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Dal pesce coniglio a quello scoiattolo: le specie aliene nel nostro menù

L’esperto della Stazione Anton Dohrn di Napoli: “Dal canale di Suez sono arrivate nelle nostre acque oltre 200 nuove tipologie”
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Il clima del mare cambia e anche i pesci che navigano le nostre acque. Partiamo da un dato certo, quello della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration): in mare quest'anno ci sono due gradi netti di temperatura in più, le conseguenze per i mari italiani sono più meduse, morie dei pesci nostrani e specie tropicali, volgarmente dette aliene, che migrano nei nostri lidi come ad esempio il noto granchio blu servito a una Festa dell’Unità ad Argenta, ma anche il pesce scorpione, quello scoiattolo, coniglio e il pesce palla di seconda generazione.

Le nuove specie

Il numero di specie aliene che colonizzano i nostri mari ha subito un’accelerazione per cui dal granchio blu (Callinectes sapidus) al pesce scorpione (Pterois miles) avvistato nei giorni scorsi lungo le coste calabresi, sono tanti i nuovi pesci alcuni dei quali hanno anche  qualità gastronomiche che offrono interessanti spunti per il loro utilizzo alimentare, come suggerito dal proge…

Il clima del mare cambia e anche i pesci che navigano le nostre acque. Partiamo da un dato certo, quello della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration): in mare quest'anno ci sono due gradi netti di temperatura in più, le conseguenze per i mari italiani sono più meduse, morie dei pesci nostrani e specie tropicali, volgarmente dette aliene, che migrano nei nostri lidi come ad esempio il noto granchio blu servito a una Festa dell’Unità ad Argenta, ma anche il pesce scorpione, quello scoiattolo, coniglio e il pesce palla di seconda generazione.

Le nuove specie

Il numero di specie aliene che colonizzano i nostri mari ha subito un’accelerazione per cui dal granchio blu (Callinectes sapidus) al pesce scorpione (Pterois miles) avvistato nei giorni scorsi lungo le coste calabresi, sono tanti i nuovi pesci alcuni dei quali hanno anche  qualità gastronomiche che offrono interessanti spunti per il loro utilizzo alimentare, come suggerito dal progetto USEit, coordinato dall’Istituto per le risorse biologiche e per le biotecnologie marine (Irbim) del cnr di Ancona, in collaborazione con l’associazione Alcyone ODV, promuove queste specie nell’ambito di una serie di iniziative denominate Assaggi Alieni.

Sulle coste italiane 200 “alieni”

Negli ultimi decenni sono almeno 200 le nuove specie aliene che hanno invaso le coste del Mediterraneo. Gabriele Procaccini, dirigente di ricerca alla Stazione Anton Dohrn di Napoli, ci spiega che “il fenomeno dell’invasione di specie non native del Mediterraneo è aumentato negli ultimi anni e una delle cause è stata l’apertura del canale di Suez che ha consentito il passaggio dal mar Rosso al nostro mare”.

Le migrazioni

Fino a quando le temperature del mare sono state temperate nel Mediterraneo queste specie non sono migrate, ora che assistiamo alla tropicalizzazione invece gli alieni sono stati favoriti. Di conseguenza abbiamo assistito a 3 tipi di “invasioni”: “le migrazioni lessepsiane (dal nome di chi costruì la diga di Suez) – prosegue il ricercatore Procaccini - con circa 400 specie fuoriuscire dal mar Rosso, poi quella dovuta al movimento delle navi che portano spore, larve di organismi che vengono rilasciati che si adattano e proliferano e poi le migrazioni casuali, che sono quelle mantenute negli acquari che vengono buttate quando si fa la pulizia dell’acqua. Un esempio eclatante di questo è stato negli anni 90 dell’alga killer che ha invaso le coste francesi che proveniva dalla pulizia delle vasche dell’acquario di Monaco”.

Dal pesce coniglio a quello scoiattolo

Dell’esemplare del pesce scorpione, pesce tropicale molto bello ma pericoloso per l’uomo perché contiene una tossina molto forte, se n’è parlato in questi ultimi i giorni. Ma le specie aliene sono centinaia appunto. Tra queste, spiega ancora l’esperto della stazione Anton Dohrn di Napoli, c’è il pesce palla che è però una seconda specie dell’omonimo pesce, anche lui proveniente dal mar Rosso “contiene una tossina quasi mortale e siccome è confuso con l’originale bisogna fare molta attenzione, l’organo interno che contiene il veleno va rimosso senza rompere la sacca se si vuole mangiare”. Ancora: c’è il pesce coniglio “muso appuntito, è un erbivoro brucatore, che si muove in branco e come un gregge di capre, bruca sui fondali e sugli scogli e li desertificano. Era già stato osservato nel bacino orientale da una ventina d’anni e verso la Sicilia sono comparsi e salgono verso nord dato il cambiamento climatico. Un altro è il pesce scoiattolo – ha concluso Procaccini –  somiglia a un pesce rosso striato, tipo Nemo ma molto meno bello, è molto invasivo e dannoso per gli ecosistemi, anche lui cresce in abbondanza e può soppiantare le specie del Mediterraneo di cui si nutre”. 

Il caldo e gli ecosistemi

“L’aumento della temperatura del mare ha un impatto significativo sugli ecosistemi marini, soprattutto sulla fauna ittica, poiché molte specie di pesci hanno un range ottimale di vita - sostiene Rita Lecci della divisione Ocean predictions and applications (OPA) del CMCC - in specifici valori della temperatura del mare. Oltre questi valori, superando la soglia, la fauna ittica potrebbe andare in sofferenza, morire o non poter più riprodursi, portando alla possibilità di trovare specie molto diverse nel nostro Mar Mediterraneo nel prossimo futuro. Le cosiddette specie aliene, come i pesci tropicali, sono ora in grado di trovare un ambiente adatto - sottolinea Lecci - e condizioni idonee per la loro vita nel Mar Mediterraneo grazie all'aumento della temperatura del mare. Quello che vedremo nel prossimo futuro è un cambiamento degli ecosistemi, della fauna ittica e anche della vegetazione marina. Questo influisce anche sugli esseri umani perché cambia la quantità e la qualità dei prodotti della pesca. Dobbiamo adattarci a quello che verrà - conclude  Lecci - che è ancora piuttosto sconosciuto, ma stiamo già cominciando a vederne gli effetti".

I menu alieni

Lo scorso 15 luglio nella cornice della Riserva naturale regionale Oasi Wwf “Cascate del verde” a Borrello, in provincia di Chieti, si è tenuto il primo evento di Assaggi alieni, con il patrocinio del Comune di Borrello. Tra le specie oggetto degli Assaggi alieni la conchiglia dell’arca (Anadara kagoshimensis), un mollusco bivalve di origine asiatica che ha conquistato da decenni i fondali dell’alto e medio Adriatico e l’ormai ‘famoso’ granchio blu (Callinectes sapidus), un crostaceo di origine atlantica in forte espansione lungo tutte le coste e le lagune italiane.

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