Caldo, si rinforza l’assistenza a domicilio e tornano le Uscar
di Michele BocciSono state una delle novità più importanti introdotte durante la lotta al Covid. Le Uscar, unità di medici e infermieri che seguono i cittadini a domicilio, in particolare gli anziani, verranno impiegate anche per aiutare le persone con problemi legati al caldo. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci le ha inserite nella circolare di lunedì dove si chiede tra l’altro alle Regioni di creare un “codice calore” nei pronto soccorso.
Servizi a domicilio
Sono molte le Regioni che hanno rinforzato i servizi territoriali, in qualche caso senza chiamarli formalmente Uscar. E’ quello che è successo, ad esempio, in Emilia Romagna, dove si è cercato di dare più personale alle aree che ne hanno maggiormente bisogno. Le Marche invece fanno sapere di aver “avviato le procedure per la riattivazione delle Usca”, come dice l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini: "l'obiettivo è favorire l'assistenza domiciliare ed evitare accessi impropri nei Pronto Soccorso". Ci sono poi realtà c…
Sono state una delle novità più importanti introdotte durante la lotta al Covid. Le Uscar, unità di medici e infermieri che seguono i cittadini a domicilio, in particolare gli anziani, verranno impiegate anche per aiutare le persone con problemi legati al caldo. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci le ha inserite nella circolare di lunedì dove si chiede tra l’altro alle Regioni di creare un “codice calore” nei pronto soccorso.
Servizi a domicilio
Sono molte le Regioni che hanno rinforzato i servizi territoriali, in qualche caso senza chiamarli formalmente Uscar. E’ quello che è successo, ad esempio, in Emilia Romagna, dove si è cercato di dare più personale alle aree che ne hanno maggiormente bisogno. Le Marche invece fanno sapere di aver “avviato le procedure per la riattivazione delle Usca”, come dice l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini: "l'obiettivo è favorire l'assistenza domiciliare ed evitare accessi impropri nei Pronto Soccorso". Ci sono poi realtà come la Toscana, dove il servizio non è mai stato smantellato, perché ha continuato a prestare assistenza agli anziani per varie patologie e disagi. “Dove è necessario, adesso seguiranno chi ha problemi per il caldo”, spiega l’assessore alla Salute Simone Bezzini.
Telemonitoraggio per aiutare gli anziani
Dalla Fiaso, che è la federazione della aziende sanitarie ospedaliere, fanno sapere che ci sono varie esperienze in Italia che prevedono di assistere a casa loro i malati. “Far ricorso all'assistenza domiciliare è il modo più efficace per affrontare questa situazione anomala dovuta al perdurare di alte temperature nel nostro Paese”, dice il presidente Giovanni Migliore. “Le aziende si sono organizzate e stanno consolidando nuove modalità di intervento basate anche sulle nuove tecnologie. Grazie a piattaforme di telemonitoraggio e alla collaborazione dei medici di medicina generale, vengono individuati e chiamati attivamente i pazienti fragili. In caso di fattori di rischio sono raggiunti a casa dal medico”.
Più letti per i fragili
Tra gli esempi citati da Fiaso, c’è quello della Asl Roma 1 che utilizza la piattaforma regionale “Lazio advice” per assistere secondo diversi gradi di priorità gli over 65. La Roma 4 sta organizzando in due distretti servizi di telemedicina cardiologica, mentre l'azienda Usl di Bologna, con il progetto e-Care, effettua recall periodici sulla popolazione fragile. Servizi analoghi sono previsti dall’Asst della di Lecco e dall’Agenzia per la tutela della salute di Pavia. Nell’azienda Usl di Modena, inoltre, è attivo un supporto caregiver con la consegna a domicilio di medicinali per risparmiare l'uscita di casa ai soggetti fragili.
Intanto i pronto soccorso predispongono posti letto aggiuntivi, come succede ad esempio all’azienda ospedaliera di Pisa, al policlinico Tor Vergata di Roma e all’ospedale di Sassari.