Cronaca

Governo ostaggio dei tassisti: “Così l’Expo 2030 è a rischio”

25/06/2019 Roma. Sciopero dei trasporti: lunghe file di passeggeri in attesa dei taxi in Piazza dei Cinquecento davanti alla stazione Termini.
25/06/2019 Roma. Sciopero dei trasporti: lunghe file di passeggeri in attesa dei taxi in Piazza dei Cinquecento davanti alla stazione Termini. 
Clamore all’estero per le lunghe file di passeggeri in attesa. La maglia nera a Roma. La situazione nelle città italiane
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ROMA – Di giorno in giorno, si affievoliscono, quasi si azzerano, le possibilità di portare a Roma l’edizione 2030 dell’Expo Universale, con i suoi straordinari padiglioni a rappresentare i progetti e le conquiste di 150 Nazioni al Mondo. C’è un numero che può condannare l’Italia e Roma alla sconfitta nella corsa alla manifestazione, a tutto vantaggio di Riyad (in Arabia Saudita) ormai favoritissima.

La nostra Capitale dovrebbe gestire una media di 165 mila visitatori al giorno (e punte di 275 mila) con appena 7.774 tassisti in circolazione. Tassisti che dovrebbero anche trasportare - nei sei mesi dell’Expo 2030, tra aprile e ottobre - i residenti e i turisti ordinari, richiamati da una delle più spettacolari città del Pianeta.

A settembre 2021 quando Mario Draghi candidò Roma a ospitare l’evento, sarebbe servito un patto di unità nazionale per liberare la Capitale dalla sua più grave criticità: la scandalosa penuria di auto bianche, soprattutto tra giugno e settembre (in estate), e a Natale. C’erano 28,2 miliardi di buoni motivi per farlo. A tanto ammontano gli euro che si riverserebbero sulla città nel caso l’Expo 2030 ci venisse assegnato, con la sua dote di oltre 300 mila nuovi posti di lavoro.

Invece Lega e Fratelli d’Italia si schierarono con i tassisti quando - un anno fa, il 13 luglio - in decine misero a ferro e fuoco il centro di Roma per frenare la ragionevole liberalizzazione del trasporto taxi che il premier Draghi aveva scritto. I tassisti la spuntarono e l’articolo della liberalizzazione fu stralciato, cioè cancellato dalla legge sulla Concorrenza. Ma le implicazioni di quella retromarcia - con la Capitale che guardava già al Giubileo del 2025 e all’Expo del 2030 - furono sottovalutate.

Ora quella decisione volteggia nell’aria come un boomerang che minaccia di investire e danneggiare il governo Meloni. Se davvero Roma perderà l’Expo 2030, sarà la premier a metterci la faccia. E intanto fanno il giro del mondo le immagini di Termini, di Fiumicino, di Milano Centrale, con i turisti increduli per le infinite attese di un taxi, spesso con 40 gradi di temperatura. Non è una buona pubblicità per i governi che si sono susseguiti nel Paese. Incluso l’ultimo.

La situazione - osservano i tecnici - si è fatta insostenibile, come certifica un indicatore inequivocabile. Oggi il tempo di attesa di un taxi sta avvicinando pericolosamente la durata di un viaggio in alta velocità tra Napoli o Firenze e Roma, come tra Bologna e Milano.

In queste ore Matteo Salvini ci sta mettendo la faccia e promette soluzioni concrete e convincenti. Uno sforzo ammirevole, se solo il ministro dei Trasporti lo avesse prodotto a gennaio prevedendo il disastro estivo. Invece la convocazione dei sindacati dei tassisti cadrà solo il 19 luglio e quella degli Ncc, il 20 luglio, quando i buoi sono già scappati e l’estate è ormai compromessa. Colpisce poi la baldanza dei sindacati, certi di giocare su un terreno amico l’incontro di mercoledì 19. Uritaxi - ad esempio - plaude alla convocazione e chiede almeno tre cose: lotta agli abusivi, ai presunti abusi delle multinazionali (leggi Uber) e maggiori fondi di supporto alle categoria. Tutte richieste ragionevoli. Ma di dare qualcosa in cambio i tassisti non parlano mai. Il problema è che i tassisti potrebbero spuntarla un’altra volta se davvero il governo dovesse ricoprirli d’oro pur di strappare un qualche miglioramento del servizio.

Corretto è l’approccio di Adolfo Urso. Lui, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha capito che la madre di tutte le questioni è rafforzare la legge Bersani del lontano 2006. Con tutti i suoi meriti, quella legge ha un limite. Assegna ai sindaci delle armi caricate a salve. In Italia decine di sindaci - di ogni segno politico - stanno provando una soluzione credibile: la doppia guida. Il tassista chiude il suo turno e consegna la vettura a un secondo autista, prolungando il turno. Le corse aumentano; i turisti imprecano meno; l’autista supplente lavora; il tassista titolare della licenza incassa un compenso per il prestito del permesso di circolare. Una bella idea, che sta naufragando perché i tassisti titolari non stanno aderendo alla soluzione, a Milano e neanche a Roma. La legge Bersani li lascia liberi di aderire. Una nuova legge farebbe bene a fissare qualche obbligo in capo ai tassisti, quantomeno nei mesi della vergogna nazionale, quantomeno a luglio e agosto.

Le città

ROMA

Attese lunghissime, code chilometriche e disagi con le prenotazioni. A Roma il problema taxi è tra i più urgenti da risolvere. Le licenze attive in Comune sono 7.672, ovvero una ogni 350 abitanti circa. Decisamente troppo poche in relazione anche alla quantità di turisti che ogni giorno girano in città. Per aumentare l’offerta, l’Amministrazione ha approvato il progetto delle seconde guide, al via da poche settimane: i tassisti che finiscono il proprio turno possono continuare a far circolare la propria vettura con un altro guidatore (anche un familiare) per massimo altre 7 ore. In questo modo al Campidoglio sperano di avere circa 1.000 licenze in più, che però potrebbero non bastare a soddisfare la domanda. Una prima stima sulle adesioni delle auto bianche al servizio delle seconde guide si farà a fine luglio. (di Riccardo Caponnetti)

MILANO

I taxi a Milano sono 4.855 (5.404 se si considera tutto il bacino aeroportuale). Il servizio è molto carente rispetto alla domanda di auto bianche in città. È stato calcolato che la percentuale di chiamate inevase tocca punte del 30 per cento nelle serate dei weekend. Il Comune ha provato prima a riaprire il bando per le seconde guide da parte dei familiari (previsto dalla vecchia legge Bersani) e a riorganizzare i turni, ma senza successo. Ora, con una delibera di giunta approvata qualche giorno fa, Palazzo Marino ha chiesto alla Regione di autorizzare 1.000 nuove richieste. (di Federica Venni)

NAPOLI

A Napoli sono 2.370 i taxi in servizio sul territorio cittadino ma sulle auto legali incide una buona percentuale di abusivi. È lotta quotidiana tra i conducenti delle auto bianche per accaparrarsi la clientela negli snodi più trafficati: porto, aeroporto, stazione. Il Comune sta pianificando un programma per la regolamentazione degli accessi piuttosto disordinato dei clienti a bordo dei taxi, spesso sottoposti a file doppie, triple e non ad un’unica coda. La polizia turistica da qualche settimana vigila i posteggi più affollati. (di Tiziana Cozzi)

TORINO

In rapporto alla popolazione torinese attualmente ci sono circa 270 licenze in più del fabbisogno "statistico". Ma anche se sembrano tanti, ci sono situazioni come grandi eventi e in orari di punta in cui magari la gente fa la coda perché c'è un picco di domanda. Ma non siamo Roma, Firenze, Milano o Napoli. Torino al momento è "un'isola felice" rispetto alle altre metropoli. Tra le cose da fare, però, si potrebbero organizzare meglio orari e turni. Perché su 5 turni ogni tassista sceglie quello che preferisce e magari altri restano più scoperti. C'è tanto da lavorare su spazi, parcheggi e simili. Ci sono addirittura casi di locali che chiedono di fare dehors sui loro posti auto, mentre bisognerebbe ampliarli. Un esempio? Porta Susa, dove sono 3 o 4 gli spazi, più quello sotterraneo, ma organizzati male, poco efficienti e alcuni difficili da raggiungere dai clienti (per esempio, quello sotterraneo non lo usa praticamente nessuno e le stesse auto non ci vanno perché è basso e toccano con le antenne). Servirebbe maggiore efficienza. Meglio un'area unica, facile da individuare. In futuro - sostengono i tassisti - anche se Torino diventasse davvero più turistica, con 270 licenze in più bisognerebbe riorganizzare i turni, invece che concederne altre, altrimenti si ucciderebbe il settore. (di Massimiliano Sciullo)

GENOVA

A Genova sono registrate 869 licenze dei taxi; 1.300 quelle concesse in tutta la Liguria. Le richieste per il servizio, soprattutto da parte dei turisti, sono in sostanziale aumento. Tra gli orari più critici, il servizio serale per e dall’aeroporto Cristoforo Colombo. E quello in Corso Italia, zona calda della movida genovese, nel fine settimana. (di Valentina Evelli)

PALERMO

A Palermo i 400 taxi si dividono fra due cooperative, la storica “Trinacria” e la più recente “Autoradio Taxi”: a queste si aggiungono ben 900 autisti del servizio Ncc di noleggio con conducente. In città è sbarcata anche Uber, nel 2022 con il servizio "Nero" che riguardava gli Ncc e da metà marzo di quest'anno, dopo Roma, Milano e Napoli anche con i taxi gialli grazie ad un accordo proprio con Trinacria. I 400 tassisti la scorsa estate aderirono compatti allo sciopero contro la liberalizzazione dei servizi. “Dobbiamo già difenderci da oltre cento abusivi – denunciava Davide Rosato della Trinacria – un’ulteriore liberalizzazione avrebbe conseguenze sulla qualità del servizio e sulla sicurezza dei clienti”. Nel capoluogo siciliano, comunque, non si registrano tempi di attesa proibitivi. I problemi riguardano soprattutto il numero di abusivi e un uso "disinvolto" dei tassametri da parte di alcuni tassisti che in parte è stato risolto soprattutto per le corse da e per l'aeroporto, il più lontano dal centro città fra quelli italiani dopo Fiumicino. Lì sono in vigore tariffe fisse e c'è la possibilità di usufruire del servizio taxi sharing, la vettura condivisa. C'è poi il tema delle "Ape calesse" che in realtà dovrebbero effettuare corse turistiche all'interno del centro storico ma che a volte si avventurano in veri servizi di taxi. (di Gioacchino Amato)

BARI

Il Comune di Bari e le cooperative dei tassisti hanno raggiunto un accordo: entro l’estate prossima saranno messe a concorso 20 nuove licenze. L’accordo siglato in un incontro a Palazzo di Città convocato per discutere della carenza di taxi in città nelle ore notturne. Il problema si verifica soprattutto in aeroporto quando dopo mezzanotte arrivano voli dall’estero. In città i tassisti sono 130, per tutta la stagione estiva con i turni raddoppiati l’amministrazione comunale sta tentando di tamponare il problema della carenza di vetture in attesa delle nuove licenze.

FIRENZE

Trovare un taxi a Firenze non è facile. Soprattutto alla stazione di Santa Maria Novella, approdo più importante della città per chi arriva in treno, in questi giorni bisogna mettersi l’animo in pace e mettersi in coda. Nel capoluogo toscano le licenze ordinarie sono 754, di cui 70 esclusivamente per veicoli elettrici. Palazzo Vecchio è corso ai ripari puntando al raddoppio di quelle temporanee, passando da 30 a 60, che andranno a rimpinguare la flotta di “auto bianche” in particolar modo tra stazione e aeroporto di Peretola. “Ho dato mandato”, spiegava il sindaco Dario Nardella pochi giorni fa, “all’assessore alle Attività produttive Giovanni Bettarini di aprire subito un tavolo di confronto con tutte le sigle sindacali e le cooperative di tassisti per potenziare il servizio”. (di Alessandro Di Maria)

BOLOGNA

Sono 720 le licenze taxi a Bologna, l’amministrazione comunale è pronta per metterne a bando una ventina “ma ne servirà almeno un’altra quarantina”. Sono decine le segnalazioni di persone che hanno faticato a trovare un mezzo per raggiungere l’aeroporto Marconi, o addirittura hanno perso il volo per l’impossibilità di prenotare in anticipo e la mancata disponibilità di un taxi. Lunghe file di clienti in attesa si riscontrano tanto allo scalo cittadino che in stazione. Negli ultimi due mesi, confermano le due cooperative presenti in città, Cotabo e Cat, le richieste di un’auto bianca sono aumentate di almeno un 30%. (di Micol Lavinia Lundari Perini)

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