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La prima donna a partecipare alla staffetta della Gara dei boscaioli: “Quando taglio un albero penso alla sua storia e lo rispetto”

Desirèè Facchin, 23 anni, ha la passione della motosega dai tempi della scuola. Oggi guida una squadra di 30 operatori forestali, tutti maschi. “Con loro nessun problema ma in Italia ancora tanti pregiudizi sui mestieri appannaggio degli uomini”
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“Quando sono davanti ad un albero secolare e lo sto per tagliare, provo sempre un sentimento di rispetto. Lo devi avere, pensando alla sua storia, a chi l'ha piantato, a quello che ha visto. Un turbamento che supero pensando a ciò che quella pianta potrà diventare: un magnifico violino, un mobile pregiato, la trave che sostiene una casa”. Il “vecchio saggio” delle fiabe non ha la barba lunga e bianca. È una ragazza di 23 anni, uno scricciolo di 160 centimetri, che si diletta con motoseghe con catene che girano a venti metri al secondo. “Belle macchine, potenti...”, dice con soddisfazione Desirèè Facchin.

In Italia troppi pregiudizi sui mestieri ‘maschili’

Ha ragione lei, Desireè, sostenendo che in Italia ci si stupisce ancora troppo se una donna mette piede in territori da sempre occupati in modo esclusivo dai maschi: “In altri paesi è la norma vedere non solo donne che usano la motosega, ma che manovrano gli escavatori…

“Quando sono davanti ad un albero secolare e lo sto per tagliare, provo sempre un sentimento di rispetto. Lo devi avere, pensando alla sua storia, a chi l'ha piantato, a quello che ha visto. Un turbamento che supero pensando a ciò che quella pianta potrà diventare: un magnifico violino, un mobile pregiato, la trave che sostiene una casa”. Il “vecchio saggio” delle fiabe non ha la barba lunga e bianca. È una ragazza di 23 anni, uno scricciolo di 160 centimetri, che si diletta con motoseghe con catene che girano a venti metri al secondo. “Belle macchine, potenti...”, dice con soddisfazione Desirèè Facchin.

In Italia troppi pregiudizi sui mestieri ‘maschili’

Ha ragione lei, Desireè, sostenendo che in Italia ci si stupisce ancora troppo se una donna mette piede in territori da sempre occupati in modo esclusivo dai maschi: “In altri paesi è la norma vedere non solo donne che usano la motosega, ma che manovrano gli escavatori. Qui invece c'è ancora tanto da fare...”. Tant'è. Di sicuro un record questa ragazza lo ha: sarà la prima donna, il 4 settembre prossimo, a partecipare alla staffetta della Gara dei boscaioli, un evento che si ripete da 56 anni in valle di Fiemme, sotto la regìa della Magnifica Comunità, l'ente collettivo che custodisce il patrimonio forestale di quei territori. Nata e cresciuta a Santa Giustina, comune bellunese, Desirèe si è diplomata in tecnico della gestione delle risorse montane e forestali all'istituto “Della Lucia”.

La passione nata a scuola

Ed è proprio a scuola, a 16 anni, durante le uscite didattiche, che la ragazza ha cominciato a coltivare la passione per il taglio con la motosega: “All'inizio è stata dura, la motosega è una macchina potente e ogni volta che la usavo – racconta - avevo i muscoli delle braccia e delle spalle a pezzi. Però per maneggiarla non basta la forza, o meglio non serve solo la forza, o il “nervo”, come si dice dalle mie parti. Bisogna anche avere tanta tecnica e precisione, che ti insegnano a scuola. Oltre, naturalmente, alla passione”. Una passione che, sempre grazie alla scuola, l'ha portata a disputare le prime gare di taglio, anche all'estero: “Qualche volta ho provato anche a competere con l'accetta. Quella sì che è davvero faticosa...”.

Il concorso e la guida di una squadra di 30 uomini

Conclusi gli studi, un periodo a lavorare nei boschi con un'impresa forestale. Poi, tre anni fa, a soli vent'anni, Desireè ha partecipato ad un concorso pubblico per diventare coordinatrice delle foreste demaniali del Trentino per un territorio molto vasto che comprende Cadino, Paneveggio, San Martino di Castrozza e Caoria. Quel concorso lo ha vinto ed oggi la ragazza – che nel frattempo si è trasferita a vivere in valle di Fiemme - gestisce una squadra di trenta operatori forestali. Tutti, naturalmente, maschi: “Le uniche donne? Io e le due cuoche”, ci scherza su. “Con i colleghi? Mai avuto problemi”, assicura. Ma qualche battuta, quando lavorava per l'azienda forestale, ha dovuto incassarla: “Importante è non farci caso”.

La staffetta

In verità, il suo lavoro di coordinatrice non ha niente a che vede con la motosega, che resta una passione da mettere a frutto nelle gare di abilità, “o nel bosco, quando vado a fare la legna per la mia stufa”. Di solito gareggia con squadre femminili e in classifiche dedicate. Alla Gara dei boscaioli, farà la staffetta – unica donna - con i maschi: “Volevo iscrivermi già lo scorso anno, ma sono arrivata fuori tempo massimo. Quest'anno ci ho pensato su: questa gara è una cosa seria, molto sentita in valle, alla fine ho deciso di partecipare spinta anche da un collega, a sua volta in gara”.

Tecnica e attenzione

Sono quattro le prove: taglio del tronco, sramatura, taglio con l'accetta e strascico del tronco con zappino: “Sulla sramatura e il taglio del tronco con la motosega, dove contano tecnica e velocità, posso dire la mia”. Tecnica, diceva, e attenzione: “Più un albero è alto, più comporta difficoltà, soprattutto se è bostricato: una volta, a Cadino, ho tagliato un abete di 45 metri, avrà avuto almeno un centinaio di anni. Sempre a Cadino c'è il mio albero preferito, un cirmolo secolare, maestoso, detto “Cirmolo dei zochi alti”. Purtroppo si sta ammalando a causa del bostrico. Ha ancora qualche ramo verde: spero – commenta tradendo dispiacere - che si salvi”. Proprio il bostrico è l'emergenza che anche Desirèe ha dovuto affrontare gestendo il demanio forestale: “Stiamo tagliando tantissimi alberi, lo dobbiamo fare anche per preservare quelli sani. Ma per rivedere il territorio com'era prima del bostrico e di Vaia – conclude - passeranno almeno 80 anni”.

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