stabile senza dovere necessariamente sobbarcarsi anni e anni di precariato. Giovani disposti anche ad affrontare sacrifici economici non indifferenti ma che aprono le porte ad una carriera scolastica rapida. Anche alla luce delle ultime novità introdotte dal governo Draghi con la riforma del reclutamento e della formazione iniziale.
In questi giorni si stanno svolgendo le prove per il cosiddetto Tfa di sostegno: il tirocinio formativo attivo, che rilascia il titolo di specializzazione su sostegno. Ed è boom di domande per il secondo grado. L’accesso è a numero chiuso e dipende da quanti posti sono stati messi in palio da ogni università per i diversi gradi d’istruzione: infanzia, primaria, I grado e II grado. Dal 4 al 7 luglio scorsi, nelle università che hanno ricevuto un numero di candidature superiore al doppio dei posti messi a concorso, si sono svolti i test preselettivi di accesso alla prova scritta e al successivo orale. Nei prossimi giorni, coloro che hanno superato con successo il quizzone saranno chiamati a sostenere le altre due prove.
I numeri del Tfa 2023
In totale, saranno 28.986 i posti messi a disposizione dalle diverse università italiane per rilasciare altrettante specializzazioni su sostegno. E se in alcune università, per l’infanzia, la primaria e la scuola media il numero di domande è stato contenuto e non c’è stato bisogno di passare dalla batteria di domande a risposta multipla, quasi sempre per coloro che vogliono affiancare gli alunni disabili dei licei, degli istituti tecnici e dei professionali il primo ostacolo è stato il test di 60 domande. Perché i candidati abbondavano.
All’università di Ferrara, al secondo grado, le domande inviate sono state 226 per 65 posti: uno ogni 3,5 candidati. La selezione si fa più impegnativa alla Bicocca di Milano dove, sempre per il secondo grado, sono state presentate 799 domande. I posti a disposizione sono 150 e a farcela sarà un candidato su cinque. Alla statale di Bari, i quasi 2mila aspiranti prof di sostegno (1.953, per l’esattezza) al superiore dovranno contendersi 300 posti: uno ogni 6,5 candidati. E a Palermo, che di posti ne offre 400, si sono candidati addirittura in 3.628. Nel capoluogo siciliano, a fine selezione ogni vincitore avrà avuto la meglio su altri 9 aspiranti. Mentre a Sassari le specializzazioni messe a disposizione sono appena 60 e all’indirizzo dell’ateneo si sono presentati in 571: un numero di candidati pari a quasi dieci volte i posti. Lo scorso anno, per l’accesso a Medicina hanno presentato domanda in 65.378. I posti sono stati 14.740 posti: uno ogni 4,4 candidati. In molti atenei quindi, e non solo per la scuola superiore, la selezione sarà più drastica di quella per l’accesso alla facoltà di Medicina. Da anni la bestia nera di chi vuole indossare il camice bianco. Alla Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara anche per la scuola media la lotta si fa dura: 279 aspiranti prof per 84 posti. Mentre all’università Mediterranea di Reggio Calabria non sarà semplice acciuffare la specializzazione anche alla primaria dove sono state presentate 202 domande per 88 posti.
I motivi della corsa
Durante gli ultimi anni, la presenza a scuola degli alunni disabili è cresciuta in maniera considerevole. E il fabbisogno di docenti specializzati è aumentato in maniera drammatica. Al punto che le università non sono riuscite a tenere il passo con la richiesta di figure specializzate da parte delle singole istituzioni scolastiche. Nel 2012/2013, le classi italiane accoglievano al loro interno poco più di 205mila alunni H con 101mila docenti di sostegno al seguito. Nell’anno scolastico 2022/2023, quello che verrà archiviato con gli esami di riparazione di settembre, il ministero dell’Istruzione ha censito poco più di 290mila alunni H che hanno visto impegnati oltre 220mila docenti di sostegno. Di questi 103mila sono stati posti in deroga all’organico stabile. In altre parole, supplenti. Spesso senza titolo di specializzazione. In un decennio gli alunni diversamente abili sono cresciuti del 41% mentre i docenti di sostegno sono più che raddoppiati. Un fabbisogno che le università non sono riuscite a soddisfare al punto che oggi circa un terzo del totale dei docenti in servizio, di ruolo e supplenti, lavora come detto senza titolo di specializzazione. Ecco perché acquisire la specializzazione di sostegno diventa importante. Il titolo, che si acquisisce con un corso di circa otto mesi e che costa attorno a 3mila e 200 euro, considerata la richiesta delle scuole, apre le porte rapidamente alla supplenza per l’intero anno scolastico e successivamente al ruolo. Negli anni scorsi, per correre ai ripari, è stata apportata una deroga alle norme sul reclutamento. Ma solo per i docenti di sostegno che possono essere assunti anche dalle prime fasce delle Gps: le liste provinciali dei supplenti. Il boom di richieste per la scuola superiore è da attribuire a tre fattori: la percezione, probabilmente infondata, che nel secondo grado il lavoro del docente di sostegno sia meno impegnativo, per via delle 18 ore di lavoro settimanale, per gli stipendi più alti e per il maggior numero di caselle libere da riempire.