Il caldo inizia a pesare sui pronto soccorso: “Accessi aumentati del 20%”
di Michele BocciSoprattutto anziani ma anche persone giovani che hanno avuto colpi di calore, in certi casi turisti fiaccati dalle temperature delle città d’arte. Nei pronto soccorso iniziano ad arrivare persone vittime dell’ondata di afa, che provocano un aumento degli accessi di circa il 20%. Come spiegano i medici, non sono tanto i picchi, pure pericolosi, ad aumentare l’afflusso delle persone ai servizi di emergenza, quanto l’accumulo e cioè il succedersi di più giornate calde. E siccome Caronte è stato preceduto da Cerbero, ormai è da tempo che le temperature sono superiori alla media.
Aumenta la domanda nel periodo delle ferie del personale
Fabio De Iaco guida la Simeu, la società scientifica della medicina di urgenza, ed è primario dell’ospedale Maria Vittoria di Torino. Racconta che la pressione delle persone con problemi legati all’afa sta aumentando un po’ in tutta Italia, anche se è al Centro-Sud che la situazione è più critica. “Arrivano soprattutto fragili, con più patologie o anziani al…
Soprattutto anziani ma anche persone giovani che hanno avuto colpi di calore, in certi casi turisti fiaccati dalle temperature delle città d’arte. Nei pronto soccorso iniziano ad arrivare persone vittime dell’ondata di afa, che provocano un aumento degli accessi di circa il 20%. Come spiegano i medici, non sono tanto i picchi, pure pericolosi, ad aumentare l’afflusso delle persone ai servizi di emergenza, quanto l’accumulo e cioè il succedersi di più giornate calde. E siccome Caronte è stato preceduto da Cerbero, ormai è da tempo che le temperature sono superiori alla media.
Aumenta la domanda nel periodo delle ferie del personale
Fabio De Iaco guida la Simeu, la società scientifica della medicina di urgenza, ed è primario dell’ospedale Maria Vittoria di Torino. Racconta che la pressione delle persone con problemi legati all’afa sta aumentando un po’ in tutta Italia, anche se è al Centro-Sud che la situazione è più critica. “Arrivano soprattutto fragili, con più patologie o anziani allettati. Del resto, i malati cronici si disidratano più velocemente e chi è in là con gli anni non sente lo stimolo della sete”. L’afflusso aumentato di questi giorni si scontra tra l’altro con la situazione dei reparti. “Siamo nel periodo delle ferie. Come noto, i pronto soccorso sono normalmente sotto organico, adesso le cose vanno ancora peggio perché dobbiamo garantire un po’ di riposo ai colleghi. L’aumento dei carichi di lavoro ha quindi un impatto forte”.
“Il codice calore del ministero è inutile”
Il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha fatto una circolare nella quale, tra l’altro, chiede l’attivazione di un “codice calore” nei pronto soccorso. De Iaco è critico. “Per noi quel codice è inutile, abbiamo già un sistema per assegnare le priorità di accesso in base alla gravità. Si fa da anni ed è il cosiddetto triage, ad opera di infermieri preparati. Quindi la circolare in quel senso non dice niente di nuovo. E’ invece giusto quello che indica a proposito dell’assistenza domiciliare agli anziani, che va rinforzata, e soprattutto sull’apertura 7 giorni su 7 degli ambulatori, anche se non si sa di quale strutture si parli”.
“Tre giorni pesantissimi”
Tra le città dove le temperature sono più alte c’è Roma. Giulio Ricciuto, presidente della Simeu del Lazio, è primario al Grassi di Ostia, una struttura da 45 mila accessi all’anno. “Tra domani e giovedì ci aspettiamo il peggio, quando i giorni consecutivi di calore estremo saranno tre. Già oggi vediamo un netto aumento degli accessi dovuti al caldo. L’appello è per la prevenzione. Gli anziani devono stare in casa e i parenti cerchino di aiutarli”. A Roma ci sono anche tantissimi turisti, che rischiano colpi di calore. Già adesso, spiega Ricciuto che ha parlato con i responsabili regionali della sua società scientifica “vediamo un aumento degli accessi dovuto al caldo del 20%”.
Attenzione agli sbalzi di temperatura
“I consigli sono sempre i soliti”, dice Ricciuto: “Aggiungerei che bisogna evitare sbalzi di temperatura tra dentro e fuori, perché possono provocare svenimenti o anche patologie, come la polmonite. Non è facile, perché all’esterno si superano i 40 gradi ma bisogna cercare di evitare passaggi repentini. Purtroppo abbiamo anche un’umidità altissima. Poi c’è il tema dei medicinali. Ce ne sono alcuni che non fanno sentire la sete e riducono la sudorazione. Chi li prende deve parlare con il suo medico per eventuali modifiche della terapia”.