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Caldo record, allarme globale. “Nel Sud Europa il clima del Sahara”

La mappa delle temperature del Centro europeo per le previsioni meteo

 
Bolle di calore e tempeste di pioggia, il mondo sconvolto dall’emergenza meteo. In Cina 50 gradi, Italia infuocata da Caronte. “Le nostre estati saranno sempre più così”
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In Europa abbiamo Caronte, il traghettatore delle anime. L’ondata di caldo che già ieri ci sembrava insopportabile, con picchi di 43° al Sud, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) si intensificherà ulteriormente. Raggiungerà il culmine domani, ma si tratterrà con noi fino ad agosto, seminando record di temperatura lungo la strada. «Nuovi massimi previsti» avverte la Wmo, trasportandoci col pensiero al picco europeo registrato l’11 agosto 2021: 48,8° vicino Siracusa.

Per oggi in 20 città italiane su 27 è previsto il bollino rosso. Ieri erano 17 e domani saranno 23. Altro che traghettatore, insomma. La macchia rossa di Caronte che nelle mappe meteorologiche ricopre l’Europa tra Spagna e Turchia ha un che di obeso e ristagnante. È una bolla di caldo che risale dal Sahara, si piazza sul Mediterraneo e tratta l’Europa come fosse una provincia dell’Africa, con temperature fino a 10° oltre la media. Provoca caldo, ma anche incendi. Come quello alle porte di Atene (dove si è…

In Europa abbiamo Caronte, il traghettatore delle anime. L’ondata di caldo che già ieri ci sembrava insopportabile, con picchi di 43° al Sud, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) si intensificherà ulteriormente. Raggiungerà il culmine domani, ma si tratterrà con noi fino ad agosto, seminando record di temperatura lungo la strada. «Nuovi massimi previsti» avverte la Wmo, trasportandoci col pensiero al picco europeo registrato l’11 agosto 2021: 48,8° vicino Siracusa.

Per oggi in 20 città italiane su 27 è previsto il bollino rosso. Ieri erano 17 e domani saranno 23. Altro che traghettatore, insomma. La macchia rossa di Caronte che nelle mappe meteorologiche ricopre l’Europa tra Spagna e Turchia ha un che di obeso e ristagnante. È una bolla di caldo che risale dal Sahara, si piazza sul Mediterraneo e tratta l’Europa come fosse una provincia dell’Africa, con temperature fino a 10° oltre la media. Provoca caldo, ma anche incendi. Come quello alle porte di Atene (dove si è arrivati a 44°) che ha costretto, tra tanti altri, 1.200 bambini a fuggire dal loro campeggio. O ai roghi di La Palma (Canarie) e del Canada, dove 10 milioni di ettari sono andati bruciati dall’inizio dell’estate.

L'incendio nei pressi di Atene

 (afp)

In Asia invece hanno Talim. È un tifone, il quarto dell’anno, ma il più forte. Per colpa sua i bambini di Hong Kong oggi resteranno invece a casa, perché le autorità hanno scelto di chiudere le scuole. Poco distante, lungo la costa della Cina meridionale e in Vietnam, centinaia di migliaia di abitanti dei villaggi più esposti sono già stati evacuati verso le città.

Può sembrare paradossale, visto che domenica la Cina ha registrato il suo record di caldo per questo periodo dell’anno: 52,2°. Ma l’afa (accompagnata dagli incendi) e le tempeste (accompagnate dalle alluvioni) sono le due facce della stessa medaglia, che in sincronia stanno martellando Asia, America ed Europa. «È semplice termodinamica» spiega Dino Zardi, che insegna Fisica dell’atmosfera all’università di Trento. «La quantità di vapore acqueo che l’aria può contenere aumenta all’aumentare della temperatura. E lo fa in modo esponenziale. Finché perdura il bel tempo la situazione rimane statica, ma quando un’atmosfera estremamente ricca di umidità incontra un’instabilità in alta quota, anche leggera, ecco arrivare i temporali violenti». L’occhio, al momento, va al Nord Italia, in cui da giovedì è previsto maltempo anche intenso.

Alluvione in India

 (afp)

Ne sanno qualcosa negli Stati Uniti, in particolare nel Nordest, dove al termine di un’ondata di caldo è caduta in due giorni la pioggia di due mesi. E l’hanno imparato nel peggiore dei modi ancora una volta i bambini. Due dei dispersi nei nubifragi in Pennsylvania hanno infatti 9 mesi e 2 anni. Il timore è che allunghino la lista dei 5 morti. Lista che in Corea del Sud, dopo sette giorni di pioggia ininterrotta, aveva raggiunto ieri le 40 vittime.

Zardi lo chiama «un cambiamento di paradigma legato al riscaldamento del clima». A una generazione cresciuta con il colonnello Bernacca che annunciava l’anticiclone delle Azzorre — caldo mite e ventilato — se ne sta sostituendo un’altra che ha nelle orecchie nomi come Caronte, l’anticiclone africano. «Accade a tutte le longitudini sulla terraferma. L’aria del deserto, che sia il Sahara, quello del Messico, del Gobi o della penisola arabica, col riscaldamento globale si espande verso nord. Probabilmente le nostri estati d’ora in poi saranno così, al netto di qualche variazione annuale».

Alluvione in Nigeria

 

Oggi nelle mappe Caronte ha la forma di una lingua rossa che dall’Africa si protende verso il Sud Europa, ingoiandolo. «Lo chiamiamo monsone africano» spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma di Firenze (il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale gestito da Regione Toscana e Cnr). «Da vari anni la cella climatica tropicale, che comprende il Sahara, tende ad espandersi verso nord, inglobando l’Europa meridionale. Porta con sé anticicloni statici, che perdurano a lungo e non sono accompagnati da venti rinfrescanti. Le temperature si mantengono sopra ai 20 gradi anche di notte, rendendo l’afa ancora più fastidiosa e impedendoci di dormire».

Uno studio pubblicato sulla rivista Plos nel 2019, d’altra parte, prevedeva che il clima di Marrakesh si sarebbe presto trasferito a Madrid. Ecco, ora l’Africa è arrivata. «Adesso ci lamentiamo» commenta amareggiato Gozzini. «Ma a dicembre eravamo contenti di andare in giro senza piumino e risparmiare sul riscaldamento. La realtà è che gli inverni miti hanno come contraltare le estati torride. Proprio come quella di oggi».

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