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Scuola, il rinnovo di contratto non basta: i professori italiani tra i meno pagati d’Europa

Lo certifica uno studio della Ue basato sull’anno scolastico 21/22. I docenti tedeschi guadagno il doppio
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l recente rinnovo del contratto degli insegnanti non sposta di molto il confronto con i docenti europei. Maestri e professori del Belpaese restano tra i meno pagati del vecchio continente, partono da retribuzioni troppo basse e per arrivare a percepire lo stipendio massimo tabellare devono passare diversi decenni. A certificarlo è il sito della Commissione europea dedicato all’istruzione, scolastica e universitaria. C’è poco quindi da stare allegri dopo l’ultimo rinnovo contrattuale. Anche perché il recente contratto sottoscritto dall’Aran e dalle pari sociali si riferisce al triennio 2019/2021. È cioè scaduto già da oltre un anno e mezzo. I 18 mesi che, dopo la crisi pandemica del Covid-19, ha visto schizzare in alto i prezzi del 10%, e in alcuni casi anche di più, a causa della guerra d’invasione russa nei confronti dell’Ucraina. E della speculazione che nel frattempo si è innestata sui rincari di energia e prodotti alimentari.

Gli stipendi europei e l’Italia.

Analizzando i dati pub…

l recente rinnovo del contratto degli insegnanti non sposta di molto il confronto con i docenti europei. Maestri e professori del Belpaese restano tra i meno pagati del vecchio continente, partono da retribuzioni troppo basse e per arrivare a percepire lo stipendio massimo tabellare devono passare diversi decenni. A certificarlo è il sito della Commissione europea dedicato all’istruzione, scolastica e universitaria. C’è poco quindi da stare allegri dopo l’ultimo rinnovo contrattuale. Anche perché il recente contratto sottoscritto dall’Aran e dalle pari sociali si riferisce al triennio 2019/2021. È cioè scaduto già da oltre un anno e mezzo. I 18 mesi che, dopo la crisi pandemica del Covid-19, ha visto schizzare in alto i prezzi del 10%, e in alcuni casi anche di più, a causa della guerra d’invasione russa nei confronti dell’Ucraina. E della speculazione che nel frattempo si è innestata sui rincari di energia e prodotti alimentari.

Gli stipendi europei e l’Italia.

Analizzando i dati pubblicati lo scorso 11 luglio da Eurydice, il portale della Commissione europea che si occupa di istruzione e formazione, è possibile accorgersi di come gli stipendi degli insegnanti italiani restano tra i più poveri d’Europa, considerando come nazioni di riferimento quelle più industrializzate e le nazioni occidentali. I dati si riferiscono all’anno scolastici 2021/2022 e tengono quindi conto anche dell’ultimo rinnovo contrattuale italiano e vengono espressi in euro pps, cioè in una moneta fittizia che tiene conto dei diversi poteri d’acquisto esistenti nelle diverse nazioni. I quasi 24mila euro di partenza delle maestre di scuola dell’infanzia e primaria o i 25mila e 700 percepiti dai professori della scuola secondaria italiana rappresentano poca cosa rispetto agli stipendi di partenza della locomotiva tedesca, dove i docenti delle elementari partono da 51mila euro, i colleghi delle medie da oltre 56mila euro e i prof delle superiori da quasi 59mila euro.

Ma la cosa che salta all’occhio dopo un’attenta analisi dei numeri è che in diversi casi lo stipendio massimo, che in Italia si raggiunge dopo ben 35 anni di servizio, è inferiore o simile al minimo da cui si parte in altre nazioni. È il caso dell’Olanda, dove le insegnanti di scuola primaria partono da 34.398 euro pps, mentre le colleghe italiane arrivano al massimo a 34.818. Discorso simile in Spagna, dove le maestre dell’elementare partono da 32.279 euro pps e al massimo della carriera arrivano a percepire 46.204 euro pps. In Francia e Portogallo si parte da cifre simili a quelle italiane: 26.259 euro all’elementare e 26.618 alla media nel primo caso e 25.693 in entrambi i gradi nel secondo caso. Ma dopo 35 anni in Francia e 34 in Portogallo gli stipendi schizzano in alto e superano di cifre che possono variare tra 8mila e 20mila euro i massimi italiani, che ammontano a quasi 35mila all’infanzia e alla primaria, 38mila alla media e quasi 40mila al superiore. Un altro dato che salta all’occhio è il periodo necessario per percepire lo stipendio massimo di alcuni paesi: 12 anni in Olanda e 20 in Finlandia. Perfino in Turchia i docenti se la passano meglio che in Italia. Lo stipendio di partenza si aggira attorno ai 39mila euro pps per arrivare, dopo 25 anni, a 42/43mila euro pps a fine carriera.

L’ultimo rinnovo del contratto

Docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) hanno atteso quattro anni un contratto già ampiamente scaduto. Perché la firma definitiva del nuovo articolato risale a pochi giorni fa, il 19 luglio scorso. Ma si tratta del contratto 2019/2021 che prevede incrementi retributivi di 63 euro lordi mensili per le docenti di scuola dell’infanzia e primaria a inizio carriera e di 69 euro lordi mensili per un professore di scuola superiore: un 3,5% per tre anni, polverizzati dai rincari dei prezzi della fine del 2022 e del 2023. Nel 18 mesi del 2022 e del 2023, l’Istat calcola un’inflazione del 10,1%. Se si volesse almeno recuperare il potere d’acquisto degli stipendi degli insegnanti italiani, anche a partire da quelli conteggiati a fine 2021, occorrerebbe aumentare gli stipendi mediamente di 3mila euro all’anno. Per un totale di 4miliardi di euro per il 2022 e il 2023. E solo per gli insegnanti.

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