Meno Italia, più Nord Europa: le estati tropicali sconvolgono anche le rotte dei turisti
di Arturo CocchiTuristi a Roma durante l'ondata di calore. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
(ansa)Il Belpaese sta perdendo il suo appeal. Le sempre più violente e persistenti ondate di calore costringeranno italiani — e stranieri — a ripensare le vacanze estive. Spostandole verso i Paesi del Nord. O verso primavera e autunno. O entrambe le cose. Merito dell’immancabile anticiclone africano, la regione mediterranea «registra — spiega Antonello Pasini, climatologo del Cnr e docente all’Università Roma Tre — un incremento della temperatura media doppio rispetto a quello globale». Vale per le coste, e soprattutto per le città: «Roma e Firenze — riflette l’esperto — nel più catastrofico degli scenari diventerebbero impraticabili per 45 giorni tra metà luglio e fine agosto».
Un’indagine condotta a maggio dall’European Travel Commission, che associa oltre 30 enti turistici nazionali,…
Il Belpaese sta perdendo il suo appeal. Le sempre più violente e persistenti ondate di calore costringeranno italiani — e stranieri — a ripensare le vacanze estive. Spostandole verso i Paesi del Nord. O verso primavera e autunno. O entrambe le cose. Merito dell’immancabile anticiclone africano, la regione mediterranea «registra — spiega Antonello Pasini, climatologo del Cnr e docente all’Università Roma Tre — un incremento della temperatura media doppio rispetto a quello globale». Vale per le coste, e soprattutto per le città: «Roma e Firenze — riflette l’esperto — nel più catastrofico degli scenari diventerebbero impraticabili per 45 giorni tra metà luglio e fine agosto».
Un’indagine condotta a maggio dall’European Travel Commission, che associa oltre 30 enti turistici nazionali, Enit inclusa, ha evidenziato, tra gli europei, un calo del 10 per cento, rispetto al 2022, dell’intenzione di viaggio verso l’Europa mediterranea, per il periodo giugno-novembre. Decremento più che doppio rispetto a quello rilevato per l’interesse del continente tutto. Un primo segnale di disaffezione? «Nei prossimi mesi potremo capire se e quanto questo deficit avrà impattato l’altissima stagione», spiega il direttore esecutivo Edouardo Santander.
Non sottraendosi al mantra dell’estate record, l’Etc da un lato smorza i trionfalismi, ricordando che siamo ancora nel rimbalzo post Covid. Dall’altro però mostra il bicchiere mezzo pieno. «Nel lungo periodo — dice Santander — ci aspettiamo che le ondate di calore e l’incremento dei costi a luglio e agosto inducano un’estensione della stagione: il Sud Europa vedrà più arrivi in primavera e autunno». L’Italia, poi, capace di offrire «molteplici esperienze, potrebbe registrare uno spostamento dei flussi estivi interni dalle coste verso il settentrione», conclude il manager.
L’Italia, per ora, si gode il pienone. Cifre e indicazioni che arrivano dal pianeta travel non prefigurano diserzioni in massa da parte del cliente nordico. Quello nazionale, semmai, se proprio lascia il Belpaese, vira verso Sud. A identica richiesta, l’Enit risponde con una nota, in cui la presidente Ivana Jelinic rimarca una «stagione di grande ripresa con viaggiatori propensi a prenotare anticipatamente, al punto di superare l’andamento del 2019». «Dopo un luglio stabile — si legge — si assiste ad un incremento del 20 per cento delle vendite anticipate per agosto», nel quale è già stato prenotato circa «l’83,6 per cento delle camere/posti letto disponibili». No comment sul futuro.
Ottimismo anche dal settore crociere. «Quest’anno supereremo i 12 milioni di partenti dai porti italiani, valore record», dice Leonardo Massa, managing director di MSC Crociere. E se rivoluzione da clima ci sarà, non sembra spaventare. «Limitando l’orizzonte a quanto si vede ora, e non a scenari peggiori che speriamo non ci siano», continua Mazza, «penso che i turisti persi per le ondate di caldo saranno meno di quelli acquisiti con l’allungamento della stagione mite».
Una riflessione da Booking.com, il portale internazionale della vacanza online. “È troppo presto per dire se l'attuale ondata di caldo abbia avuto qualche impatto sul turismo questa estate. Invece quello che abbiamo continuato a vedere è un forte desiderio di viaggiare durante i mesi estivi, e per le destinazioni tradizionalmente più popolari – scrive a Repubblica Alessandro Callari, Regional Manager Italia, Israele e Malta, che però ravvisa un incremento del turismo responsabile, a cominciare dalla scelta del mezzo di trasporto. Booking.com ravvisa ad esempio che “il 45 per cento degli italiani quest’anno ha pianificato il viaggi fuor del picco” e spiega di lavorare assiduamente con i partner di alloggio su come accogliere gli ospiti durante le ondate di calore: evidenziare tra i servizi l’aria condizionata in camera, fornire bottiglie d’acqua alla clientela o suggerire di evitare le ore calde”.
Il ministero dell’Ambiente, già dalla prima stesura Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del 2018, non ancora definitivamente approvato, aveva studiato il loro impatto sul turismo. E aveva tratto conclusioni tutt’altro che ottimistiche. Nel prospettare, come necessità, la destagionalizzazione a favore di primavera e autunno, l’analisi concludeva che gli stranieri avrebbero comunque scelto mete meno calde di quelle italiane, e che un progressivo ritorno in patria dei connazionali amanti delle fughe verso Egitto o tropici non sarebbe bastato a compensare quel deficit.
«Quella che sembra avere il destino segnato, è la vacanza sci sulle Alpi italiane — conclude Pasini –. L’aumento delle temperature riduce la probabilità di avere un innevamento affidabile a quote inferiori ai 2 mila metri. Il problema è più grave per i versanti meridionali dell’arco alpino, dove le precipitazioni cadono quando il vento soffia da sud, anziché da nord. E diventa sempre più arduo da risolvere senza l’uso di tecniche ad alto impatto ambientale come l’innevamento artificiale».