Carola Rackete, da Lampedusa a Strasburgo: “Mi candido per la giustizia climatica, contro i negazionisti e la deriva fascista in Europa”
di Fabio TonacciCarola Rackete (foto di Martin Heinlein)
Rotta su Strasburgo. La capitana Carola Rackete ha deciso quale sarà il prossimo approdo, ma stavolta non ci arriverà pilotando una nave. “Mi candido all’Europarlamento con Die Linke (il partito della sinistra tedesca, ndr) per difendere l’ambiente”, ha annunciato a inizio settimana. Una sorpresa per chi la segue sin da quando, nel giugno del 2019, al timone della Sea Watch 3 forzò il blocco imposto dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e sbarcò 42 naufraghi a Lampedusa. A Repubblica, la 35 enne di Preetz racconta quest’ultima virata della sua vita.
Proprio lei, Rackete, attivista dei movimenti ecologisti e per l’abolizione dell’agenzia europea Frontex, da sempre critica verso le istituzioni dell’Unione, indosserà i panni dell’eurodeputata? Non è una contraddizione?
“Fino allo scorso febbraio, quando mi ha contattato Die Linke, mai avrei pensato di candidarmi. Mi hanno proposto di farlo da ‘indipendente’. E io, sulle prime, ho rifiutato”.
E poi?
“Mi sono confron…
Rotta su Strasburgo. La capitana Carola Rackete ha deciso quale sarà il prossimo approdo, ma stavolta non ci arriverà pilotando una nave. “Mi candido all’Europarlamento con Die Linke (il partito della sinistra tedesca, ndr) per difendere l’ambiente”, ha annunciato a inizio settimana. Una sorpresa per chi la segue sin da quando, nel giugno del 2019, al timone della Sea Watch 3 forzò il blocco imposto dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e sbarcò 42 naufraghi a Lampedusa. A Repubblica, la 35 enne di Preetz racconta quest’ultima virata della sua vita.
Proprio lei, Rackete, attivista dei movimenti ecologisti e per l’abolizione dell’agenzia europea Frontex, da sempre critica verso le istituzioni dell’Unione, indosserà i panni dell’eurodeputata? Non è una contraddizione?
“Fino allo scorso febbraio, quando mi ha contattato Die Linke, mai avrei pensato di candidarmi. Mi hanno proposto di farlo da ‘indipendente’. E io, sulle prime, ho rifiutato”.
E poi?
“Mi sono confrontata con alcuni amici dei movimenti a tutela dei diritti e con persone che non vivono in Europa ma subiscono le politiche decise a Bruxelles, compresa la pratica del fracking per estrarre gas. Non sono rappresentati politicamente. In più, in Germania abbiamo il 14 per cento degli adulti che non vota perché non ha il passaporto tedesco. Un vuoto di democrazia inaccettabile. Quindi, ho deciso di essere la loro voce”
Ma perché allora non si è candidata per il Bundestag?
“Perché ho sempre operato a livello europeo e internazionale, sia con il mio lavoro scientifico (ha partecipato a spedizioni per documentare gli effetti del cambiamento climatico, ndr) sia con le campagne cui ho partecipato”.
Qual è il suo obiettivo?
“Fare da watchdog (cane da guardia, ndr) per i movimenti. Molti cittadini non sanno cosa accade dentro al Parlamento europeo, di cosa si discute e di come si prendono decisioni che influenzano la vita di tutti. Mi impegnerò a fare informazione. Bruxelles è la seconda capitale mondiale delle lobby, con 25.000 lobbisti, c’è bisogno di più trasparenza”.
Da politica, qual è il suo programma?
“Non mi piace definirmi politica, sono un’attivista che si candida”
Distinguo assai sottile. Il punto principale del suo programma?
“La giustizia climatica. Per questo voglio far parte della Commissione ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare dell’Europarlamento”.
Per puntare a quale riforma?
“Se vogliamo fermare la crisi climatica, dobbiamo ritenere responsabili i responsabili. Mi spiego: le grandi compagnie del petrolio, gas e carbone che hanno causato la crisi climatica, devono essere socializzate”.
Come?
“Vanno presi i profitti che hanno fatto derubando la Terra e vanno distribuiti per finanziare la conversione ecologica”.
Ritiene che l’Europa, dove l'economia poggia ancora in gran parte su queste fonti energetiche, sia pronta a un passo del genere?
“E’ un grande passo, lo so, però dobbiamo iniziare a parlarne. Già accettare che esiste questa possibilità significa renderla più concreta. Tecnicamente si può fare: in Germania nell’ultimo anno sono state nazionalizzate alcune compagnie del combustibile fossile perché stavano per fallire a causa delle fluttuazioni del mercato dovute alla guerra in Ucraina”.
Dell’Ucraina che pensa?
“Che è giusto aiutarla a difendersi dalla Russia. Ed è altrettanto giusto discutere quali e quante armi fornirle”.
Una parte della destra europea, compresa quella al governo in Italia, nega i cambiamenti climatici e parla di terrorismo climatico.
“A Bruxelles lotterò contro i negazionisti e contro i think tank che diffondono notizie false per influenzare la politica”
Ha viaggiato dal Polo Nord al Sudamerica. Dove ha visto l’effetto più evidente del cambiamento climatico?
“Nel parco vicino alla casa dei miei genitori! Non è mai stato secco perché è una zona della Germania dove non faceva mai troppo caldo. Ora l’erba è gialla per la siccità”.
Di Frans Timmermans, il commissario europeo per il clima odiato dalle destre, che opinione ha?
“Ha provato davvero a promuovere il Green Deal. Ma il Green Deal non è abbastanza per arrivare alla giustizia climatica”
A Bruxelles si occuperà di migranti?
“Non posso promettere che lo farò a livello legislativo perché, se eletta, sarò in Commissione ambiente. Ovviamente il tema rimane sempre nel mio cuore. Continuerò a sostenere la campagna contro Frontex”.
L’Ue, su spinta dell’Italia, ha appena firmato un accordo economico con la Tunisia del controverso presidente Saied per arginare le partenze.
“L’ennesimo errore. Sono contraria ad accordi fatti con governi non democratici per esternalizzare consapevolmente le violazioni dei diritti umani. Penso, ad esempio, alle persone abbandonate nel deserto al confine con la Libia”.
Il ministro Salvini, saputo della sua candidatura, ha commentato con sarcasmo: “Dallo speronamento delle motovedette all’Europarlamento è un attimo, evviva la democrazia”.
“Salvini deve fare pace con un fatto: i magistrati italiani hanno fatto cadere ogni accusa contro di me. E’ interessante però vedere che l’estrema destra italiana e quella tedesca hanno reagito allo stesso modo alla mia candidatura. Alle prossime Europee la gente dovrà scegliere tra chi, come l'estrema destra e i conservatori, hanno quel tipo di visione dell’Europa, e chi invece propone la tutela dei diritti umani e dell’ambiente”.
Il Parlamento italiano non ha concesso l’autorizzazione a procedere contro Salvini, imputato per diffamazione perché disse che lei era una “zecca tedesca complice degli scafisti”.
“Dov’è la sorpresa? E’ sempre difficile mettere i potenti di fronte alle proprie responsabilità”.
Vede il rischio di una deriva post-fascista in Europa?
“Sì, chiaramente. In Germania col partito Afd, ma anche in Francia con Marine Le Pen, in Polonia e Ungheria dove si stanno muovendo in direzione autocratica. E in Italia anche, dove un membro del vostro governo si è fatto fotografare con la divisa nazista e altri rivendicano con orgoglio origini fasciste. E’ un problema comune che va affrontato creando un’alleanza antifascista in Europa”.