Ha aspettato che il fratello e la bimba di 2 anni uscissero di casa. Ha tirato fuori dalla cassaforte la sua pistola automatica, regolarmente detenuta, ed è sceso al piano di sotto. Quando la cognata, convivente del fratello Enrico, gli ha aperto a porta, lui è entrato e si è diretto in cucina, chiedendo un chiarimento per una lite avvenuta qualche giorno prima. Una volta nella stanza però ha tirato fuori l’arma e le ha sparato un colpo in testa, uccidendola all’istante. E’ accaduto ieri mattina in una casa a due piani color crema dove i due fratelli vivono, in via Pirandello, nelle campagne di Fossombrone, provincia di Pesaro-Urbino.
La confessione
“Ho ucciso mia cognata”. Il presunto assassino, A.M., 46 anni, al momento disoccupato, dopo aver ucciso la donna, Marina, 40 anni, è montato sulla sua auto e si è presentato alla caserma dei carabinieri del posto con ancora la pistola in mano, che ha consegnato ai militari. Gli uomini del comando provinciale di Pesaro e quelli della compagnia di Fano sono immediatamente andati sul posto per verificare che l’unica frase pronunciata dall’uomo, prima che si chiudesse nel silenzio, fosse vera.
La scena del delitto
Il fratello del presunto assassino era proprio all’altezza della cucina, nell’orto fuori dalla villetta quando è stato esploso il colpo, “ma non ho realizzato fosse il rumore di un colpo di pistola”, avrebbe detto agli inquirenti. Con calma quindi, prendendo per mano la figlioletta, ha fatto il giro della casa color crema ed è rientrato in casa, proprio mentre il fratello si allontanava a bordo della sua auto per andare a costituirsi. Quando è entrato in cucina e ha visto la compagna in un lago di sangue ha realizzato tutto, ha portato fuori la piccola e ha dato immediatamente l’allarme.
Il sopralluogo e gli interrogatori
I carabinieri si sono subito messi al lavoro, interrogando in caserma il fratello dell’assassino e alcuni vicini che avrebbero sentito i colpi, per chiarire sia la dinamica dell’omicidio che il movente. Da una prima ricostruzione pare che non più di una settimana fa la vittima e il suo killer avessero avuto un’accesa discussione per motivi legati alla convivenza nello stesso stabile. Cose futili. Ma a differenza di altre litigate, in questo caso pare che il fratello avesse smesso di parlare con lui prendendo le difese della compagna. Ritenendola quindi responsabile di un allontanamento del fratello, avrebbe deciso di vendicarsi, uccidendola.